martedì 16 Aprile 2024

Parco Natura Viva, il riposo in attesa della primavera

Bussolengo, Verona – Con l’arrivo di 40 nuovi esemplari appartenenti a 15 specie diverse, il Parco Natura Viva conclude una stagione 2023 dedicata alla conservazione della biodiversità.

I cancelli hanno chiuso domenica 7 gennaio con l’ultimo giorno di stagione. Nel prossimo mese e mezzo, uomini e animali si riorganizzeranno e i battenti riapriranno ai primi di marzo.

In questo 54esimo anno a difesa della biodiversità, 6 sono state le new entry di specie mai ospitate prima, tra le quali il formichiere gigante (vulnerabile), i fagiani di Edwards (in pericolo critico) e le testuggini zampe gialle (vulnerabili).

Una collezione zoologica che conta più di 1500 animali e che ha raggiunto ormai una copertura del 70% di specie animali inserite in progetti di conservazione in situ ed ex situ.

Un lavoro incessante che, solo in questi ultimi 12 mesi, ha reso i suoi frutti con la quinta reintroduzione in natura di due bisonti europei, l’annuale migrazione guidata dall’uomo degli ibis eremita e molti altri traguardi, tra i quali la prima nascita in Tailandia di un pulcino di avvoltoio reale indiano.

Di pari passo, la ricerca scientifica che ha raggiunto gli 80 studi pubblicati su riviste referate e l’educazione al pubblico, che ha visto il ritorno al completo delle scuole e l’aumento del 34% delle visite guidate.

La Lista Rossa delle specie a rischio di estinzione dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), ha aggiornato a Dubai i conti delle 157.190 specie censite, delle quali 44.016 a rischio di scomparsa, ovvero il 28%.

“I dati presentati alla Cop28 – interviene Cesare Avesani Zaborra, CEO del Parco Natura Viva di Bussolengo – hanno annunciato il più grande successo possibile per tutti noi: l’orice dalle corna a sciabola, l’antilope nordafricana dichiarata estinta in natura alla fine degli anni ’90 che popola la nostra pianura al Safari d’Africa, oggi è stata declassata alla categoria “in pericolo critico”.

Cioè, è tornata a popolare gli habitat naturali grazie agli esemplari allevati in ambiente controllato. Questo sancisce che la rete cooperativa di cui facciamo parte, prima italiana, poi europea e globale, offre la speranza più concreta per ripristinare la biodiversità che l’uomo stesso ha distrutto”.

Una strada che il Parco Natura Viva ha intrapreso già da alcuni decenni fa, con il bisonte europeo e l’ibis eremita, più di recente con l’avvoltoio gipeto e il capovaccaio. Ancora oggi gli unici 4 progetti italiani di reintroduzione in natura per queste specie europee.

“Oltre i numeri complessivi – aggiunge Camillo Sandri, direttore zoologico del Parco Natura Viva – ad entusiasmarci è stato l’ultimo arrivo dell’anno. Tre piccole testuggini radiata sono nate per la prima volta in un parco zoologico italiano, offrendo una speranza concreta ad una specie endemica del Madagascar “criticamente minacciata” di estinzione.

E poi siamo orgogliosi di aver condiviso il nostro know-how, non solo veterinario, attraverso la stesura del protocollo realizzato ad hoc per l’allevamento del Sarcogyps calvus. Grazie al quale, dopo oltre 20 anni di tentativi, in Tailandia è nato il primo pulcino di avvoltoio reale indiano, laddove la specie era scomparsa”.

“Non ci si può soffermare a ciò che si pensa di vedere – fa eco Caterina Spiezio, responsabile del settore ricerca e conservazione del Parco Natura Viva – ma è necessario “ascoltare” ciò che gli animali hanno da dirci attraverso l’osservazione del loro comportamento”.

E’ così che è nato il Behavioral Variety Index, un indice scientifico targato Parco Natura Viva e ormai annoverato anche in ambito accademico per il monitoraggio dello stato di benessere dei singoli individui. E poi sale a 80 il numero di articoli scientifici pubblicati su riviste referate mentre sono 13 i progetti di ricerca che impegnano il Parco con 11 Università italiane e 4 internazionali, tra le quali Canada, Giappone, Madagascar e Regno Unito.

Dal Sudamerica all’Asia, passando per l’Africa e attraversando isole come il Madagascar e le Seychelles, sono il 70% della collezione zoologica totale le specie coinvolte in progetti di conservazione in situ ed ex situ. Ma è In Europa che si concentrano i progetti di conservazione che vedono individui nati e allevati al Parco Natura Viva ritornare nel loro ambiente naturale. Nel quale, a causa dell’uomo, la specie non è più presente. Testuggini europee e tartarughe palustri, ibis eremita, grifone, gipeto, barbagianni e bisonte europeo ne sono importanti esempi.

“I parchi zoologici – conclude Katia dell’Aira, responsabile del settore educativo del Parco Natura Viva – raccolgono ogni anno milioni di visitatori. Nel circuito europeo (EAZA) sono circa 140 milioni, mentre nei parchi ed acquari del network globale (WAZA) saliamo a più di 700 milioni. Luoghi preziosi, nei quali è possibile intercettare l’attenzione di fasce di età anche molto giovani e che vedono l’aumento dell’interesse del pubblico.

Ma abbiamo voluto dedicare un ampio spazio anche agli adulti, con corsi di formazione per insegnanti e non, sulla biodiversità e sull’inclusività”.

Menzione speciale per Fondazione ARCA, l’ente no-profit del Parco Natura Viva, che contribuisce ad alcuni dei progetti di ricerca e conservazione in corso e che ha costruito una rete di volontari preziosi per la sensibilizzazione del pubblico tra i sentieri dei cinque continenti.

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