venerdì 12 Luglio 2024

Salvare la bellezza: raccolta fondi per la Parrocchia di S. Maria Annunciata in Comella di Seniga

Seniga, Brescia – Una solitudine piena di Dio e della Beata Vergine Maria. Un silenzio nel quale il colloquio amoroso con Dio non viene mai meno. Un mistero di grazia e bellezza interiore. Ecco l’antica Pieve di Comella.

Nel lembo di terra dove il fiume Mella confluisce nell’Oglio, al confine tra Brescia e Cremona, immerso nella fertile e rigogliosa campagna della Bassa Bresciana, sorge l’antico Santuario S. Maria Annunciata in Comella di Seniga.

Una terra un tempo piena di paludi e acquitrini che venne bonificata nel XII secolo dalla grande opera agraria dei frati benedettini della celebre Badia di Leno, i quali ristrutturarono una cappella preesistente del VI-VII secolo dedicata a Maria Vergine, da cui l’attuale intitolazione del Santuario, come copia fedele dell’Abbazia di Leno.

A partire dal XV secolo, parallelamente con il declino del Cenobio di Leno anche il Santuario di Comella entrò in profonda crisi, perdendo il titolo di pieve e divenendo chiesa sussidiaria della vicina Seniga. Dopo alterne vicende nel 1959 un decreto vescovile la eresse a Parrocchia e tale rimase fino al 2000, quando passò di nuovo sotto la giurisdizione della Parrocchia di Seniga ed utilizzata solo per le celebrazioni di alcune messe domenicali, quindi poco vissuta, fino a pochi anni fa.

A partire dal 2020, con la nomina di don Alessandro a parroco del Santuario, il luogo sacro ha trovato “nuova vita”. La chiesa ha potuto riaprire grazie anche al prezioso aiuto di tanti volontari che hanno svolto un grande lavoro di pulizia degli spazi e dei locali esterni, per non parlare degli accessi alla chiesa.

L’originaria struttura romanica del Santuario conserva al suo interno un impianto architettonico notevole, con cripta a volte, colonne e altare rialzato e un’imponente scalinata. In una cappella dedicata a Maria Vergine possiamo ancora ammirare un affresco del 1400 raffigurante la Madonna del Latte.

Con la riapertura della chiesa il luogo è ritornato ed essere un centro di preghiera dove le funzioni religiose sono sempre molto sentite, in particolare quando ci sono le esposizioni delle reliquie dei santi. Ricordiamo fra le più recenti quelle di San Francesco di Assisi, di Padre Pio e di San Giovanni Paolo II, che qui viene ricordato con tanto affetto per una estate trascorsa in vacanza presso la famiglia del caro amico Don Francesco Vergine.

Immerso nella quiete della campagna bresciana, il luogo è meta di tanti pellegrinaggi, anche da fuori provincia e regione, punto di ritrovo per attività estive e gruppi parrocchiali e di scout, essendo anche attrezzato con bar e sala ristoro, oltre che con spazi gioco e campi da calcio.

E’ inoltre tappa di due sentieri molto battuti dai camminatori: la Via d’acqua dei Benedettini, percorso che si snoda lungo il fiume Oglio, ricco di aree protette e di zone umide, che tocca i comuni di Seniga, Ostiano, Volongo, Fontanella Grazioli frazione di Casalromano, Isola Dovarese e Gabbioneta, e il Cammino di Santa Giulia, che si sviluppa lungo 475 Km da Livorno a Brescia e che si inserisce nel panorama sentieristico italiano toccando alcuni dei luoghi dedicati a Santa Giulia.

Il Santuario, che dal 2012 è stato eletto Luogo del Cuore del FAI, è aperto tutti i giorni dalle 8 del mattino sino alle 17.30 della sera ed è sempre possibile fermarsi per una preghiera personale di affidamento alla Madonna.

Anche se molto è stato fatto da don Alessandro e dai volontari per rendere accogliente questo luogo sacro, ricco di storia, molto c’è ancora da fare e il Santuario necessita di importanti interventi per essere conservato e reso fruibile in tutta sicurezza.

Dai recenti rilievi risulta infatti che sul manto di copertura sono presenti in più punti delle zone piene di muschio, coppi rotti o spostati, la guaina in carta catramata risulta alquanto deteriorata. Ciò comporta infiltrazioni d’acqua e perdite dal tetto che sono sempre più ampie ed evidenti, soprattutto in questo periodo di eventi atmosferici “estremi”, mettendo a serio rischio la fruizione del luogo. È necessario quindi intervenire con urgenza!

Per tutelare e salvaguardare il Santuario di Comella, don Alessandro ha lanciato una campagna fondi alla comunità, in collaborazione con Cassa Padana Bcc.

Tutti possono scegliere di sostenere gli ingenti costi dei restauri conservativi donando quote individuali dell’importo di 20€ fino al 10 settembre sul rapporto di conto corrente IT 27 M 08340 55232 000000204571 aperto presso la filiale di Cassa Padana di Seniga. La banca di credito cooperativo si impegnerà a fine raccolta a duplicare la ‘generosità’ delle donazioni pervenute fino ad un importo massimo concordato con la Parrocchia.

Le erogazioni liberali effettuate in favore della Parrocchia, per la realizzazione dei lavori di restauro e risanamento conservativo, prevedono la detraibilità dall’Irpef nella misura del 19% ovvero la deducibilità dal reddito d’impresa, così come da diposizioni del Tuir (articolo 15, comma 1, lettera h per le persone fisiche; articolo 147 per gli enti non commerciali; articolo 100, comma 2, lettera f, per le imprese).

Il progetto verrà presentato sabato 27 luglio alle ore 18.00, con una visita guidata al Santuario a cui seguirà un momento conviviale finale. Spetta a tutti noi che amiamo questo luogo sacro continuare l’opera di conservazione che gli ha permesso nei secoli di rimanere un punto di riferimento per tanti.

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