Breno e Lumezzane. Brescia – Il nuovo appuntamento di In Tournée, la Stagione di prosa del Teatro delle Ali, è firmato da Marco D’Agostin, Premio Ubu 2018 Miglior Performer Under 35 e Premio Ubu 2025 Miglior spettacolo di danza, con First Love, uno degli unici due spettacoli selezionati dal Piccolo Teatro di Milano in occasione di Milano Cortina 2026.
Il lavoro andrà in scena a Breno martedì 3 novembre alle ore 20.30, e sarà proposto in replica anche al Teatro Odeon “Giacinto Prandelli” di Lumezzane nella serata di giovedì 5 novembre alle 20.45.
Uno spettacolo sospeso tra il teatro e la danza, un fiume di parole, gesti e ricordi, salite e discese, momenti di esaltazione, difficoltà e incidenti: tra autobiografia e racconto, in una rilettura ironica e originale della più celebre gara della medaglia d’oro olimpica Stefania Belmondo, First Love è l’omaggio di D’Agostin al suo “primo amore”, lo sci di fondo.
First love è un risarcimento messo in busta e indirizzato al primo amore. È la storia di un ragazzino degli anni ’90 al quale non piaceva il calcio ma lo sci di fondo – e la danza, anche, ma siccome non conosceva alcun movimento si divertiva a replicare quelli dello sci, nel salotto, in camera, inghiottito dal verde perenne di una provincia del Nord Italia. Quel ragazzo ora cresciuto, non più sciatore ma danzatore, non più sulla neve ma in scena, non più agonista ma ancora agonista, per via di un’attitudine competitiva alla coreografia che non si scolla mai, nostalgica e ricorsiva, ha incontrato il suo mito di bambino, la campionessa olimpica Stefania Belmondo, ed è tornato sui passi della montagna.
È giunto il tempo di gridare al mondo che quel primo amore aveva ragione d’esistere, che strappava il petto come e più di qualsiasi altro. In una rilettura della più celebre gara della campionessa piemontese, la 15km a tecnica libera delle Olimpiadi di Salt Lake City 2002, First love si fa grido di vendetta, disperata esultanza, smembramento della nostalgia.
Marco D’Agostin è vincitore del Premio UBU 2018 come Miglior Performer Under 35 e del Premio UBU 2023 e 2025 per il miglior spettacolo di danza (Gli anni e Asteroide). Nel 2023 gli è stato conferito il 4° Premio Riccione Speciale per l’innovazione drammaturgica, nel 2024 il Premio Hystrio Corpo a Corpo. È artista associato del Piccolo Teatro di Milano.
I suoi lavori si interrogano sul funzionamento della memoria, dando vita a dispositivi coreografici che a partire da archivi personali o collettivi cercano di innescare con il pubblico pratiche di partecipazione e immedesimazione. Ha studiato l’intrattenimento come forma di una specifica relazione tra performer e spettatore, prendendone in considerazione le zone d’ombra e i fallimenti come luoghi di luminose rivelazioni. La sua danza, una geografia complessa in cui suoni, parole e movimenti collidono di continuo, tende sempre verso la compromissione emotiva di chi la compie e di chi la guarda.
