Teatro / Sette gradi di vuoto

Cremona – Secondo appuntamento con la compagnia QU.EM. quintelemento, per un ‘trittico’ di spettacoli che si chiuderà a fine mese. Dopo “Peccato… gli uomini”, è la volta di “Sette gradi di vuoto”, che andrà in scena sabato 20 e domenica 21 giugno, con inizio alle ore 21.

Nel contesto dello stile teatrale della compagnia, il progetto è iniziato lo scorso mese di ottobre, con l’avvio dei tre laboratori annuali, due di teatro ed uno di teatro danza. I tre gruppi hanno lavorato su alcuni temi ed opere di riferimento, nel caso specifico sull’antica tradizione cristiana dei sette peccati capitali e su uno dei testi più influenti del teatro del Novecento, “Il crogiuolo” di Arthur Miller. Il tutto, ovviamente, è stato attualizzato e rielaborato per poi creare i tre drammi che si stanno succedendo al Centro Next, ognuno attraversato da elementi comuni ma ognuno connotato da una propria ‘autonoma’ costruzione scenica, drammaturgica, testuale e testuale.

“Nel lavoro precedente avevamo centrato l’attenzione soprattutto sul dramma dell’esclusione – ci dice Francesca Rizzi, direttrice artistica e regista – come risultato di un adeguamento alla logica feroce del conformismo e dell’omologazione. Ma se là i personaggi, anonimi e designati solo da un numero, erano in qualche modo ‘consenzienti’ rispetto ad un ordine sociale dal quale si sentivano protetti, in questo «Sette gradi di vuoto» i protagonisti hanno una propria individualità, sono persone con una professione o una connotazione molto chiara, anche se rappresentano simbolicamente le incarnazioni moderne dei sette vizi capitali”.

La trama, ancora una volta, è giocata in uno spazio ed un tempo asettici e surreali, ma ciò che succede è tremendamente veritiero. “Ognuno dei personaggi esprime in modo quasi sfacciato il proprio carattere – aggiunge Danio Belloni – ma gradatamente le loro maschere sociali svaniscono in un crescendo di tensioni, scontri, accuse reciproche… ed infine confessioni. Lo sviluppo delle scene, condizionato dalla presenza di un misterioso ‘architetto’ che fa da catalizzatore, condurrà tutti a fare i conti con sé stessi, soprattutto con le proprie ipocrisie”.

Per Paolo Ascagni, socio fondatore della compagnia, questo dramma fa davvero “da specchio con quello di una settimana fa. Uno specchio deformante, ovviamente, ma legato a rimandi e dettagli che sarebbe interessante approfondire. Sono certo che chi assisterà a tutti gli spettacoli del nostro ‘trittico’ avrà modo di cogliere ulteriori sfumature, magari sfuggite anche a noi. Ma questa, del resto, è una delle tante magie del teatro”. La performance, della durata di circa 70 minuti, coinvolgerà otto attori: Clotilde Elena Caiazza, Filippo Cattadori, Ersin Drndar, Eloisa Martino, Marco Mastronicola, Laura Perlasca, Roberta Schiavi e Claudio Torelli. La drammaturgia e la regia sono di Francesca Rizzi, i video di scena e la direzione tecnica di Danio Belloni.

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