Ome, Brescia. “Mi soffermo sulla parola TRALCIO: il ramo fragile e tenace della vite,ma anche quel piccolo lembo di cordone ombelicale che resta a testimonianza della nascita.Siamo un modesto festival, intrecciato tra recisione e innesto, per accogliere un ruaḥ — respiro, vento.Un soffio che passa tra i filari e si fa vita.
Due giorni sospesi tra lenzuola stese che si trasformano in fumetti, somma di 489 annidi racconti ottuagenari.Una comunità che si fa casa: dove un vino eroico ed erotico trova compagno in una fisarmonica,dove fumetti sbocciano su tessuti bianchi —LENZ FUMETTO.
Non aspettatevi nulla.Perché la vita, già di per sé, è un dono smisurato.Noi portiamo solo sedie d’osteria e un bucato di lenzuola fumettate per raccontare e raccontarci.Siete i benvenuti.”
Parole che esprimono l’idea artistica di Pietro Arrigoni, geniale regista a cui basta un gessetto e un angolo di marciapiede per realizzare un festival, dare vita a quell’angolo artistico, ancestrale, che dimora in tutti noi.
Il borgo di Ome, nel cuore della Franciacorta, accoglie la quarta edizione del Festival del Fumetto da Marciapiede, in programma sabato 30 agosto e domenica 31 agosto.
Un festival nel nome del fumetto disegnato sopra un lenzuolo!
Questa edizione sarà particolarmente speciale perché porterà in scena 7 storie originali nate dalla comunità di Ome; un’inedita trasposizione a fumetti di alcune pagine del romanzo I giorni di vetro di Nicoletta Verna, realizzata dagli studenti della Scuola Internazionale di Comics di Brescia.
Questa sarà la quinta edizione del Festival del Fumetto da Marciapiede di Ome. Un festival che si nutre di memoria, oralità e trasformazione.
Il fumetto, come recita una didascalia del prestigioso Musée de la Bande Dessinée di Bruxelles, è una serie di immagini che formano un racconto, in cui la storia è parte integrante delle immagini stesse. A partire da questa base, sono l’immaginazione e il talento degli autori a fare il resto!
Per questa edizione, sette fumettisti hanno disegnato su un lenzuolo matrimoniale (facente parte del corredo della sposa) una storia che verrà esposta nella piazza del paese. Non solo una mostra, ma un’esperienza relazionale e sociale: le lenzuola, solitamente chiuse tra quattro mura, diventeranno bandiere narrative appese all’aria aperta, in dialogo con il territorio e la comunità.

