venerdì 23 Febbraio 2024

8 rintocchi e un minuto di silenzio per Piazza Loggia

Brescia. “ Ore 10 e 12 minuti, 8 rintocchi di campana e un minuto di silenzio in Piazza Loggia” Da quasi mezzo secolo il 28 maggio la città si ferma a ricordare una delle stragi più efferate e violente degli anni di piombo.

L’enorme ferita che ha macchiato di sangue la piazza più bella di Brescia rimane aperta. Un iter giudiziario infinito non ha portato a nessuna sentenza di colpevolezza definitiva per le otto vittime e più di 100 feriti di quel martedì 28 maggio.

Si ritorna sulla Piazza domenica 28 maggio e sono tanti gli eventi, perché la memoria non si ritiri nei suoi luoghi più sotterranei per divenire oblio o contorcersi in revisioni fuori asse o sfuocate. Il grande lavoro della Casa della Memoria, fondata dai famigliari delle vittime, pone la strage di Piazza Loggia nella ragione per cui è stata ordita: un attacco diretto alle istituzioni dello Stato e alla democrazia. Perché il racconto di quel giorno, nella sua essenzialità, non venga disperso e nulla venga taciuto. Perché siano la storia e la memoria a giudicare una delle stragi più efferate degli anni di piombo.

È doveroso non dimenticare quanto accaduto quel giorno: 28 maggio 1974. E’ mattina. In piazza Loggia c’è una manifestazione sindacale antifascista. Piove. Molti manifestanti si sono riparati sotto i portici. 10 e 12 minuti, un boato. Una bomba nascosta in un cestino dei rifiuti deflagra: è una strage. Rimangono uccise sul colpo sei persone, altre due moriranno alcuni giorni dopo.

Sono: Giulietta Banzi Barzoli, 34 anni insegnante; Livia Bottardi Milani, 32 anni insegnante; Euplo Natali, 69 anni pensionato;Luigi Pinto, 25 anni insegnante; Bartolomeo Talenti, 56 anni operaio; Alberto Trebeschi, 37 anni insegnante; Clementina Calzari Trebeschi, 31 anni insegnante; Vittorio Zambarda, 60 anni operaio. Le vetrine di uno storico negozio di abiti della città vanno in frantumi e feriscono decine di persone. Alla fine saranno un centinaio i feriti.

SEMPRE PER LA VERITÀ Questo è scritto nel sito della Casa della Memoria, nata nel 2000 dai familiari Caduti della strage riuniti in associazione, con la collaborazione con il Comune e Provincia di Brescia, divenuta un centro di iniziative e di documentazione sulla strage e sulla strategia della tensione che ha sconvolto il Bel Paese negli anni di piombo.

Tante le iniziative per l’anniversario, tra convegni, concerti, presentazione di libri che coinvolgono studenti e cittadini per far fede al motto “Sempre per la verità” che ha sostenuto i famigliari delle vittime e la Casa della Memoria nel iter giudiziario e la battaglia per la ricerca della verità e della giustizia.

Note sull'autore

Valerio Gardoni
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.
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