Mostre / Fra grafica e scultura con Bergomi e Sanzeni

Trenzano, Brescia – Alla Sala civica Paolo VI di Cossirano, un’interessante mostra dedicata alla grafica di Giacomo Bergomi e alla scultura di Lino Sanzeni. Un percorso espositivo accosta 42 grafiche a 11 sculture su i temi poeticamente affini e prediletti dai due artisti.

Cossirano nel contesto delle feste quinquennali dei Festoni rende omaggio con una mostra al pittore Giacomo Bergomi e allo scultore Lino Sanzeni.

Dal 22 al 31 agosto, la Sala civica Paolo VI in Cossirano a Trenzano ospita l’interessante accostamento tra pittura e scultura con una selezione di 42 opere grafiche e 11 sculture dei due artisti bresciani. La mostra è promossa dalla Parrocchia di S. Valentino di Cossirano e dall’Amministrazione comunale di Trenzano con il supporto di molti volontari.

“Davvero intelligente ed opportuna l’idea di proporre a Cossirano una mostra in cui si incontrano due artisti di chiara fama: Giacomo Bergomi e Lino Sanzeni per nobilitare la festa quinquennale dei “Festoni”. – commenta il critico d’arte Agostino Garda – L’elemento culturale ed artistico porta nobiltà all’evento ed è occasione di godere della bellezza vera.

L’abbinamento non è casuale né forzato, anzi la mostra suddivisa per temi, conferma una perfetta sintonia del mondo culturale, affettivo, espressivo, interiore ed artistico dei due protagonisti. Entrambi sono figli ed amanti appassionati della nostra terra bresciana, in particolare della sua espressione più genuina: il mondo contadino con la gente provata dalla fatica del lavoro.

Ne scaturiscono quindi disegni a carboncino, acquerellati, a pastello in cui Giacomo Bergomi, con la consueta vigoria del tratto, fissa cascine, borghi, interni rustici, donne e uomini con badile e forche. Lino Sanzeni sviluppa gli stessi temi usando scarti di pietra e marmo su cui inserisce componenti di ferro per farne il custode di maiali, il pastore, la mucca e il vitello… Un ultimo accenno va ancora sottolineato. Lino Sanzeni nelle sue sculture, anche in quelle di piccole dimensioni, regala imponenza statuaria alle figure e Giacomo Bergomi anche in un semplice carboncino riesce a conferire al contadino rappresentato potenza scultorea”.

“La mostra accosta la grafica di Giacomo Bergomi e la scultura di Lino Sanzeni. I loro mondi si ritrovano intorno al lavoro contadino, agli animali delle cascine, alla famiglia e al sacro con un’apertura al mondo andino anche da parte di Lino Sanzeni in omaggio al maestro bresciano. – spiega  Gianbattista Piscioli del Gruppo Giacomo Bergomi – Così la scultura onora la pittura in un incontro che, oltre l’elemento poetico, mostra aspetti di continuità nelle soluzioni stilistiche pur nella diversità dei linguaggi espressivi come nell’essenzialità figurativa e nello sviluppo monumentale dei volumi. La mostra è impreziosita dalla possibilità di visione del documentario “100 anni di Bergomi” di Mario Bonetti e Giovanni Zanotti e di filmati su Lino Sanzeni”.

“La Parrocchia di San Valentino di Cossirano vive ogni 5 anni questo importante appuntamento. L’allestimento di questa esposizione di alto livello contribuisce a dare maggior respiro culturale ai vari appuntamenti. – dice don Flavio Raineri parroco di Cossirano – Attorno agli eventi religiosi per affidare la comunità all’intercessione materna della Madonna ruotano infatti vari momenti ludico-ricreativo diversi fra loro, ma complementari. L’apporto culturale ed esperienziale di questa esposizione sarà sicuramente prezioso per l’intera comunità e per quanti parteciperanno dai paesi limitrofi”.

“La mostra Bergomi e Sanzeni rappresenta per il nostro Comune l’occasione per ammirare, nel medesimo spazio espositivo, una pregevole raccolta dell’artista orceano adottato dal paese di Lograto, ma che per un periodo di tempo è stato anche nostro concittadino e nel contempo riscoprire un Sanzeni anch’esso figlio della Bassa la cui opera meriterebbe maggior approfondimento. – commenta il Sindaco di Trenzano Italo Spalenza – Un grazie quindi a Don Flavio ed a tutti i volontari che hanno collaborato con il Gruppo Giacomo Bergomi alla realizzazione di questo importante evento nell’ambito delle feste quinquennali denominati I FESTONI”.

Giacomo Bergomi (Barco di Orzinuovi, 1923 – Brescia, 2003) nasce in una famiglia contadina. Dopo diversi trasferimenti (trascorre alcuni anni anche a Cossirano) approda a Lograto alla fine degli anni trenta. Comincia il suo apprendistato presso il pittore Emilio Pasini nel secondo dopoguerra, ma decisiva sarà la frequenza ai corsi serali dell’Accademia di Brera negli anni cinquanta; suoi insegnanti sono Salvadori, Franchi e Carpi, ma stringe una significativa amicizia con Carlo Carrà e Domenico Cantatore. Negli anni sessanta stabilisce il suo studio a Brescia.

E’ questo un periodo di febbrile ricerca pittorica e di affermazione come attestano numerosi riconoscimenti in rassegne artistiche locali e nazionali. All’intensa attività espositiva alterna viaggi in Italia e all’estero nei quali trova continua ispirazione. Sono in particolare la Puglia, la Grecia e successivamente il Sud America ad affascinarlo. Nelle mani e nei volti dei contadini pugliesi e greci, degli Indios e degli Andini ritrova il mondo contadino della Bassa Bresciana celebrato nei suoi quadri.

Accanto ad una straordinaria produzione artistica lascia un’importante collezione di reperti etnografici provenienti dalle terre bresciane, oggi conservati nel museo che porta il suo nome presso il Centro Fiera del Garda di Montichiari. Oggi la sua memoria è promossa dal Gruppo Giacomo Bergomi.

Lino Sanzeni (Bargnano di Corzano, 1946), autodidatta, è cresciuto avendo come riferimento lo scultore Vittorio Piotti. Partito con la scultura in ferro, dal 1990 trova la propria impronta stilistica nel binomio pietra-ferro (più recentemente anche nel legno). Sulla sua espressione creativa Giovanni Quaresmini e Oscar Di Prata scrivono nel 2004: “Lino Sanzeni sembra sempre in bilico tra realtà ed astrazione.

L’artista pare assegnare al metallo la funzione di concretezza delle forme, mentre alla pietra quella dell’indefinitezza spaziale ed ambientale che, pur essendo in rapporto col reale manifesta spinte verso l’oltre” (Pietra e metallo tra realtà ed astrazione, catalogo della mostra “Pietra e ferro”). Nelle sue opere predilige soggetti legati al mondo contadino, alla natura, alla famiglia ed al sacro. Apprezzato dalla critica e dal collezionismo, numerose sono le sue sculture monumentali sparse nel bresciano. Nell’aprile 2024 ha tenuto una mostra antologica per i quarant’anni di attività espositiva presso la Sala Tadini di Botticino con una monografia dedicata. Lino Sanzeni lavora presso il suo studio affacciato sulle cave di marmo di Botticino a San Gallo in località Faglia.

 

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