Concesio, Brescia – La Collezione Paolo VI – arte contemporanea prosegue la sua proposta espositiva con un doppio appuntamento: Virginia Zanetti. I PILASTRI DELLA TERRA e Clara Luiselli. SPIRAGLI.
Due progetti espositivi che mettono in dialogo due ricerche contemporanee accomunate da pratiche artistiche capaci di attivare processi collettivi. Attraverso installazioni site-specific e immagini fotografiche, le artiste costruiscono dispositivi aperti in cui l’opera si sottrae a una forma stabile per farsi esperienza in divenire. Nelle opere esposte i corpi sono protagonisti e le loro fragilità si configurano non come limite ma come apertura. Ne emergono percorsi che invitano il visitatore a un cambio di prospettiva, a ripensare al proprio rapporto con la realtà.
«Questo doppio progetto espositivo conferma la vocazione della Collezione Paolo VI a interrogare il contemporaneo come spazio di ricerca spirituale e sensibile. Le opere di Virginia Zanetti e Clara Luiselli condividono una tensione verso l’ignoto e sfiorano una dimensione sacra che emerge nell’esperienza quotidiana.» afferma Giuliano Zanchi, Direttore della Collezione Paolo VI.
Virginia Zanetti. I PILASTRI DELLA TERRA
La mostra Virginia Zanetti. I PILASTRI DELLA TERRA, allestita nello spazio espositivo principale, si presenta come un percorso articolato attraverso diversi progetti sviluppati dall’artista, incentrati sulla relazione tra il corpo e gli elementi della terra, dell’acqua e dell’aria. In questo itinerario, l’essere umano diventa una presenza capace di attraversare e ribaltare il tempo presente. Il lavoro dell’artista apre a una riflessione sulla responsabilità condivisa e sulla possibilità di nuove forme di comunità.
Clara Luiselli. SPIRAGLI
Inaugura parallelamente Clara Luiselli. SPIRAGLI. Cuore del suo progetto è una serie di fotografie realizzate con smartphone, senza alcun intervento di post-produzione. In questi scatti, la mano dell’artista si frappone tra obiettivo e soggetto, “disturbando” la visione nitida e generando immagini nuove. Lo “spiraglio” diventa soglia, attraverso cui il reale si espande oltre l’evidenza. Accanto alle fotografie, frammenti e tracce materiali ampliano il tema, restituendo valore a ciò che normalmente resta invisibile, nascosto o marginale.
Durante l’inaugurazione, Clara Luiselli attiverà una performance collettiva aperta alla libera fruizione del pubblico. L’azione, realizzata all’aperto e accompagnata da una traccia sonora originale – composta ed eseguita da Giuseppe Jos Olivini -, si configura come evoluzione di un precedente progetto di ricerca e ben si sposa con i temi trattati nella mostra.

A completamento delle esposizioni, la Collezione Paolo VI propone una serie di iniziative collaterali gratuite.
Visite guidate: sabato 23 maggio, 30 maggio e 13 giugno , alle ore 17.30, sarà offerta al pubblico una visita guidata gratuita alle mostre – compresa nel costo del biglietto d’ingresso – condotta dagli educatori museali della Collezione Paolo VI.
Laboratorio per adulti con l’artista Clara Luiselli: sabato 6 giugno alle ore 16.30, l’artista Clara Luiselli condurrà un laboratorio per adulti pensato per avvicinare il pubblico ai temi della personale Clara Luiselli. SPIRAGLI: spiritualità, materia e percezione.
Pubblicazioni: le mostre saranno accompagnate da due pubblicazioni monografiche, a cura della Collezione Paolo VI, con testi critici e apparati iconografici. I progetti editoriali sono realizzati con il contributo del Comune di Concesio.
Artista e docente, Virginia Zanetti vive e lavora a Firenze dove si è diplomata con lode in pittura all’Accademia di Belle Arti e si specializza in didattica dell’arte. Attualmente insegna fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Carrara. I suoi lavori hanno l’obiettivo di assumere una funzione di trasformazione, inversione di stati o condizioni. Nella sua ricerca, l’Altro, in opposizione al Sé, costituisce il punto di partenza per esplorare idee di separazione e disarmonia, con lo scopo di consentire il riconoscimento del nostro legame con la comunità d’appartenenza e l’ambiente sociale e naturale circostante. Azione e performance sono una parte fondamentale della sua pratica, sia come esperienza estetica che estatica, come forze generatrici di opere fotografiche, scultoree, pittoriche o ambientali spesso co-create insieme alle persone attraverso laboratori didattici.
Le performance sono costruite come rituali o atti psicomagici, funzionali a riscoprire forme di coscienza sociale. Con la sua pratica cerca di far emergere l’essenza della comunità e l’“essenziale” dell’umano, adottando il potenziale critico della crisi, come stimolo per un continuo ripensamento della realtà. Tra le motivazioni alla base dei processi di genesi delle sue opere, c’è il desiderio di comprendere il funzionamento della vita e le relazioni che la supportano, partendo da un’idea di non dualità tra i fenomeni e la forza che li sostiene.
La sua pratica si basa su azioni collettive partecipate, attraverso cui cerca di catturare alcune visioni dall’inconscio collettivo, approfittando di coincidenze rivelatrici, circostanze casuali che manifestano un messaggio profondo. Nelle sue opere cerca di annullare ogni vincolo legato alle categorie. Forme materiali e immateriali si fondono quando l’atto performativo diventa oggetto e lo spettatore diventa artista attraverso una modalità di sviluppo collettiva. Ogni sua azione cerca di far emergere un rinnovato senso dell’esistere e una rinnovata conoscenza affettiva, attraverso dinamiche relazionali e codici condivisi, per tentare di far divenire l’opera d’arte parte integrante dell’ambiente e della comunità per cui è concepita.
Il suo lavoro è stato esposto in biennali come Manifesta 12 e 13 e in istituzioni italiane e estere per la cultura e l’arte contemporanea come il Museo Pino Pascali in Polignano a Mare, il Man di Nuoro, il CCC Strozzina di Firenze, il CAC Pecci di Prato, il Mac di Lissone in Italia, la Kunsthalle di Berna, l’Istituto di cultura italiano di New Delhi e di Zurigo, il MOG Museum di Goa in India, alla Frederick Layton Gallery at MIAD, Milwaukee, Wisconsin, in USA e alla Kaunas Picture Gallery del M. K. Čiurlionis National Art Museum, in Lituania.
Le sue opere sono in collezioni permanenti pubbliche come quella del Museo MADRE di Napoli, Museo MAMBO di Bologna, il Museo MAN di Nuoro, i Musei Civici di Monza, Museo MAC di Lissone, la FMAV Fondazione Modena Arti Visive, il Museo Fondazione Pino Pascali e private come la Collezione Morra Greco e Optima di Napoli. Ha vinto premi come il Premio Movin’up 2015 del MIBACT e il Concorso internazionale per artisti per la realizzazione di opere d’arte permanenti per Palazzo di Giustizia di Firenze nel 2017, il Primo Premio Maccaferri per la fotografia, Arte Fiera, Smartup Optima 2019, Napoli e Level 0, ArtVerona 2020 e 2021. Diverse istituzioni pubbliche e private le hanno commissionato opere permanenti create in collaborazione con le comunità come i Comuni di Mulazzo e Montemitro o A cielo Aperto a Latronico. Il suo lavoro ed i suoi testi sono presenti in pubblicazioni come A Cielo Aperto e Breve storia della curatela di H.U.Obrist, postmediabooks, Milano, su riviste di settore come Artribune, Espoarte, Exibart, Flash Art o quotidiani come La Lettura del Corriere della Sera o Repubblica. Co-fondatrice di Estuario project space di Prato e del Laboratorio del Futuro, piattaforma di discussione in cui intellettuali di varie aree culturali si incontrano e dibattono insieme ai cittadini i temi principali del nostro tempo.
La pratica artistica di Clara Luiselli nasce dall’osservazione di micro-eventi e accadimenti quotidiani, spesso trascurati nella loro apparente marginalità, attraverso i quali si apre la possibilità di un dialogo profondo con l’alterità. L’opera si configura così come un organismo ibrido e mutevole, lontano da una forma stabile e definitiva, orientato piuttosto verso dimensioni fluide, transitorie e in continua trasformazione.
Il suo lavoro si sviluppa attraverso installazioni site-specific, performance, video e interventi plastici e pittorici, mantenendo sempre una forte attenzione alla dimensione processuale e relazionale. Centrale è il rapporto tra opera e fruitore, inteso come spazio di interazione e attivazione, così come l’indagine delle dinamiche che legano individuo, corpo e ambiente, anche attraverso l’osservazione dei comportamenti sociali. I temi dell’impermanenza, della precarietà e della fragilità dell’esistenza attraversano l’intera ricerca, insieme a una tensione verso la trasformazione e la possibilità di preservare ciò che è effimero.
Le sue opere si configurano come dispositivi capaci di attivare nello spettatore nuove forme di percezione e consapevolezza, aprendo a una dimensione in cui immaginare possibilità di riscatto e ridefinizione del reale. La sua formazione si radica negli studi all’Accademia di Belle Arti “G. Carrara” di Bergamo. Negli ultimi anni il suo lavoro è stato presentato in numerosi progetti espositivi e performativi in Italia e all’estero, con installazioni e azioni site-specific in contesti pubblici, istituzionali e non convenzionali.
Tra gli interventi più recenti si segnalano A fior di pelle (2024), progetto tra installazione e performance presentato nell’ambito di Art Site Fest a Torino e in collaborazione con Fondazione Adriano Bernareggi, e Liminale (2024), installazione permanente per il progetto vitART Parcours in Svizzera. Ha inoltre realizzato mostre personali e progetti site-specific in spazi indipendenti e istituzioni, tra cui Traffic Gallery (Bergamo), SubPlace (Milano), Nellimya Arthouse (Svizzera) e numerosi interventi nell’ambito di Art Site Fest. La sua ricerca è stata riconosciuta da premi e selezioni recenti, tra cui la vittoria del bando Between Us – Cantiere delle Arti (CARME, Brescia, 2023), il progetto Dynamic Natural Connection promosso da AININ – Artist in Nature International Network (2021) e la selezione come finalista all’Exibart Art Prize (2020, 2024). Attraverso una pratica libera e trasversale, l’artista attraversa i linguaggi della comunicazione visiva con l’intento di superarne i confini, attivando processi di relazione e trasformazione che rendono l’opera parte integrante dello spazio e della comunità in cui si inserisce.

