Brescia – Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia, in collaborazione con i Musei di Stato della Repubblica di San Marino e con il patrocinio del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, presentano al pubblico un importante evento dedicato ad Anita Garibaldi.
Dopo le iniziative che Fondazione Brescia Musei ha rivolto alla figura di Giuseppe Garibaldi – l’esposizione “La Spedizione dei Mille. Memoria e racconto nel reportage pittorico di Giuseppe Nodari” (Museo del Risorgimento “Leonessa d’Italia”, 27 gennaio – 7 aprile 2024) e il corso di storia “Garibaldi oltre la storia – L’icona, il mito, il racconto” (7 maggio – 11 giugno 2025) – la stagione espositiva 2025 del museo si conclude con un focus su Ana Maria de Jesus Ribeiro, nota come Anita Garibaldi, protagonista del nostro Risorgimento.
Al centro dell’iniziativa, l’eccezionale esposizione di un suo abito, lasciato a San Marino nel luglio 1849 durante la drammatica ritirata verso Venezia seguita alla caduta della Repubblica Romana: un manufatto che testimonia le condizioni del viaggio e le coraggiose scelte compiute da quella donna e che permette allo stesso tempo di restituire aspetti quotidiani come i gesti di solidarietà femminile che accompagnarono la sua traversata. Una finestra che si apre su una dimensione personale e affettiva, completando il quadro della grande storia.
Dopo la caduta della Repubblica Romana nel luglio 1849, Anita Garibaldi seguì Giuseppe Garibaldi nella difficile ritirata verso Venezia. Stremata, incinta e provata dal viaggio, trovò accoglienza a Cetona, dove le donne del paese le confezionarono una nuova veste di seta e gliela donarono a nome dell’intera comunità femminile.
L’abito accompagnò Anita fino a San Marino, dove il 31 luglio la donna, preparandosi a ripartire, lo scambiò nella bottega della merciaia Teresa Simoncini con un abito più semplice e adatto alla fuga. Rimasta a San Marino, la veste fu conservata dalla famiglia Simoncini e, divenuta presto oggetto di venerazione patriottica, iniziò un lungo “pellegrinaggio” espositivo: dalle mostre risorgimentali di Bologna (1888) e Ravenna (1904) fino all’esposizione garibaldina alla Scala di Milano (1917), dove riapparve anche il bustino originale.
Donato nel 1949 dalla famiglia Martelli ai Musei di Stato di San Marino, in un momento in cui si stava costituendo la raccolta dei cimeli garibaldini, l’abito divenne una vera e propria reliquia laica, simbolo della memoria di Anita e del suo ruolo centrale nel mito risorgimentale italiano.
L’esposizione offre anche l’occasione per presentare il progetto “Anita Garibaldi – avatar narrante”, espressione della sperimentazione continua di Fondazione Brescia Musei dedicata alla valorizzazione del patrimonio attraverso strumenti di innovazione digitale e narrazione culturale.
L’obiettivo è tradurre la ricerca storica e curatoriale attraverso linguaggi contemporanei, in linea con lo stile dell’allestimento della sede museale riaperta con uno progetto premiato nella categoria “Exhibiton design” del Red Dot Award 2023 e curato dallo studio Limiteazero, capace di offrire un’esperienza di conoscenza accessibile e partecipata.
Il progetto è concepito come installazione temporanea di mediazione aumentata, a partire dal dialogo fra due testimonianze materiali: l’abito in seta nera appartenente ad Anita Garibaldi e il dipinto “Anita morente” (1864 ca.) di Pietro Bouvier. L’avatar, che sarà accessibile attraverso un Qrcode, diviene la voce di questo dialogo fra storia e immagine, permettendo al pubblico di entrare in relazione diretta con il racconto storico.

