Brescia – Lo spazio Bunkervik ospita un ciclo di performance che trasforma l’ex rifugio antiaereo in un intenso racconto sulla guerra di oggi, tra memoria, trauma e rimozione.
Costruito negli anni Quaranta del Novecento come rifugio antiaerei, Bunkervik è dal 2016 un luogo dedicato all’arte e alla cultura contemporanea. Lo spazio è intitolato a Vittorio Arrigoni, attivista e giornalista brianzolo, sostenitore della causa palestinese, ucciso a Gaza nel 2011 durante una missione.
La performance di ?Collettivo e Turi Rizzi accompagna il pubblico all’interno del tunnel, in un susseguirsi di luci e ombre che evocano la dimensione del ricordo e del trauma che sfuma, le anime perse e quelle ancora in ascolto. In fondo, un uomo parla, canta e ricorda. Alternando momenti di recitazione e momenti di abbandono, la performance evoca l’esperienza della guerra come ferita mai sanata.
In contrapposizione con l’atmosfera cerimoniale e mortale del corridoio, la guerra emerge attraverso le parole come un dramma che continua a esistere, vivendo nella voce di chi l’ha conosciuta. Storie personali e collettive si incontrano in un’immagine tragicamente interiorizzata, che mette in relazione storia e attualità.
I testi recitati sono di Turi Rizzi, performer protagonista e tenore drammatico che, attraverso abiti realizzati ad hoc e la propria vocalità, coinvolge il pubblico in un dirompente racconto sulla realtà della guerra.
La performance si svolgerà venerdì 30 gennaio e sabato 31 gennaio, dalle 18.30 alle 22.30. Ogni replica ha una durata di 30 minuti. L’accesso, gratuito con prenotazione obbligatoria, è consentito a gruppi di massimo 15 persone per volta.
?Collettivo nasce tra Brescia e Milano dalle esperienze di Filippo Zoli, Fabrizio Fortini e Dania Zanotto. Il gruppo opera tra performance, videoarte e installazioni, distinguendosi per un approccio indipendente e una dichiarata distanza dalle logiche del mercato dell’arte.
Il loro lavoro si caratterizza per l’incontro con voci provenienti da ambiti non strettamente artistici – filosofi, ballerine, scienziati – con l’obiettivo di costruire narrazioni inedite e offrire nuove prospettive di lettura della realtà. Le opere del collettivo sono spesso site specific, pensate in dialogo diretto con i luoghi che le ospitano.
?Collettivo ha lavorato in diversi contesti nazionali e internazionali, tra cui: Bologna, Brescia, Milano, Mestre, Napoli, Parigi, Ravenna, Teramo, Venezia, Verona.


