Balkanica 2026: volevamo solo giocare

Reggio Emilia -Torna il Festival Balkanika, l’iniziativa organizzata da ISCOS Emilia-Romagna ETS per promuovere la conoscenza dei Balcani e favorire una cultura della pace e dei diritti umani soprattutto verso i giovani.

La quarta edizione, intitolata “Volevamo solo giocare”, attraverserà Reggio Emilia, Quattro Castella, Albinea, Guastalla, Castelnovo ne’ Monti, Correggio, Bologna e Ravenna con proiezioni, incontri pubblici, presentazioni di libri, mostre e laboratori per le scuole.

A trent’anni dalla fine dell’assedio di Sarajevo, Balkanika sceglie di guardare alle guerre e alle loro conseguenze attraverso le esperienze dell’infanzia, senza fermarsi al racconto del conflitto. Il Festival mette al centro anche la capacità di crescere, creare relazioni, praticare sport, fare arte e immaginare nuovi futuri. Tre parole guidano il percorso: incontrare, ricordare, immaginare.

Il 19 ottobre, alla Biblioteca Rosta Nuova di Reggio Emilia, il giornalista Nermin Kahriman – nato a Bolzano nel 1995 da una famiglia profuga dalla Bosnia – presenterà “Casa mia” nell’incontro “Sarajevo vive e vivrà per sempre”, sul significato di “casa”, tra memorie personali e collettive. Modera Simona Silvestri.

Il 29 ottobre, sempre alla Biblioteca Rosta Nuova, la scrittrice Mensura Burridge sarà protagonista di “Noi, bambini di Sarajevo”, un appuntamento dedicato all’infanzia vissuta durante la guerra, moderato da Tamara Cvetković. Il 19 e 20 ottobre, inoltre, sono previsti laboratori riservati alle scuole superiori a Castelnovo ne’ Monti.

Il 5 novembre, a Montecavolo, lo storico Milovan Pisarri approfondirà i temi della Serbia contemporanea, della memoria storica e dei nuovi equilibri geopolitici.
Il 6 novembre sarà invece dedicato a uno degli appuntamenti più significativi della quarta edizione del Festival Balkanika: l’inaugurazione della mostra “Infanzia in guerra” del War Childhood Museum di Sarajevo, in programma alle ore 17.00 nell’atrio dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia (UNIMORE), in viale Timavo 93 a Reggio Emilia.

Per la prima volta in Italia, una selezione della straordinaria collezione del War Childhood Museum sarà presentata al pubblico, offrendo uno sguardo intimo e profondo sull’esperienza della guerra attraverso gli occhi, gli oggetti e i ricordi di chi l’ha vissuta durante l’infanzia.

La mostra, visitabile fino al 27 novembre, rappresenta un’importante occasione di riflessione sulla memoria, sui diritti dell’infanzia e sulle conseguenze dei conflitti armati, dando voce a storie personali che diventano testimonianze universali.

All’inaugurazione interverranno Amina Krvavac, direttrice del War Childhood Museum di Sarajevo; Andrea Cortesi, direttore di ISCOS Emilia-Romagna ETS; Andrea Iacomini, portavoce di UNICEF Italia; Gianluca Grassi, della Fondazione Mondinsieme; e Cristian Fabbi, direttore della Fondazione Reggio Children.

La mattinata del 6 novembre sarà inoltre dedicata a un seminario universitario rivolto agli studenti, sempre presso UNIMORE, in viale Timavo 93, con la partecipazione di Amina Krvavac di War Childhood Museum, Federica Tarabusi, antropologa dell’Università di Bologna, e Milovan Pisarri, storico e ricercatore presso l’Istituto di Filosofia e Teoria Sociale dell’Università di Belgrado.
Un’intera giornata dedicata alla memoria dell’infanzia in guerra, al dialogo tra ricerca, educazione e testimonianza e all’importanza di trasmettere queste storie alle nuove generazioni.

Nel corso di novembre proseguiranno anche gli incontri con le scuole, dedicati alla memoria dell’infanzia nei contesti di conflitto. Il percorso intreccia testimonianze, oggetti, immagini e narrazioni per promuovere ascolto, educazione civica e riflessione sui diritti umani.

L’11 novembre il Festival arriverà a Ravenna con “Cuori a metà!”, incontro riservato agli studenti con il rapper romano di origine bosniaca Doppelgänger. La stessa sera, ad Albinea, lo scrittore Dejan Atanacković presenterà il romanzo “Lusitania” incentrato sull’incredibile storia della Repubblica di Lusitania, creata da pazienti e personale dell’ospedale psichiatrico di Belgrado rimasto fuori dal controllo delle truppe austro-tedesche, nel 1915. Nel corso della serata Matteo Pioppi presenterà la rivista “R/EST”, la nuova pubblicazione semestrale edita da Tangerin e dedicata ai Balcani.

Il 12 novembre, ai Chiostri di San Pietro è in programma l’incontro con la scrittrice e giornalista Elvira Mujčić, che rifletterà su memoria, identità e appartenenza tra la Jugoslavia di ieri e l’Europa di oggi: cosa significa partire, tornare, appartenere a più luoghi e continuare a cercare il proprio posto nel mondo. Il 13 novembre, alla Biblioteca Santa Croce, Gianni Galleri racconterà invece la singolare storia della finale di basket disputata a Sarajevo durante la guerra, in occasione della presentazione del libro “La finale impossibile di Sarajevo”.

Giovedì 19 novembre, alle 20.45, alla Casa di Quartiere Orti Spallanzani di Reggio Emilia, sarà proiettato “Sarajevo Safari” di Miran Zupanič. Il documentario raccoglie testimonianze e ricostruzioni sulle accuse secondo cui alcuni stranieri avrebbero pagato per sparare contro civili durante l’assedio di Sarajevo. Seguirà il dibattito “Sarajevo, tra memoria e verità. Trent’anni dopo”, con il giornalista e scrittore Ezio Gavazzeni e l’attivista Abdelhakim Bouchraa, moderato da Tamara Cvetković.

Il programma di novembre comprende anche “Balkanika meets CUULT”, il 29 novembre agli Orti Spallanzani, e l’incontro del 30 novembre a Guastalla con Vito Alfieri Fontana, autore di “Ero l’uomo della guerra”, dalla produzione di mine antiuomo all’impegno per lo sminamento nei Balcani.

Il 2 dicembre, a Castelnovo ne’ Monti, dedicato alle scuole superiori va in scena lo spettacolo “La scelta – e tu cosa avresti fatto?”. La sera, alla Biblioteca di Quattro Castella, il fumettista Boban Pešov racconterà invece i Balcani attraverso il fumetto; l’indomani terrà inoltre un laboratorio riservato alle classi.

Il 3 dicembre, al Cinema di Correggio, sarà proiettato il film “Balcanica” del regista Nicola Sorcinelli, che sarà presente in sala per dialogare con il pubblico. Il 9 dicembre, ad Albinea, il politologo Nenad Stojanović e Roberto Belloni affronteranno il tema della crisi della democrazia nei Balcani e delle prospettive per il futuro.

Il Festival si concluderà sabato 12 dicembre alla Casa di Quartiere Orti Spallanzani con “La grande serata Balkanika”: dalle 17 una collaborazione con Silver Frame Festival e Reggio Film Festival e, alle 20.30, la cena balcanica.

“Volevamo solo giocare” invita a riconoscere il diritto di ogni bambina e bambino a vivere la propria infanzia in pace. Attraverso incontri tra generazioni, linguaggi artistici e comunità, Balkanika propone di guardare ai Balcani non soltanto attraverso le guerre del passato, ma anche attraverso le persone che continuano a costruirne il futuro.

Il Festival è organizzato da ISCOS Emilia-Romagna ETS, con il contributo della Regione Emilia-Romagna e della Fondazione Manodori, con il patrocinio del Comune di Reggio Emilia e in collaborazione con numerose realtà associative, culturali e istituzionali.

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