domenica 1 Febbraio 2026

Capodanno2026 / A Reggio Emilia una notte da ballare

Reggio Emilia – Capodanno nel segno di due mitiche discoteche emiliane e di una musica indimenticabile. Un grande viaggio attraverso la storia della musica internazionale e le sonorità che hanno fatto divertire generazioni di persone.

Due nomi storici delle notti italiane, il Marabù di Reggio Emilia e il Picchio Rosso di Modena, proporranno una serata che vuole essere altrettanto mitica attraverso le sonorità di decenni indimenticabili, dagli iconici anni Settanta ai vibranti anni Duemila: un grande spettacolo pensato per tutte le età, per chi il Marabù e il Picchio Rosso li ha vissuti davvero e per chi ne ha solo sentito parlare.

Reggio Emilia saluterà il 2026 con una grande festa in piazza della Vittoria: lo spettacolo “History of Dance” accompagnerà l’attesa del nuovo anno con un viaggio attraverso la musica internazionale e le sonorità che hanno segnato generazioni.

A partire dalle 22.30 di mercoledì 31 dicembre, sul palco si alterneranno ballerini, dj del Marabù e del Picchio Rosso e la voce di Laura di Radio Bruno, per una serata di musica, luci e coreografie coinvolgenti. A mezzanotte, il 2026 sarà salutato con il countdown insieme all’assessora Stefania Bondavalli, in un momento dedicato al Tricolore, a Reggio e alla provincia.
Era il 13 Marzo del 1976 quando il Picchio Rosso inaugurò a Formigine la sua stagione ricca di successi. Un fenomeno di costume che è entrato nell’immaginario collettivo. Il Picchio era la discoteca “nuova”, quella piu’ moderna, con i djs piu’ conosciuti, gli spettacoli più importanti, gli impianti luce più strabilianti e gli slogan più efficaci. 

Il Picchio, colpì subito per la sua grandezza, l’architettura e l’arredamento molto moderno. Nessuno si sarebbe mai immaginato che quei “divanetti” rossi e quell’ingresso “spaziale” con i neon gialli da tutte le parti diventassero così famosi ed avessero poi avuto un ruolo davvero importante nel costume nella cultura e nella società. Il Picchio aveva anche un giardino estivo il “Settimo Cielo”.

Era l’inizio di un epoca di costume e di grandi rivoluzioni musicali, il culmine della disco music, del funky, della new wave. Fine anni settanta inizio anni ’80.

Il Marabù, epico locale di Reggio Emilia che tra la fine degli anni Settanta e il tramonto dei Novanta ha fatto la storia della musica in Italia, ha chiuso i lucchetti definitivamente nel settembre 2000.

Poi oblio e memoria. Ma ora è rinato: è stato sistemato grazie a Claudio Campani, un imprenditore visionario, che ne è diventato il proprietario. In origine doveva trasformarsi in un multisala cinematografico, che poi ha trovato alloggio altrove, e quindi per circa 7 miliardi vecchie lire, che erano i debiti della società, è tornato a germogliare.

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