Ferrara – Torna per la decima edizione il “Festival del Ciclista Lento”, dedicato a chi ama pedalare senza fretta gustando panorami, incontri, racconti e bellezze del territorio.
Il Festival del Ciclista Lento rappresenta un appuntamento speciale per Ferrara, perché racconta una concezione dello sport che va oltre la competizione e il risultato: uno sport accessibile, inclusivo, capace di unire le persone e di far riscoprire il piacere di stare insieme.
La bicicletta è uno straordinario strumento di benessere, socialità e sostenibilità. La forza di questa manifestazione sta proprio nel suo messaggio: non conta arrivare primi, ma partecipare, condividere un’esperienza e godersi il percorso. È un principio che sentiamo particolarmente vicino alla nostra idea di sport, inteso come opportunità per tutti, indipendentemente dall’età, dalla preparazione atletica o dalle capacità individuali.
In programma la Pedalata più lenta del mondo “5 km in 5 ore”, la Granfondo del Merendone, il Galà del Ciclista Lento con show musicale su “Quello che la strada non dice” e una serata dedicata allo sport inclusivo e al ciclismo africano. E ancora: autori ‘a pedali’, visite guidate, pre-miazioni ai più lenti, bontà estensi come il pasticcio ferrarese e la torta tenerina, musica e campioni e campionesse, gregari e appassionati che anche quest’anno giocheranno con noi ad andare pia-no, anzi: pianissimo!
I ciclisti lenti salveranno il mondo: dalla prepotenza della velocità; dalla noia dei primati in classifi-ca; dal conformismo del campione solo al comando.
“Beati gli ultimi che la vita sanno goder” è la filosofia che caratterizza la manifestazione ferra-rese dedicata al ciclismo-slow, per festeggiare chi utilizza strade e ciclabili per pedalare piano, senza particolare talento per lo sport, senza tempi da rispettare o primati da stabilire.
C’è chi sceglie la bicicletta per il piacere stesso del pedalare e muoversi in scioltezza con un mez-zo ecologico ed economico. Chi si gode le due ruote senza l’ansia di arrivare primo, chi vive il pia-cere del viaggio più che del traguardo, apprezzando paesaggi, gusti e curiosità incontrati lungo il percorso. Chi usa la bici quotidianamente, per andare al lavoro o a fare acquisti, per accompagna-re i bambini a scuola, per godere di spazi della propria città, nel tempo libero e non, in modo eco-logico e sostenibile, e lo fa chiedendo sicurezza.
