mercoledì 7 Dicembre 2022

Il Festival della Pace

Brescia. La quinta edizione del Festival della Pace a Brescia, la città torna così ad essere per due settimane capitale della Pace. Il Festival avrà inizio venerdì 11 novembre e caratterizzerà la proposta culturale della città fino a sabato 26. Una pluralità di presenze e di voci significative animerà incontri e tavole rotonde, spettacoli e concerti, mostre e proiezioni cinematografiche, visite guidate e laboratori, appuntamenti per le scuole ed eventi speciali per offrire molteplici opportunità di confronto e di riflessione declinate nei diversi linguaggi e forme espressive.

Oggi più che mai – in un contesto internazionale così preoccupante e delicato, con la guerra tornata in Europa e scenari che fanno temere un’estensione del conflitto con relativo rischio nucleare – abbiamo bisogno di argomenti a favore della costruzione di un orizzonte di pace, di nonviolenza, di fratellanza e riconciliazione.

L’edizione 2022 sarà focalizzata sul rapporto tra economia e guerra, tema del quale si propone un’indagine a tutto campo, estesa e approfondita grazie anche alla partecipazione di esperti di rilevanza internazionale, intorno alle disuguaglianze e alla diseguale distribuzione delle risorse come causa e conseguenza dei conflitti armati.

Per la giornata inaugurale dell’11 novembre alle ore 17, come sempre ospitata nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia, è atteso Romano Prodi, presenza illustre e significativa per aver ricoperto la carica di Presidente della Consiglio dei Ministri e di Presidente della Commissione Europea, oggi a capo della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, che ha accettato l’invito a portare la propria analisi sul ruolo dell’Europa nell’attuale frangente di uno scenario internazionale contrassegnato da una crescente tensione. Un ruolo che può e deve tornare determinante nel costruire equilibri e condizioni per un futuro di pace.

A quello del Professore, si aggiungeranno i contributi del Presidente di Amnesty International Italia Emanuele Russo e dell’editorialista di Repubblica Giovanni Vernetti, già Sottosegretario agli Affari Esteri. La cerimonia, con gli interventi del Sindaco Emilio Delbono, del Presidente della Provincia Samuele Alghisi e del Presidente del Consiglio Comunale Roberto Cammarata, si svolgerà con la partecipazione di Camilla Bianchi, Presidente del Coordinamento Provinciale Enti Locali per la Pace e la Cooperazione Internazionale e alla presenza dei Sindaci della Provincia aderenti al Coordinamento.

Al grande rilievo della giornata d’apertura farà da contraltare l’evento conclusivo del Festival: A Mass For Peace (il 26 novembre alle 20, nella Chiesa di Santa Maria del Carmine), opera multimediale per soli, coro e orchestra prodotta dalla  Filarmonica del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo  diretta dal Maestro Pier Carlo Orizio che con la triade formata da Coro misto del Conservatorio di Brescia, Coro Marenzio e  Chorus Universitatis Brixiae diretta dal Maestro Silvio Baracco vede coinvolti ben 150 elementi per dar vita a un’emozionante messa in scena di The Armed Man-A Mass For Peace dell’acclamato compositore Sir Karl Jenkins. Anche le visite guidate, che da qualche anno non mancano nella proposta del Festival, si accordano a corollario dell’evento in forma di passeggiate letterarie a sfondo musicale a cura di Cieli Vibranti.

La mostra-evento di quest’anno, il terzo in un percorso condiviso insieme a Fondazione Brescia Musei e dedicato al rapporto tra arte, libertà di espressione e diritti umani, che nelle precedenti edizioni ha avuto come protagonisti la curda Zehra Doğan e il cinese Badiucao, è dedicata all’artista russa Victoria Lomasko, che con le sue opere dà voce alla  Russia degli emarginati, degli esclusi e di chi, dentro e fuori la Russia, si oppone alla guerra e alla limitazione della libertà (Victoria Lomasko. The Last Soviet Artist, Museo di Santa Giulia, inaugurazione venerdì 11 novembre alle 19, aperta fino all’8 gennaio, ingresso gratuito nel periodo del Festival).

Nei giorni successivi, sono previsti vari appuntamenti collegati promossi da Brescia Musei: oltre a visite guidate, laboratori e attività mirate per l’utenza scolastica, un incontro dell’artista con il pubblico, la presentazione della sua graphic novel Altre Russie (entrambi il 12 novembre) e il convegno incentrato sulla Violazione dei principi democratici e dei diritti umani nella Russia di oggi (15 novembre), questi ultimi in collaborazione con la Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura.

Altre esposizioni invitano a esplorare il rapporto tra linguaggi artistici e pace, con particolare attenzione alla fotografia. Mirare Sarajevo, proposta da ADL a Zavidovici nel trentesimo anniversario dall’inizio dell’assedio alla città, contrappone le testimonianze di drammatica quotidianità negli scatti del fotoreporter Mario Boccia alle immagini di Luigi Ottani, in una sorta di dialogo tra passato e presente da differenti punti prospettici (dal 14 novembre nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia). A cura del Collettivo Cuspide arriva Chi accoglie non fa notizia, una documentazione degli sbarchi sulle coste italiane, che ha avuto come prima tappa Lampedusa, attraverso l’obiettivo di Carlo Bianchetti (Mo.Ca, dal 19 al 27 novembre).

Tanti modi diversi per dire una cosa sola: il mondo ha un disperato bisogno di pace e la pace, per essere realizzata, ha bisogno dell’azione consapevole e responsabile di ognuno di noi. Come ha ribadito recentemente il Presidente Mattarella: “Pace, libertà, giustizia, democrazia si difendono con strumenti di pace, di libertà, di giustizia, di democrazia. I mezzi sono parte dei fini; e devono essere con essi coerenti”.

In questo senso il Festival vuole essere un atto di coerenza, un piccolo ma significativo strumento di pace. Il Festival della Pace gode dell’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo e del Patrocinio di Amnesty International.

Note sull'autore

Valerio Gardoni
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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