Infanzia in guerra: mostra e convegno a Reggio Emilia

Reggio Emilia  – Che cosa significa essere bambini durante una guerra? Che cosa resta dell’infanzia quando la quotidianità viene sconvolta dalla violenza? E quale ruolo possono avere la memoria, la cultura e l’educazione nella costruzione della pace?

Sono queste alcune delle domande al centro di “Infanzia in guerra”, la mostra pop-up del War Childhood Museum di Sarajevo, che arriva per la prima volta in Italia nell’ambito della IV edizione del Festival Balkanika – “Volevamo solo giocare”, promosso da ISCOS Emilia-Romagna ETS.

Attraverso illustrazioni di oggetti personali e vide testimonianze di bambini e bambine che hanno vissuto la guerra, l’esposizione dà voce alle loro storie, ai ricordi e alle emozioni, raccontando non soltanto la sofferenza e la perdita, ma anche la forza, la resilienza e la capacità di continuare a sognare, persino nelle circostanze più difficili. La mostra invita il pubblico a guardare la guerra attraverso gli occhi dei bambini e delle bambine, ricordandoci quanto sia fondamentale proteggere il loro diritto all’infanzia, alla sicurezza e alla pace.

Il War Childhood Museum di Sarajevo è una realtà museale dedicata alla documentazione delle esperienze dell’infanzia nei conflitti armati, con l’obiettivo di preservare la memoria e promuovere una maggiore comprensione delle conseguenze della guerra sulle persone più giovani.

La giornata del 6 novembre si aprirà alle ore 12.00, sempre presso UNIMORE in Viale Timavo 93, con una conferenza dedicata all’infanzia in guerra, alla memoria e all’educazione alla pace.
All’incontro, in programma fino alle 13.30, interverranno: Amina Krvavac, direttrice del War Childhood Museum di Sarajevo; Federica Tarabusi, antropologa dell’Università di Bologna; Milovan Pisarri, storico e ricercatore; Chiara Pellicciari, Musei Civici di Reggio Emilia; Rita Bertozzi, sociologa dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

La conferenza offrirà un’occasione di confronto interdisciplinare sul significato della memoria dell’infanzia in guerra, sulla responsabilità delle istituzioni culturali ed educative e sull’importanza di trasmettere alle nuove generazioni una cultura fondata sui diritti umani, sul dialogo e sulla pace.

Nel pomeriggio, alle ore 17.00, si terrà l’inaugurazione ufficiale della mostra pop-up “Infanzia in guerra”, alla presenza di Amina Krvavac, direttrice del War Childhood Museum di Sarajevo, e Andrea Iacomini, portavoce di UNICEF Italia, insieme ai rappresentanti delle istituzioni e delle realtà coinvolte nell’iniziativa. L’esposizione invita il pubblico a guardare la guerra attraverso una prospettiva spesso trascurata: quella dei bambini e delle bambine, le cui esperienze non possono essere ridotte a semplici numeri o statistiche.

Il 2026 segna i trent’anni dalla fine dell’assedio di Sarajevo, uno degli eventi più drammatici della storia europea contemporanea.
Proprio da questa ricorrenza nasce il filo conduttore della quarta edizione del Festival Balkanika, “Volevamo solo giocare”, che attraverso incontri, cinema, letteratura, testimonianze e iniziative educative mette al centro le storie dell’infanzia, lo sport, la resilienza e la capacità delle persone di ricostruire legami anche dopo le esperienze più difficili.

La presenza della mostra a Reggio Emilia assume un significato particolare anche alla luce dello storico rapporto di amicizia e del gemellaggio tra Reggio Emilia e Sarajevo Centar, un legame che continua a trovare espressione attraverso la cultura, l’educazione e la solidarietà. Portare in Italia le testimonianze raccolte dal War Childhood Museum significa non soltanto ricordare ciò che è accaduto a Sarajevo, ma anche invitare a riflettere sulle guerre che ancora oggi privano milioni di bambini e bambine del diritto a vivere un’infanzia serena e sicura.

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