Lupus in Fabula: tra gioco di ruolo, teatro e cittadinanza

Ferrara – Arriva Lupus in Fabula, tra gioco di ruolo, teatro e cittadinanza. Tra gioco di ruolo, teatro e cittadinanza, il percorso condotto da Francesco Maruccia e Leonardo Castellani si concluderà con una performance aperta al pubblico.

Un villaggio, alcuni lupi nascosti tra gli abitanti, una comunità chiamata a scegliere di chi fidarsi e chi invece condannare. Dal celebre gioco di ruolo nasce “Lupus in Fabula”, laboratorio teatrale gratuito rivolto ai giovani dai 16 ai 30 anni, in programma dal 7 all’11 settembre  negli spazi del Consorzio Factory Grisù.

A condurre il workshop saranno Francesco Maruccia e Leonardo Castellani, che accompagneranno i partecipanti in cinque giornate tra gioco, discussione e creazione teatrale. Il percorso culminerà venerdì 11 settembre alle 18 in una performance aperta al pubblico: una vera e propria partita di Lupus in Fabula attraversata da testi, azioni e interventi teatrali sviluppati durante il laboratorio.

L’iniziativa rientra in NO FILTER, progetto curato da Officina Teatrale A_ctuar con il sostegno dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Ferrara e realizzato grazie al contributo del Comune di Ferrara, della Regione Emilia-Romagna – Fondi Geco 14 e del MIC – Ministero della Cultura.

“Il progetto NO FILTER nasce con l’obiettivo di aprire le porte della città ad artiste e artisti provenienti da altri territori, capaci di portare a Ferrara nuove esperienze, nuovi linguaggi e nuovi percorsi – spiega Massimo Festi – contribuendo così ad arricchire e mettere in dialogo l’offerta culturale locale con esperienze che arrivano da fuori città”.NO FILTER ha preso il via nell’aprile 2026 con la costituzione di una direzione artistica partecipata formata da giovani tra i 14 e i 30 anni. Attraverso una serie di incontri, il gruppo ha discusso temi, linguaggi, modalità e attività che avrebbe voluto portare in città. Da questo percorso è nata una call nazionale rivolta ad artisti e compagnie, alla quale sono arrivate oltre 80 proposte dall’Italia e dall’estero.

A scegliere quale progetto ospitare a Ferrara sono stati gli stessi giovani della direzione artistica. La selezione è caduta proprio su “Lupus in Fabula”, capace di trasformare un gioco conosciuto da intere generazioni in uno strumento per interrogarsi sui meccanismi che regolano una comunità.

“Ogni anno progettiamo iniziative rivolte ai più giovani cercando di interpretarne bisogni, esigenze e desideri. A un certo punto, però, ci siamo chiesti come sarebbe stata una rassegna pensata e costruita interamente da loro – racconta Sara Draghi -. Un progetto in cui fossero i giovani stessi a decidere quali attività proporre ai propri coetanei, in quali spazi e con quali modalità. Così è nato NO FILTER: per il secondo anno la nostra associazione accompagna ragazze e ragazzi in un percorso che li mette nelle condizioni di scegliere per sé e di essere protagonisti. Alla base ci sono cittadinanza attiva e protagonismo giovanile, ma anche attenzione alle arti, alla qualità e alla cura della proposta culturale, all’aggregazione e al dialogo tra generazioni”.

La premessa di “Lupus in Fabula” è semplice: in uno sperduto villaggio alcuni abitanti sono affetti da licantropia. Durante la notte si trasformano in lupi e uccidono un innocente; ogni giorno i superstiti devono capire chi si nasconde dietro la minaccia e scegliere chi eliminare per garantire la sopravvivenza della comunità.Dietro le dinamiche del gioco, però, si nascondono interrogativi che riguardano direttamente il funzionamento della società: Come prendiamo una decisione? Perché scegliamo di fidarci di qualcuno? Come nascono le alleanze? Come si forma il consenso? Perché alcune persone riescono a essere ascoltate più di altre? E quanto paure, stereotipi e pregiudizi incidono sulle nostre scelte?

Durante il laboratorio i partecipanti giocheranno diverse partite, ne analizzeranno le dinamiche e costruiranno collettivamente una drammaturgia nata dall’esperienza diretta.L’obiettivo è utilizzare il gioco come uno spazio di osservazione e sperimentazione, mettendo alla prova i meccanismi attraverso cui una comunità costruisce la propria idea di verità, individua una minaccia e decide come reagire. Fino alla domanda che attraverserà l’intero percorso: se avessimo la possibilità di ripensare da capo la nostra società, riusciremmo a costruirne una più equa ed etica o finiremmo per riprodurre gli stessi comportamenti? Non è richiesta alcuna esperienza teatrale precedente.

 

 

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