venerdì 21 Giugno 2024

Messaggi di Pace sui muri dell’Ucraina

A pochi giorni dal primo anniversario della guerra in Ucraina, lo street-artist italiano Tvboy è stato nel Paese dove, a fianco della Fondazione CESVI, ha installato alcune opere nelle strade di Buča, Kyiv e Irpin’, lanciando un appello alla pace.

Tvboy, noto per i suoi lavori provocatori e satirici (come il celebre ‘Bacio tra Salvini e Di Maio’ realizzato a Roma nel 2018 e rimosso dalle autorità) e soprannominato spesso il ‘Banksy italiano’, con la sua arte accende i riflettori sui temi più scottanti dell’attualità. Fra i soggetti rappresentati in Ucraina, un bambino che posiziona un girasole in una canna di fucile, fiori che nascono in un elmetto militare, un bambino che si riscalda grazie a un fuoco di sterpaglie.

Tra i luoghi simbolo scelti da Tvboy e CESVI per diffondere il messaggio di pace, restituendo così voce alle persone più vulnerabili, c’è la scuola dell’infanzia Arcobaleno di Bucha, riaperta dopo che CESVI ha ripristinato i danni causati dal conflitto, consentendo a 300 bambine e bambini di tornare a frequentarla. Proseguono, intanto, le attività dell’organizzazione in varie aree del Paese, con strutture riscaldate per la popolazione, centri diurni e supporto psicologico per minori e adulti, aiuti economici agli sfollati interni, distribuzione di kit alimentari.

Un bambino che posiziona un girasole nella canna di un fucile; una colomba giallo-azzurra che stringe nel becco un rametto d’ulivo; fiori che nascono in un elmetto militare; un anziano che cammina per mano con un bambino, mentre le parole ‘Hope’ (speranza) e ‘Future’ (futuro) si ripetono come un mantra di buon auspicio. Sono alcune delle 15 opere comparse tra il 24 e il 27 gennaio 2023 a Buča e nei pressi della capitale Kyiv, in Ucraina, tristemente diventati simbolo della guerra, che si avvicina a una ricorrenza che non avremmo mai immaginato di dover ricordare/celebrare: un anno di conflitto.

L’urban artist italiano che da sempre usa la sua arte come strumento socialmente utile per ricordare l’importanza di riflettere e porci domande su tematiche d’attualità. Questa volta, per lanciare il suo messaggio, accanto a lui Fondazione CESVI, organizzazione umanitaria italiana attiva in Ucraina e nei Paesi di confine dallo scoppio della guerra, con interventi rivolti alla popolazione civile.

Un connubio che vuole esprimere un forte appello di pace donando voce ai più vulnerabili, ma anche un messaggio di speranza. Le opere realizzate sono state posizionate in luoghi simbolici: Buča, Kyiv e Irpin’.

Due opere in particolare sono state poste in luoghi emblematici:

  • la prima, ‘Kids are hope’, è stata installata nella scuola dell’infanzia Arcobaleno di Buča, riaperta dopo che CESVI ha ripristinato i danni e la distruzione causati dal conflitto. Grazie a questo progetto, 300 bambini e bambine possono di nuovo frequentare la scuola. Altri 500 bambini e bambine hanno beneficiato dell’intervento della Fondazione CESVI, che ha riallestito le aree riposo di tutti gli asili che erano stati occupati dalle truppe russe;
  • la seconda, ‘ O. S.’, raffigurante un bambino che si scalda con un fuoco di sterpaglie, è stata posizionata a Buča nei pressi dei primi heating point per simboleggiare l’emergenza che CESVI sta affrontando nelle ultime settimane, ovvero il freddo. A Buča si stanno infatti allestendo 11 heating point, strutture riscaldate dove è possibile trovare riparo dal freddo, ma anche cibo e bevande calde, biscotti e omogeneizzati per i bambini, prese della corrente elettrica per ricaricare i telefoni. Decisivi i generatori portati appositamente da CESVI nel Paese, dove, a causa dei continui blackout, i dispositivi sono praticamente introvabili.
  • È in corso la campagna di raccolta fondi #UNACOPERTAPERLUCRAINA per aiutare 20.000 persone, soprattutto donne, bambini e anziani, a far fronte all’emergenza freddo.

Note sull'autore

Valerio Gardoni
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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