venerdì 30 Gennaio 2026

Mostre / Luigi Ghirri. Lezioni di fotografia

Reggio Emilia – Lezioni di fotografia prende spunto dalle lezioni che Luigi Ghirri tiene dal 1989 al 1990 all’Università del Progetto di Reggio Emilia. Orientato alla dimensione progettuale e alla ridefinizione complessiva del ruolo di chi opera nel campo delle immagini, il corso offre a Ghirri l’opportunità di affrontare tematiche da sempre centrali.

La mostra è quindi l’occasione non solo per presentare diverse opere su cui Ghirri era al lavoro durante gli anni di docenza ma per riflettere sui legami fra l’insegnamento e la pratica artistica, sui processi di conoscenza mediati dalle immagini e, in particolare, su quelli creativi.

Nelle lezioni, che per Ghirri assomigliano più alla stesura di una carta geografica che ad un percorso lineare, una sorta di “mappa in cui ciascuno può trovare la propria strada”, appare evidente l’interesse nel richiamare l’attenzione sull’ambiente nella sua complessità, una sorta di azione di cura del mondo partendo dalla sua rappresentazione. L’insegnamento è caratterizzato da momenti dedicati alla rilettura del proprio lavoro e alla storia delle immagini, e altri contrassegnati da esercitazioni su diversi argomenti.

È proprio la pratica degli “assignments” (compiti) ad essere al centro della riflessione di Luca Capuano e Stefano Graziani. I due artisti si confrontano non solo con le lezioni di Ghirri ma con la tradizione, condivisa da autori come John Baldessari, Sol Lewitt, Yoko Ono e Georges Perec, di integrare all’interno del proprio processo creativo e pedagogico esercizi ed istruzioni. Capuano e Graziani hanno poi attraversato il lavoro e i luoghi di Luigi Ghirri (l’archivio, la casa) utilizzando la fotografia come esercizio, studio e riattivazione. In questa stessa sezione sono presentati gli esiti del laboratorio condotto dai due artisti assieme ad un gruppo di studenti e studentesse di ISIA Urbino sui temi sollecitati dalla mostra.

Il ruolo che il medium riveste all’interno delle accademie e degli istituti di formazione, fin dalle origini, è approfondito nella terza sezione attraverso un nucleo di preziose fotografie storiche, in gran parte inedite, provenienti dalle raccolte del Liceo Artistico “Gaetano Chierici” di Reggio Emilia. In questi contesti le fotografie non sono unicamente riferimenti visivi su importanti opere, monumenti e architetture, ma veri e propri strumenti di lavoro che presentano segni di quadrettature e riprese, oltreché schizzi e appunti: continui esercizi di mediazione e trascrizione che mettono in evidenza quella che Monica Maffioli definisce la “doppia vita” della fotografia, ovvero quelle che sono le sue caratteristiche “autoriali, materiche, ambigue e perturbanti”.

Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 – Reggio Emilia, 1992) è considerato uno dei più importanti fotografi europei del XX secolo. Il suo lavoro affronta i codici della fotografia: le sue immagini non sono atti di mimesi o semplici riproduzioni, ma modi di esplorare la realtà, sottolineando il carattere fittizio della visione e della rappresentazione.

La sua cultura figurativa ha radici nelle poetiche del Novecento, dall’objet trouvé dadaista all’arte concettuale, fino alla pop art americana, mentre in campo fotografico i suoi punti di riferimento sono i fotografi della scuola americana e francese.

All’intensa attività espositiva, Ghirri affianca l’idea di un importante lavoro di promozione culturale con la messa a punto di progetti editoriali sviluppati all’interno della casa editrice Punto e Virgola e con l’organizzazione di mostre come Iconicittà (1980), Viaggio in Italia (1984) e Esplorazioni sulla via Emilia (1986), pietre miliari nella storia della fotografia contemporanea italiana che lo vedranno al centro di un animato dibattito.

 

Esercizi d’osservazione
Incontri nell’ambito della mostra

ore 16.00

Sabato 17 Gennaio

Fotografia e didattica artistica nell’Ottocento: prospettive di ricerca su patrimoni da riscoprire
Nicoletta Leonardi, docente di Storia della critica fotografica e Storia della stampa e dell’editoria, nonché referente della Fototeca, presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
Il ruolo degli archivi fotografici nelle Accademie d’arte, tra pratiche didattiche, censimenti e tracce materiali che testimoniano la “doppia vita” della fotografia.

 

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