giovedì 22 Gennaio 2026

Mostre / Velia e Giacomo (Matteotti)

Gattatico, Reggio Emilia – A un secolo dalla morte di Giacomo Matteotti, l’Istituto Alcide Cervi propone la mostra documentaria “Velia e Giacomo”, un progetto dell’ANPPIA Nazionale dedicato alla vicenda personale e familiare del deputato socialista e di sua moglie Velia Titta.

La mostra giunge a pochi giorni dalla conclusione di “Vivi presenti pugnanti. L’Aventino e l’antifascismo dopo Matteotti”, ideata in collaborazione con l’Istituto Nazionale Ferruccio Parri che ha approfondito il quadro politico seguito al delitto Matteotti. Il nuovo percorso espositivo consente invece di entrare nella dimensione più privata della vicenda.

Giacomo Matteotti, deputato socialista, fu assassinato dai fascisti nel giugno del 1924 dopo le sue denunce in Parlamento; accanto alla sua figura pubblica vi fu sempre la moglie Velia Titta, compagna politica e personale, che condivise con lui anni difficili di impegno e persecuzioni. La loro storia, segnata da un legame profondo e da un comune senso di responsabilità civile, è parte integrante della vicenda che la mostra restituisce al pubblico.
«Dopo aver affrontato la stagione dell’Aventino, questa mostra ci permette di avvicinarci all’uomo dietro la figura pubblica, riportando al centro il legame con Velia Titta e il ruolo decisivo che ebbe nel percorso umano e politico di Matteotti. È un modo per ricordare come ogni vicenda politica sia attraversata anche da sentimenti, relazioni e scelte personali che meritano attenzione», spiega Paola Varesi, Responsabile del Museo Cervi.

Il progetto “Velia e Giacomo”, ideato da Maurizio Galli per ANPPIA Nazionale, è stato realizzato con il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di missione Anniversari nazionali, in collaborazione con il Master in Comunicazione storica dell’Università Roma Tre e con l’associazione Librerie in Viaggio APS. La mostra, composta da dodici roll-up curati da un gruppo di storici con illustrazioni di Nora e progetto grafico di Gianluca Staderini, ripercorre la storia della coppia attraverso lettere, immagini, vicende biografiche e materiali didattici. Il progetto comprende anche un albo illustrato e un corto animato.

Durante l’inaugurazione è stato presentato il volume di Giovanni Taurasi Le nostre prigioni. Storie di dissidenti nelle carceri fasciste, pubblicato da Mimesis Edizioni nel 2021. Il libro rievoca le esperienze di un centinaio di antifascisti incarcerati durante il regime, intrecciando percorsi politici e personali. Vi compaiono storie note e altre meno conosciute, come il lungo fidanzamento tra Pertini e Matilde Ferrari, i legami affettivi tra Tina Pizzardo, Altiero Spinelli e Cesare Pavese, le persecuzioni subite da Anita Pusterla e Natale Premoli, la dolorosa vicenda di Iside Viana e la morte in carcere dei fratelli Mellone.

Da questo lavoro trae origine anche un podcast disponibile sulle principali piattaforme.
Sui temi del libro e della mostra, Taurasi osserva: «Oggi ci sono regimi nel mondo nei quali finisci in galera o ti torturano fino ad ammazzarti per un post su Facebook o per un articolo sindacale, come accaduto a Patrick Zaky e Giulio Regeni. Ma anche in Italia, durante il fascismo, si finiva in carcere o ti uccidevano per aver espresso la tua opinione politica. Come accaduto agli antifascisti raccontati nel libro e a Giacomo Matteotti. Ecco perché occorre continuare a raccontare quella storia, perché la democrazia si tiene viva con la memoria».

La mostra è arricchita dall’esposizione del ritratto di Giacomo Matteotti realizzato da Gaetano Tassi, padre dell’artista Carlo Tassi. L’opera, un olio su tela trasportato su tavola databile alla seconda metà degli anni Quaranta, proviene dalla Casa Museo Carlo Tassi di Bondeno (Ferrara), dove è conservato un nucleo significativo della produzione del pittore. Il dipinto, un tempo custodito nelle sedi del PSI di Bondeno e poi di Ferrara, restituisce con grande forza espressiva l’intensità psicologica e lo sguardo vigile di Matteotti.

È stato esposto al pubblico una sola volta, nel 2024, nell’iniziativa dedicata al centenario dell’assassinio del deputato socialista. Gaetano Tassi (1908-1983), pittore e restauratore legato al territorio ferrarese, fu autore di numerosi ritratti, scene d’interno e paesaggi padani, e la sua attività è documentata anche da testimonianze letterarie, tra cui il racconto “I colori di Bondeno” di Mario Soldati.

L’iniziativa si inserisce nel lavoro che Casa Cervi dedica alla memoria dell’antifascismo e alla trasmissione della storia civile, proponendo un percorso che restituisce complessità e profondità alla vicenda Matteotti, intrecciando dimensione storica e dimensione umana.

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