San Francesco a Cremona

Cremona – In occasione dell’ottavo centenario della  morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026), la Società Storica Cremonese promuove il progetto intitolato “Tracce della presenza francescana a Cremona e nel suo territorio”: un ciclo di conferenze che si svolgerà da settembre a novembre.

L’iniziativa, che ha il sostegno anche di Cassa Padana Bcc, intende inserirsi nel più ampio quadro delle celebrazioni francescane, offrendo un approfondimento storico e culturale sul radicamento dell’Ordine minoritico nella realtà cremonese e nel territorio provinciale. L’obiettivo è quello di ricostruire le origini e lo sviluppo della presenza francescana a Cremona e nel suo territori; valorizzare il patrimonio storico-archivistico, librario e artistico legato agli insediamenti minoritici; promuovere una più ampia conoscenza del ruolo svolto dai Francescani nella vita religiosa, culturale e sociale del territorio cremonese.

L’obiettivo è dichiaratamente quello di calare una grande ricorrenza nazionale e internazionale nella concretezza della storia locale.
Elisa Chittò, storica, docente e vicepresidente della Società Storica Cremonese spiega che non si vuole limitarsi a celebrare gli ottocento anni dalla morte di Francesco, ma cogliere questa ricorrenza come un’occasione per conoscere meglio ciò che il francescanesimo ha rappresentato nel cremonese. Le celebrazioni acquistano senso se diventano anche un momento per riscoprire una storia che ci appartiene».

La storia dei conventi francescani è anche storia della società nella quale quei conventi sono sorti. Studiare le fondazioni, la loro collocazione, i rapporti con le comunità, con le istituzioni e con le realtà economiche significa capire come la presenza dell’Ordine si sia radicata concretamente nella vita della città e del territorio.

Il viaggio comincia il 18 settembre, assieme a Marina Benedetti, docente di storia del cristianesimo all’Università degli Studi di Milano, e alla sua riflessione su ‘Francesco e Chiara d’Assisi. Una straordinaria primavera religiosa’.

Il 30 settembre sarà invece don Andrea Foglia, storico della Chiesa e membro della Società Storica Cremonese, a ricostruire ‘Le origini del francescanesimo a Cremona: la fondazione di San Francesco e Santa Chiara’. Queste le prime tessere di una presenza che si afferma in città già nel XIII secolo, pochi decenni dopo la morte di Francesco, con il convento di San Francesco e il monastero di Santa Chiara.

Il 14 ottobre sarà proprio Elisa Chittò parlerà dei conventi di Sant’Angelo, Santa Maria delle Grazie e del Corpus Domini:  i conventi non sono semplicemente luoghi di preghiera, sono presenze che interagiscono con il territorio e con la società.

Il 3 novembre Emilio Giazzi affronterà proprio il tema di ‘Libri, cultura e devozioni francescane tra Medioevo ed Età Moderna a Cremona e nel suo territorio’ perché dietro i libri c’è una storia intellettuale con persone che hanno studiato, scritto, insegnato e trasmesso conoscenze.

L’iniziativa non dimentica l’arte, altro territorio nel quale la devozione francescana ha lasciato segni riconoscibili.

Il 18 novembre Valerio Guazzoni, storico dell’arte e membro della Società Storica Cremonese, parlerà di ‘Tra arte e devozione: l’iconografia francescana nel territorio cremonese’, soffermandosi in particolare sul ciclo pittorico conservato nella chiesa parrocchiale di Romprezzagno di Tornata.

E il 21 ottobre Annarosa Dordoni, già docente di storia del cristianesimo all’Università Cattolica di Brescia, affronterà ‘Il francescanesimo tra Cinque e Settecento a Cremona e nel territorio’. Una prospettiva di lunga durata necessaria per comprendere come l’esperienza minoritica si sia adattata alle trasformazioni della società e della Chiesa, mantenendo una presenza.

L’ultimo appuntamento, il 25 novembre,  è affidato ad Angela Bellardi con il tema «Da convento a cascina: alcuni esempi di trasformazione d’uso nel Cremonese tra ’700 e ’800» che racconta la storia degli edifici dopo la fine della loro funzione religiosa: conventi che diventano abitazioni, strutture agricole, cascine. Tra i casi ai quali sarà dedicata particolare attenzione c’è l’ex convento di San Bernardino di Isola Dovarese, oggetto di una collaborazione con il Comune e la Pro Loco.

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