sabato 2 Marzo 2024

Synthesis, alleanze svelate

Bagnolo Mella, Brescia. L’associazione culturale Artemisia APS apre il nuovo anno con una mostra a Palazzo Bertazzoli dal titolo Synthesis. Alleanze svelate. La mostra mette in dialogo le opere di Simone Negri e di Attilio Tono ed è curata da Serena Filippini.
L’inaugurazione si terrà sabato 10 febbraio alle ore 17.30 e sarà visitabile fino a domenica 25 febbraio.

Negli spazi del Palazzo Bertazzoli prende vita un intenso scambio tra le opere di due artisti, rappresentati da linguaggi espressivi differenti, che trova un punto d’incontro nella sintesi di forme, consistenze, colori e percezioni. Questa sintesi, alla quale si ispira il titolo della mostra, si rivela vitale e pregna di una costante ed instancabile collaborazione tra l’artista e i materiali ai quali affida la realizzazione: la ceramica nel caso di Simone Negri, il gesso, il marmo e il legno per Attilio Tono.

La ceramica di Simone Negri è il risultato di azioni precise compiute dall’artista, che prevedono la modellazione, la cottura e il consolidamento della massa di argilla informe dalla quale ha inizio l’intero processo.

Prima della cottura l’artista interviene sulla superficie ancora fresca della forma mediante pigmenti polverosi che generano texture ed effetti cromatici imprevedibili.
Questa imprevedibilità, l’attesa che si compia la casualità, che si sveli finalmente come il colore ha scelto di depositarsi e il tempo in cui ciò accade, divengono parte integrante dell’opera e testimoniano la fiducia che l’artista ripone nella materia in un’alleanza che molto dice dell’opera, ma altrettanto dice dell’artista e del suo approccio nel creare.
Differente è il processo a cui Attilio Tono ricorre, che consiste nell’immergere le sue sculture in marmo, gesso e legno nella cera, nel vino e nell’olio, creando, così, una prima stretta alleanza tra materiali diversi. Ciò che deriva da un processo simile lo decidono il tempo, la porosità del materiale utilizzato e la presenza dell’imprevedibilità che determina, ancora una volta, la trasformazione dell’opera che viene sottoposta alla sua stessa compromissione, accettando di lasciarsi trasformare.

L’artista accetta di essere parte integrante di questa trasformazione, di essere colui che ha predisposto tutte le condizioni affinché possa avvenire, e di avere a che fare sempre e comunque con una dimensione, quella della sintesi che si crea tra materiali, tempo, opera e ambiente, mai conoscibile fino in fondo.

Nella mostra di Palazzo Bertazzoli, tramite le esperienze artistiche di Simone Negri e Attilio Tono e il loro modo di vedere e considerare l’opera d’arte, troviamo innumerevoli aspetti comuni che rendono il dialogo tra i loro lavori il centro nevralgico di una riflessione aperta su come certe alleanze, siano esse tra materiali, artisti o concetti teorici, abbiano il potere di innescare spontaneamente una tale magia che a noi, spettatori e partecipi, non resta che provare a favorirle.

Note sull'autore

Valerio Gardoni
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.
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