martedì 16 Aprile 2024

Verona città delle donne

Verona. Una città intera in fermento, al via “Verona città delle donne” con quasi un centinaio di partner e sostenitori coinvolti, per realizzare un programma appuntamenti mai così ampio e prolungato. Dal 26 febbraio al 5 maggio convegni, incontri, spettacoli, mostre.
Più che una festa, l’8 marzo diventa il punto di avvio di un progetto allargato di condivisione e partecipazione sostenuto e promosso dall’Amministrazione comunale. L’obbiettivo è quello di offrire occasioni di riflessione sul pieno riconoscimento della parità tra i generi, che passa prioritariamente attraverso il rispetto dei diritti delle donne.

Sono oltre settanta le iniziative che compongono il programma dell’edizione 2024 della manifestazione per la Giornata Internazionale per i diritti delle donne e per la pace internazionale, promossa dagli assessori alla Parità di genere Barbara Bissoli e alle Pari opportunità Jacopo Buffolo, con la collaborazione della consigliera comunale delegata alle Pari opportunità Beatrice Verzè, che si aprirà il 26 febbraio e si protrae fino al 5 maggio, con una durata di oltre due mesi.

“Sono in costante aumento le realtà cittadine che si sono attivate – sottolinea la vicesindaca Barbara Bissoli –. Le istituzioni e l’associazionismo civile creano infatti una rete sempre più capillare nel promuovere un calendario di eventi che rinnova la volontà di proseguire nell’azione culturale, sociale ed educativa per l’affermazione della parità di genere, che affonda le sue radici nel solco più generale dei diritti umani.

Il filo conduttore individuato dall’Amministrazione è ‘La Città delle Donne’ che accompagnerà d’ora in poi le iniziative culturali e le politiche femminili del Comunale, non solo di questa manifestazione. L’intendimento è di aprire quanto più possibile lo sguardo, includendo il punto di vista femminile nelle diverse dimensioni della vita della città: la dimensione urbanistica, quella economico e sociale, quella culturale ed artistica, per provare a costruire, anche grazie al loro governo, una città a misura delle donne. Tale ampliamento di prospettive è inteso anche nella volontà di trattare tematiche che fino ad oggi sono state poco toccate, ma che riguardano molto profondamente la quotidianità delle donne, come ad esempio il ciclo mestruale, la medicina di genere, la difficoltà di accesso alla pratica di alcuni sport, all’industria musicale, ai media”.

“Il programma realizzato è centrale per definire in tante sfaccettature un’idea di città che sappia essere realmente delle donne – dichiara l’assessore Jacopo Buffolo –. Questo va fatto in una prospettiva di capovolgimento anche radicale dello sguardo. Dobbiamo avere al centro della visione i diritti che sono i diritti di tutte le donne. Grazie ad una rete poliedrica di associazioni e istituzioni, puntiamo a valorizzare un sistema di città che sia a loro servizio”.

“La città delle donne – precisa la consigliera Beatrice Verzè – dovrebbe essere un dato di fatto, ma la società ci chiede ancora una volta di dimostrarne la veridicità. Dire ‘La città delle donne’ significa far capire alla città che vogliamo esserci ed occupare spazi e ruoli da cui siamo spesso escluse. ‘La città delle donne’ significa occupare due mesi di eventi e non farne parlare solo l’8 marzo o il 25 novembre, ma creare una programmazione costante e continua.

‘La città delle donne’ significa affrontare tantissimi temi che riguardano il femminile, tutto questo in attesa di camminare insieme in una città che ci assomigli tutte e tutti”.

Il Manifesto dell’8 marzo abilmente illustrato da Giulia Tosi, rappresenta la Città-Donna: una Verona che è donna e creatrice, spazio che genera e che accoglie nelle sue forme e in quelle caratteristiche del suo fiume. Custode di meraviglie e inventrice di nuove possibilità, la città non è soltanto un luogo fisico ma anche lo spazio entro cui si costruisce la vita pubblica, luogo di socialità e di incontro.

Note sull'autore

Valerio Gardoni
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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