A Castello il Día de Los Muertos

Brescia – Per qualche giorno, in Castello, il confine tra il mondo dei vivi e quello dei defunti si fa sottile. Fondazione Brescia Musei rinnova l’appuntamento con il Día de Los Muertos, colorata festa dell’autentica cultura messicana, patrimonio UNESCO, e lo ospita al Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia, dove l’Altar de Muertos entra in dialogo con la mostra della fotografa messicana Cristina Mittermeier, La Grande Saggezza, a ingresso gratuito. Tra i suggestivi scatti esposti, compare persino una Calavera Catrina, tipica figura di questa festa.

L’iniziativa si inserisce nell’impegno di Fondazione Brescia Musei a promuovere il dialogo interculturale e a valorizzare la pluralità delle tradizioni e delle espressioni culturali presenti sul territorio, facendo dei musei luoghi di incontro e condivisione. Le attività sono realizzate in collaborazione con la Comunità Messicana residente a Brescia, il Consolato Generale del Messico a Milano, l’Universidad Iberoamericana di Città del Messico, la Red SomosIBERO-ITALIA e il Museo Nacional e Internacional de la Cartonería di Città del Messico.

L’altare realizzato quest’anno porta con sé alcune sorprese: una nuova struttura ad arco, in linea con la cosmovisione dei popoli originari del Messico, l’ofrenda, con cibi e bevande per i defunti, los alebrijes, figure di animali e piante realizzate da mani esperte, le candele artigianali e le figure in barro nero di Oaxaca e le calaveritas literarias, brevi e irriverenti poesie che sdrammatizzano la morte.

Come sempre, non mancheranno il papel picado, i teschi di zucchero, la Catrina, figura emblematica della festività, le zucche impanate dello chef Alessi, i fiori di cempasuchil e le fotografie dei defunti a cui si affiancano incontri, visite e laboratori per una settimana interamente dedicata alla festa.

Il Día de Muertos è una delle tradizioni più note del Messico contemporaneo e, al tempo stesso, un esempio di profondi sincretismi sovrapposti. La relazione parte dai riti di passaggio e dal culto della morte nella Mesoamerica preispanica, attraversa l’evangelizzazione forzata e gli esperimenti missionari del Vicereame della Nuova Spagna e, dopo l’indipendenza e la stagione rivoluzionaria, si chiude con una riflessione sul rapporto vita-morte nel Messico contemporaneo e sulla capacità trasformativa di un rito antico nel mondo globalizzato

Il programma prosegue fino a domenica 1° novembre, con una serie di laboratori per le famiglie con bambini dai 6 agli 11 anni all’insegna della fantasia e della tradizione messicana.

I bambini potranno farsi truccare con i motivi tipici della festa e poi preparare un’ofrenda per il proprio amico fedele o decorando un axolotl in cartapesta. Non mancheranno i giochi tradizionali messicani, con la tombola per imparare lo spagnolo divertendosi, la creazione e la decorazione del pan de muerto da gustare in una merenda tutti insieme e, infine, la realizzazione di una maschera-teschio ispirata alla Calavera Catrina, icona del Día de Los Muertos. Date, orari e dettagli di ogni laboratorio sono riportati nel paragrafo dedicato.

Durante la settimana, il programma di approfondimento prosegue con altri tre incontri che raccontano il Día de Muertos da punti di vista diversi. Il primo, giovedì 29 ottobre, alle ore 17.00, con l’architetto e ricercatore messicano Gerardo Corres Zenteno, Master-Cattedra UNESCO in ristrutturazione e conservazione di strutture patrimoniali, esplora l’influenza della festività sull’architettura e sulla cultura della città di Oaxaca, nell’ambito di una tradizione multiculturale riconosciuta Patrimonio dell’Umanità.

Il secondo, venerdì 30 ottobre, a ingresso gratuito, Pilar Moreno illustra le tradizioni dello stato di Veracruz, dove ancora oggi i voladores di Papantla eseguono un antico rituale preispanico, Patrimonio UNESCO.

Il terzo, domenica 1° novembre, con l’antropologa Rocio Cid della Scuola Nazionale di Antropologia e Storia di Città del Messico, introdotta da Pilar Moreno, è un viaggio nell’universo femminile azteco, tra le sculture colossali di Coatlicue, la Madre Terra, e Coyolxauhqui, la Dea della Luna, manifesti di una visione cosmologica in cui sacro e mito si fondono. A conclusione dell’incontro, un aperitivo messicano a cura dello Chef Sergio Nava.
L’altare resterà allestito fino al 1° novembre, con ingresso gratuito per tutti. Per rendere l’evento più interculturale e inclusivo sono previste visite guidate in italiano, spagnolo e inglese:fino a venerdì 30 ottobre, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00,
sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre, dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.

Le visite sono condotte da membri della comunità messicana di Brescia, studentesse della Facoltà di Lingue dell’Università Cattolica di Brescia, giovani volontarie del programma Rotary District 2050 Next Generations Service Exchange e da SomosIBERO ITALIA.

 

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