Onore, Bergamo – Quinta edizione del Festival Onore e Cultura, appuntamento ormai irrinunciabile per la vita culturale della ValSeriana. L’edizione 2025, intitolata “I linguaggi: una valle, mille colori” sarà dedicata al tema dei dialetti e dei linguaggi locali e prevede quattro serate di incontri, approfondimenti e teatro, tutte a ingresso gratuito presso il piazzale del Comune di Onore.
Promosso dal Comune di Onore in collaborazione con Promoserio, il Festival, presentato ufficialmente oggi in Sala del Ricordo di Palazzo Pirelli, a Milano, rinnova anche nel 2025 il suo format di successo, fatto di incontri serali con esperti, studiosi, linguisti, musicisti e artisti, coordinati e moderati dal professor Marco Cimmino, figura di riferimento per il progetto sin dalla prima edizione.
“I Linguaggi: una valle, mille colori è il titolo di questa quinta edizione del Festival Onore e Cultura che, come negli anni passati, prova a indagare il tema scelto sotto diversi punti di vista: letteratura, arte, storia, musica e teatro. Il Festival, nato cinque anni fa con l’obiettivo di portare un evento culturale di livello in un piccolo paese di montagna, in questa edizione 2025 si occuperà di dialetti e linguaggi locali: temi identitari che rappresentano un elemento imprescindibile della nostra cultura”, spiega il Consigliere Regionale Michele Schiavi.
“La rassegna “A Onor del Vero” – insieme al Festival “Onore e Cultura” – è la dimostrazione concreta di cosa significhi investire nella cultura come presidio civile – aggiunge Francesca Caruso, Assessore alla Cultura di Regione Lombardia. Qui, non stiamo parlando di una semplice stagione di eventi, ma di una visione: quella di un borgo che ha scelto di rinascere ogni estate, ogni sera, in ogni nota musicale. E questo è stato possibile grazie a una regia corale: il Comune, la Pro Loco, le associazioni, gli artisti, i volontari, gli anziani che diventano memoria vivente e i bambini che diventano il futuro che vogliamo. A tutti loro va il mio più sincero ringraziamento. Un borgo che si racconta è un borgo che resiste. Un borgo che si ascolta è un borgo che cresce. E un borgo che crede nei linguaggi della cultura è un borgo che ha già scelto da che parte stare: quella della bellezza e della libertà”.
Anche quest’anno ogni serata sarà aperta da una performance del Teatro Minimo, che proporrà letture ispirate al tema del giorno.

