Crema, Cremona – Dopo il successo della prima edizione dedicata alla musica notturna, il Civico Istituto Musicale Luigi Folcioni rilancia i “Salotti Musicali”, il format ideato dai docenti Gabriele Duranti, pianista, ed Emanuele Fiammetti, compositore e violoncellista. La nuova stagione presenta nove incontri divisi in due rassegne, ai quali si aggiungono due serate speciali.
“Siamo particolarmente lieti di presentare la nuova stagione dei ‘Salotti Musicali’ dell’Istituto Folcioni, un progetto che, dopo il successo della prima edizione, si arricchisce e assume una dimensione annuale. – spiega il Consigliere della Fondazione San Domenico, con delega al Folcioni, Giovanna Caravaggio – I Salotti Musicali rappresentano pienamente la volontà della Fondazione San Domenico e dell’Istituto Folcioni di avvicinare il pubblico alla musica in modo diretto, coinvolgente e accessibile. Non semplici lezioni o concerti, ma occasioni di ascolto e condivisione, nelle quali le parole, le idee e l’esecuzione dal vivo si incontrano a pochi passi dagli spettatori. Invitiamo quindi tutti a partecipare a questo nuovo percorso, pensato per chi già ama la musica e per chi desidera scoprirla in una forma nuova e autentica.”
La formula dei ‘Salotti Musicali’ resta quella che ha conquistato il pubblico lo scorso anno. Una serata di circa un’ora e mezza, in sala Anelli (primo piano Fondazione San Domenico), con inizio alle ore 20.00, in cui due musicisti raccontano le vite e le idee che stanno dietro ad alcune delle pagine più importanti della musica, e poi le suonano a pochi metri da chi ascolta. Circa un terzo di ogni incontro è dedicato alla musica: brani eseguiti dal vivo, ascolti commentati, esecuzioni interrotte per mostrare cosa accade sotto le note. Non serve alcuna preparazione musicale per poter partecipare.
“In fondo facciamo quello che si faceva nei salotti dell’Ottocento. – racconta il Prof. Gabriele Duranti – Si parlava di musica e poi la si suonava, senza palco, senza distanza.”
“Raccontiamo chi c’era dietro certi brani, cosa pensava, cosa stava vivendo. – aggiunge il Prof. Emanuele Fiammetti – La soddisfazione vera è accorgersi che una musica, che credevamo lontanissima, invece, parla di noi.”
La stagione si articola in due rassegne, per un totale di nove incontri.
La prima, “Quando la musica divenne arte”, segue Ludwig van Beethoven nel momento in cui la musica smette di appartenere all’occasione per cui è stata scritta e comincia ad appartenere a chi l’ha composta: quattro incontri il 15 e il 29 ottobre, il 12 e il 26 novembre.
“Da Beethoven in poi la musica cambia, ci interessa far conoscere la grandezza di questo personaggio.” – spiega Duranti.
La seconda, “La vita straordinaria di Igor Stravinskij”, attraversa il secolo scorso dalla Russia zarista alla Parigi dei Balletti Russi, fino all’America del jazz e del rigore accademico: cinque incontri il 4 e il 18 marzo, l’1, il 15 e il 29 aprile.
“Si tratta di un personaggio camaleontico, è il ritratto di quel che è stato il ‘900 dal punto di vista artistico.” – spiega Fiammetti.
Completano la stagione due serate speciali.
Giovedì 3 dicembre, aperta a tutti a ingresso gratuito, un incontro dedicato all’Otello di Giuseppe Verdi, l’opera che il 7 dicembre inaugura la stagione del Teatro alla Scala con Myung-Whun Chung sul podio e la regia di Damiano Michieletto.
Giovedì 18 febbraio, riservata a chi ha sottoscritto un abbonamento a una delle due rassegne. Sarà una serata dedicata al Lied e alla musica vocale da camera, in collaborazione con Sandra Vanni, soprano e docente di canto lirico dell’istituto Folcioni.
“Si tratta di due serate dedicate alla musica vocale. La prima permetterà ai presenti di capire cosa c’è dietro la Prima della Scala e parliamo di musica d’opera. La seconda riguarda invece la musica da camera.” – spiega Duranti.
La particolarità di questi incontri è la connessione con il pubblico, la vicinanza con i presenti, in quanto c’è molta interazione. I Maestri cercheranno di rendere la situazione il più informale possibile, mostrando il ‘dietro le quinte’ dell’opera d’arte, spiegando come le vicissitudini dell’artista e del mondo che lo circonda hanno ispirato l’artista stesso.
Non servono competenze pregresse per poter partecipare, serve solo tanta curiosità e il linguaggio sarà adatto a tutti.
“La musica classica e d’autore esce dai palcoscenici tradizionali e ritrova la sua dimensione più intima e divulgativa con la seconda edizione della rassegna “Salotti Musicali”. – commenta il consigliere della Fondazione San Domenico con delega al Folcioni, Lavinia Contini – Un ciclo di incontri ideato per trasformare l’esperienza dell’ascolto in un percorso di scoperta guidata e partecipata; un viaggio immersivo nelle pagine più affascinanti della storia della musica, dove ogni nota trova il suo significato e ogni ascoltatore diventa parte attiva dell’opera. I “Salotti Musicali” invitano così la città a vivere la musica non come semplice sottofondo, ma come patrimonio condiviso da esplorare insieme grazie alla guida di bravissimi maestri.”
