martedì 16 Aprile 2024

I tempi delle donne, nella bella pittura del Novecento

La donna nella sua quotidiana bellezza è al centro della mostra “I tempi delle donne. Nella bella pittura del Novecento”, a cura di Antonio D’Amico.

Promossa e realizzata da Organizzazione Flangini, con la collaborazione di CMC Centro Culturale di Milano, Associazione Culturale Giuseppe e Gina Flangini e Culturalmente&Musicalmente, l’esposizione propone una selezione di opere di alcuni tra gli artisti più significativi del Novecento che hanno perseguito gli ideali e la tecnica della “bella pittura”, consegnandoci capolavori dell’arte ancorata alla realtà, nella quale la donna è raffigurata nei diversi momenti dell’esistere.


È possibile ammirare un percorso sulla figura femminile rappresentata secondo i canoni estetici di artisti appartenenti a diverse temperie culturali, attraverso 50 opere, tra dipinti e sculture, provenienti da collezioni pubbliche e private.

Quest’occasione consente di poter svelare opere custodite in collezioni private difficilmente visitabili dal pubblico, generando una rete di capolavori che formano l’identità storico-artistica di un secolo dedito ai valori civili e morali, grazie ai suoi protagonisti, a volte considerati secondari o minori perché lontani da correnti e linguaggi alla moda.

Le collezioni che compongono questa mostra rappresentano un modo per tenere viva la memoria di questi artisti, in quanto l’Associazione Flangini, la collezione Banco BPM, la collezione Boccalatte, l’Archivio Mascarini, tra gli altri, sono custodi di una vastissima produzione di grande qualità, così come lo sono gallerie quali lo Studiolo Fine Art, Palmieri, Ponte Rosso e Faraci Arte.

«La donna – spiega il curatore Antonio D’Amico – è da sempre musa ispiratrice dei pittori, che ne hanno ritratto qualità e desideri, esaltandone silenzi o paure, speranze e tristezze; risvolti sensoriali di straordinario trasporto emotivo, che sfociano nella bella pittura ancorata alla realtà che di volta in volta esalta affascinanti visioni d’innocenza e seduzione, con l’impeto romantico o realistico che si addice a ciascun pittore.»

«Nella storia dell’arte italiana, in particolar modo se si osservano le esperienze figurative tra l’inizio del secolo e gli anni ’70, svariati sono gli artisti che si sono tenuti lontani dalle mode del momento e dai linguaggi di correnti criticamente riconosciute. Molti artisti sono rimasti dediti e fedeli alla bella pittura che ha radici antichissime, alimentando una visione del mondo lontana dai concettualismi. Tra i temi cari a questi artisti c’è quello della donna, figura che più di ogni altro conosce il piacere e la sofferenza del vivere quotidiano.

Si potranno ammirare opere di grande intensità psicologica ed emotiva che ritraggono l’universo femminile in diverse pose o semplicemente immaginandola sognante ad occhi aperti, cogliendo gli aspetti di un animo a volte misterioso, spesso seduttivo e fragile o al contempo forte, dipingendola nelle diverse stagioni della vita, dalla giovinezza alla vecchiaia, nella fatica del saper vivere o già proiettata verso conquiste sul piano sociale, ma sempre conscia della propria femminilità e bellezza».

 

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