Cremona. Il violino ha un’anima. E non solo in senso spirituale o filosofico. Così infatti si chiama un piccolo ma fondamentale cilindretto di legno che si trova all’interno della cassa armonica, stando a contatto con la tavola e con il fondo, mettendoli in risonanza. Ma il violino ha più anime anche dal punto di vista espressivo.

E se STRADIVARIfestival è la manifestazione che esalta l’anima “classica” degli strumenti ad arco, questa seconda edizione dei Concerti all’Auditorium del museo del Violino dal 9 febbraio al 6 aprile, non a caso sottotitolata l’altra anima del violino, vuole per contro evidenziarne le altre sfumature di linguaggio.

Ecco allora I Violini dei Berliner Philharmoniker, l’orchestra più famosa e blasonata del mondo, quella di Karajan, Abbado e Rattle, che per questo progetto si rimettono in gioco, il sabato 9 febbraio alle ore 21, con il loro ensemble d’archi per presentare il loro lato più divertente e divertito, interpretando un programma assolutamente sorprendente e inusuale, dal punto di vista stilistico.

E poi un violinista come Alessandro Quarta, sabato 2 marzo alle ore 21, dalla formidabile versatilità, che con il suo quintetto reinterpreta Piazzolla e il suo “nuevo tango”.

Ma il suono del violino ben si presta anche a diffondere il linguaggio del jazz e della musica fusion, come dimostrerà Jean-Luc Ponty, sabato 6 aprile alle ore 21, vero e proprio antesignano e campione del genere, qui impegnato con il suo trio.L’Auditorium del museo riafferma ed esalta il ruolo di Cremona capitale del violino e della musica a livello internazionale. Cardine della costruzione è la volontà di offrire ad ognuno dei 460 ascoltatori un’esperienza immersiva e totalizzante. La geometria degli spazi affianca volumi morbidi; linee sinuose si rincorrono e disegnano una grande scultura organica che esprime il propagarsi delle onde sonore.

La particolare architettura della sala regala un’ultima suggestione: il palco è al centro della scena, il pubblico ‘avvolge’ i musicisti, il dialogo che si crea tra spettatori ed esecutori produce una forte empatia e consente di vivere una esperienza nuova, di intensità e qualità sensibile assai superiore rispetto al concetto classico di concerto.