Reggio Emilia – La Via Matildica del Volto Santo, riscoperta nel 2015 in occasione del IX centenario della morte di Matilde di Canossa, è un itinerario che collega Mantova a Lucca attraversando territori profondamente diversi tra loro ma uniti da un passato comune: quello del dominio della grande Contessa.
Figura decisiva per gli equilibri politici dell’Europa medievale, Matilde di Canossa lasciò un segno duraturo nella definizione dei rapporti tra potere civile e religioso, nell’economia dei suoi vasti possedimenti e persino nella cultura e nell’arte, sostenendo la nascita dell’Università di Bologna e favorendo la produzione di pievi romaniche, codici miniati e opere realizzate negli scriptoria monastici.
Il percorso si sviluppa in 11 tappe per un totale di quasi 300 chilometri: dalla pianura
Padana, ai profili delle colline matildiche, dalle vette del Parco Nazionale dell’Appennino
Tosco Emiliano, alla storia e ai paesaggi della Garfagnana. È un viaggio in cui il fascino
naturalistico si intreccia continuamente con la storia. I camminatori attraversano pievi e
abbazie benedettine, borghi medievali ancora intatti, castagneti coltivati per secoli dai
monaci e antiche vie commerciali e di pellegrinaggio.
Tra le testimonianze più suggestive spiccano i luoghi emblematici della vita di Matilde di Canossa come Mantova, dove nacque, e San Benedetto Po, nella cui abbazia fu sepolta prima di essere trasportata in Vaticano; o come il castello di Canossa, fortezza sede del famoso incontro tra l’imperatore scomunicato e il Papa, ospite di Matilde; il castello di Sarzano, uno dei centri più importanti della struttura difensiva matildica; e il castello di Carpineti, sede di incontri cruciali tra il mondo politico ed ecclesiastico del suo tempo.
La Via Matildica è connotata da un profondo valore religioso e spirituale, che si manifesta già alle estremità del suo tracciato, caratterizzate dalla presenza di due reliquie di primaria rilevanza per la devozione cristiana. A Mantova, nella basilica di Sant’Andrea, è custodita la reliquia del Preziosissimo Sangue di Gesù; a Lucca, nella Cattedrale di San Martino, è invece conservato il Volto Santo, monumentale crocifisso ligneo policromo oggetto di venerazione ininterrotta da oltre un millennio.
Quest’ultimo, al termine di un complesso intervento di restauro durato tre anni, è stato recentemente restituito alla fruizione dei fedeli e dei visitatori.
La guida della Via Matildica del Volto Santo rappresenta una delle azioni chiave realizzate
nell’ambito del vasto progetto di valorizzazione del Cammino, finanziato dal Ministero del Turismo e realizzato dal Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano. Questa pubblicazione si affianca ad altri interventi volti al completamento del tracciato e al rafforzamento della comunicazione, che puntano a valorizzare l’ incontro con le comunità locali e l’essenziale contributo di volontari, associazioni e operatori turistici. La guida pone l’accento anche sul grande patrimonio naturalistico e di biodiversità che la zona appenninica custodisce, descrivendo un percorso che attraversa il Parco Nazionale e ben due Riserve di Biosfera UNESCO.
Nel volume è possibile trovare tutte le informazioni per mettersi in viaggio: le mappe, le
altimetrie, la descrizione del percorso e gli approfondimenti utili a orientarsi non solo
nello spazio, ma anche nell’esperienza interiore del Cammino. Un invito a lasciarsi
trasformare da un paesaggio che cambia e a osservare i segni di una spiritualità antica, da
riscoprire in una prospettiva contemporanea.
Giordano Goccini parroco di Novellara, in provincia di Reggio Emilia, fa parte del Comitato scientifico dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo e da molti anni vive l’esperienza del cammino, cercando di coinvolgere ragazzi e ragazze. Collabora al programma di Rai 1 A Sua immagine, per la rubrica “Le ragioni della speranza”.

