Mostre / Il teatro delle cose minime

Pisogne,Brescia – Sul Lago d’Iseo, “Il teatro delle cose minime”, mostra dedicata alle poetiche opere ambientali di Albano Morandi, artista e regista di Meccaniche della Meraviglia, progetto che da oltre vent’anni coniuga l’arte contemporanea al territorio della provincia di Brescia.

Con questa esposizione prende il via il nuovo corso del museo Mirad’Or, promosso dal Comune di Pisogne e affidato alla direzione scientifica di Flaminio Gualdoni e a quella artistica di Marco Lagorio. Curata da Gualdoni, la mostra si potrà visitare fino al 14 settembre in tre luoghi simbolici di Pisogne: il Museo sull’acqua Mirad’Or, la Chiesa di Santa Maria della Neve, nota per gli affreschi del Romanino, e la Torre del Vescovo, nel cuore storico.

Il progetto, composto da tre installazioni site-specific, si presenta come un percorso diffuso: non una somma di esposizioni ma una narrazione visiva unitaria, che intreccia arte contemporanea, memoria storica, spiritualità popolare e paesaggio.

“Partiamo da un concetto che, da ormai più di quarant’anni, accompagna le mie scelte artistiche: non partire mai da un foglio o da una tela bianca ma sempre da cose, oggetti o situazioni che il mondo mi mette a disposizione – spiega Albano Morandi –. Quindi quale opportunità migliore di questa, in cui mi si propone di intervenire in tre spazi di sublime stupore per instaurare un dialogo con la storia, lo spazio e … la meraviglia”.

Morandi fonde materiali di recupero, oggetti comuni, pittura, scultura e linguaggio teatrale in opere che restituiscono voce e significato a ciò che era dimenticato. Quaderni ingialliti, carte, scatole, gessi, cere e nastri adesivi diventano forme-sculture, frutto di minimi gesti di collage, assemblaggio e disegno, capaci di aprire nuove letture e connessioni.

“Albano Morandi si conferma, con i progetti per Pisogne, un autore che, nel cuore della maturità, affronta temi cruciali del fare artistico – osserva Flaminio Gualdoni, direttore scientifico del Mirad’Or e curatore della mostra –. La componente teatrale delle sue invenzioni non mira a una spettacolarizzazione fine a se stessa, ma condensa un’esperienza ad alto gradiente di senso”.

“Albano Morandi è un artista che stimo da sempre; il suo profilo e il percorso di riconosciuta importanza, a livello nazionale e internazionale, si inseriscono perfettamente nel nostro progetto a Pisogne e nella volontà di mantenere una proposta di alta qualità – commenta Marco Lagorio, direttore artistico –. Il suo intervento, fortemente voluto e concepito secondo una dinamica installativa nelle tre location qui a Pisogne si fonda sulla “relazione”: con lo spazio, naturalmente, ma anche con l’individuo, affrontando un’indagine sulla memoria”.

Tra suggestioni intime e visioni astratte, l’artista invita a una flânerie contemporanea: un camminare senza meta, attento e poetico, tra rovina e germoglio, materia e luce, colori e natura. Le sue installazioni – che spaziano da delicate micro-composizioni a grandi interventi ambientali – aprono lo sguardo a possibilità multiple, come sogni che abitano lo spazio.

“È proprio questo il tipo di proposta che vogliamo portare al Mirad’Or: un’arte viva, accessibile, capace di emozionare e coinvolgere – afferma l’assessora alla cultura e istruzione Gigliola Bonetti –. L’obiettivo è fare del museo, della chiesa e della torre del vescovo non solo luoghi espositivi, ma centri attivi di relazioni, ricerca e meraviglia, in grado di accendere sguardi nuovi sul presente”.

La mostra si inserisce nella diciannovesima edizione di Meccaniche della Meraviglia, rassegna d’arte contemporanea curata dallo stesso Morandi, che propone interventi in luoghi storici poco noti o di norma inaccessibili della provincia di Brescia, attivando un dialogo virtuoso tra contemporaneo e patrimonio.

 

 

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