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Pescarolo ed Uniti, Cremona. Una grande mostra etnografica racconta le radici cresciute all’ombra dei grandi avvenimenti della storia, ma non per questo meno incisivi nell’evolversi della cultura del territorio. “Tesori Nascosti” ne è il titolo, inaugura sabato 29 novembre alle ore 10,30 alla Sala del Rattoppo, fresca di restauro, presso il museo del Lino di Pescarolo ed Uniti. Con il contributo di Cassa Padana. Rimarrà aperta al pubblico, con ingresso gratuito, sino al 31 gennaio 2016.museo del lino 3

Raccoglie oggetti di uso quotidiano, di lavoro, vita domestica, tradizione, devozione popolare che hanno accompagnato la vita delle famiglie contadine. Ma pure curiosità di utensili la cui fattura si è persa nella memoria. La mostra espone “tesori” provenienti dai musei etnografici aderenti a REBEL ( Rete dei Musei e dei Beni Etnografici Lombardi), un progetto che ha visto la luce nel 2005 con l’idea di dar vita ad una rete nasce per mettere in comunicazione i musei etnografici lombardi che possiedono un patrimonio documentario di grande valore scientifico e di notevole significato sociale, in virtù del lavoro di raccolta, di ricerca, di studio e di divulgazione che questi istituti hanno svolto negli anni e continuano a svolgere, spesso grazie all’opera fondamentale di appassionati e di personale volontario.museo del lino0002

Il museo del Lino, con i suoi tesori raccolti, ne è il fiore all’occhiello delle eccellenze museali lombarde, fondato negli anni Settanta del Novecento da Casimiro Becchi e da un gruppo di volontari, è stato inaugurato con l’allestimento attuale, a cura di Fabrizio Merisi, nel 2004. È un Museo Demoetnoantropologico gestito dall’Associazione Museo del Lino e vanta oltre 9000 oggetti per la lavorazione del lino, dalla semina alla tessitura, e tessuti di grande pregio perfettamente conservati. Attraverso le sue collezioni, il Museo racconta la vita del mondo contadino della pianura prima dell’avvento della meccanizzazione agricola.tombolo

Con questa mostra porta alla sala del Rattoppo collezioni, molte delle quali sono per la prima volta esposte al pubblico, oggetti provenienti da altri musei, da altre realtà e trascinano con se la storia e le tradizioni della vita. Dal museo dell’Alta Brianza di Lecco gli strumenti usati per la pesca, da museo San Benedetto Po i carri agricoli che affiancheranno gli attrezzi agricoli della collezione del museo Lombardo della Storia dell’agricoltura di Sant’Angelo Lodigiano.IMG_2376

Il museo Bergomi di Montichiari, Brescia, contribuisce alla mostra con tutta l’attrezzatura per la lavorazione della filiera del latte,  dal museo della Val Cavargna di Como oggetti d’uso quotidiano, mentre dal sistema museale della Valle Camonica cioè che riguardava la caccia e l’uccellagione. Il museo del Lino, dal canto suo, ha sfoderato dagli archivi gli oggetti consumati dalle abili mani delle donne nel ricamo e nel cucito, da dove molte volte si creavano vere e prorprie opere d’arte povera che finivano nella dote delle figlie o nel corredo. Senza dimenticare  la devozione popolare che trova le sue profonde radici nella civiltà contadina nelle ritualità stagionali che ne accompagnavano la vita.

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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