domenica 5 Febbraio 2023

Victoria Lomasko. The Last Soviet Artist

Brescia. The Last Soviet Artist arriva al museo di Santa Giulia, è una mostra che permette di entrare in una geografia nascosta del paese più esteso del mondo, la Russia. Victoria Lomasko è una artista che nel periodo putiniano ha sfidato innanzitutto l’estetica imperante dell’arte contemporanea, ponendosi nel pieno della tradizione realista, anche se con un tratto personalissimo e sintetico, mentre la reazione al passato concluso vedeva la scena rivolgersi esclusivamente ad un’arte rarefatta e concettuale, che ovviamente non minava il potere.

© Alberto Mancini – Fondazione Brescia Musei

La mostra, sino a domenica 8 gennaio, presentata nell’ambito del Festival della Pace di Brescia, rappresenta il terzo atto della ricerca, curata da Elettra Stamboulis, intrapresa da Fondazione Brescia Musei nel 2019 con la mostra di Zehra Doğan Avremo anche giorni migliori. Opere dalle carceri turche, e proseguita nel 2021 con la personale di Badiucao La Cina non è vicina. Opere di un artista dissidente.

© Alberto Mancini – Fondazione Brescia Musei

L’esposizione presenta una vasta produzione dell’artista russa con un percorso ideato specificatamente per gli spazi di Brescia. L’artista ha infatti realizzato lavori site-specific durante la sua residenza in città: 5 Steps, cinque monumentali pannelli ideati e realizzati ad hoc negli atelier del complesso museale di Santa Giulia, nei due mesi mese in cui è stata ospite in residenza presso la Fondazione Brescia Musei. Un aspetto, questo, che caratterizza fortemente la mostra – come lo stesso ciclo “arte contemporanea e diritti umani” curato dall’ente culturale bresciano – che non può che essere essa stessa una vera e propria creazione d’artista. In questo senso, infatti, l’artista ha avuto anche parte nel design dell’allestimento del percorso espositivo.

© Alberto Mancini – Fondazione Brescia Musei

La ricerca artistica di Lomasko permette di ricostruire in modo minuzioso la storia sociale e politica della Russia dal 2011 a oggi: dalle manifestazioni anti Putin che l’artista ha disegnato dal vivo con un tratto originale e immediatamente riconoscibile, alle rappresentazioni della “profonda Russia”, quella dei dimenticati e marginali, che da sempre costituiscono i suoi soggetti preferiti.

Victoria Lomasko è nata a Serpukhov, a 99 km a sud di Mosca, nel 1978. Il padre, operaio metalmeccanico di questa cittadina interamente dedita alla produzione industriale, agiva come artista provocatore in segreto, e forse questa tradizione di famiglia l’ha spinta ad operare sempre con uno sguardo fortemente impegnato e anticonformista.

Diplomatasi all’Università statale di Mosca in Arti Grafiche nel 2003, Lomasko intraprende da subito una strada non confortevole che mette insieme osservazione e azione, disegno documentario e performance, attivismo e impegno personale inteso come corpo dell’artista che non sfugge all’essere parte di un gruppo. Questo aspetto caratterizza in modo trasversale la biografia artistica di Lomasko che da marzo 2022 vive in Europa, dopo aver tentato fino all’ultimo di rimanere nel proprio paese per non interrompere il proprio ruolo di testimone. L’artista infatti fa parte di un movimento globale che utilizza il disegno come strumento di resistenza e cronaca.

Note sull'autore

Valerio Gardoni
Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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