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Bassa Bresciana – Tra la lavanda da una parte e  tageti dall’altra , alla Colombaia, fiorivano le bocche di leone.

Intorno al muro della vecchia cascina , in un ‘aiuola disordinata ,risaltavano, nascondendo un po’ le screpolature della casa. Crescevano ogni anno e fiorivano tutta l’estate. In inverno, mia madre copriva un poco l’aiuola, lasciando però passare dell’aria.

Amo tutti i fiori, ma ce ne sono alcuni semplici che mi creano grande nostalgia. Sono legati a giochi dell’infanzia. Il fiore del tarassaco per esempio: si recideva il fiore alla base e si toglieva la parte superiore , il capolino. Poi si soffiava all’interno dello stelo dalla parte più sottile . Si poteva udire un suono basso e vibrante molto buffo, simile a quello di una sorda trombetta. Spezzando lo stelo progressivamente (partendo
dal basso), il suono diveniva sempre più acuto sino ad arrivare ad una specie di ronzio penetrante…l’unico guaio era il lattice amarissimo.

Con i papaveri si giocava alle probabilità. Il bocciolo chiuso poteva contenere petali rosa bianchi o già rossi. Vinceva chi indovinava il colore.

La capsula dei semi del ranuncolo quando non era ancora diventata troppo secca ed era quindi di colore verde, ci permetteva di imprimere delle specie di minuscoli tatuaggi sulla pelle, in particolare quella delle braccia.

Si raccoglieva il fiore di Bocca di Leone e, premendo con le dita ai lati, si poteva vedere il fiore
aprirsi come una bocca…di leone per l’appunto! Ne ho visto in questi giorni fioriti, nel giardino di un’amica. Non ho resistito alla tentazione di schiacciarli di lato e aprirne a scatti la bocca.

Ma bando alla nostalgia, immergiamoci in un linguaggio più scientifico. Pianta erbacea perenne coltivata come annuale originaria dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Vero nome Antirrhinum
majus
, famiglia di appartenenza Scrophulariaceae.

Il fusto è carnoso, lignificato alla base, e può raggiungere i 100-120 cm di altezza; le foglie sono lanceolate, verde scuro. La particolarità di questa pianta sta senz’altro nei fiori, parzialmente tubolari, con due labelli, che appunto si aprono premendo il fiore ai lati. Delizia sensuale di bombi ed api.

Sbocciano su lunghe spighe; i colori sono molti, dal giallo al rosso al rosa, esistono anche varietà bicolori e screziate. Il fiori lasciano il posto a baccelli legnosi che contengono numerosi semi fertili.

Le bocche di leone necessitano di essere coltivate in pieno sole per poter ottenere una buona fioritura. Le annaffiature devono essere regolari, ma non troppo abbondanti, queste piante infatti preferiscono la siccità agli eccessi d’acqua.

Per concludere una curiosità: sarà molto difficile che accada oggi (si preferiscono metodi più sbrigativi e meno originali): se la vostra fidanzata si aggira con bocche di leone , sta cercando un altro. Infatti nel Medioevo, quando i fiori sapevano parlare meglio delle persone , le ragazze erano solite ornarsi i capelli con questi fiori per rifiutare i corteggiatori non desiderati.

Racconta la leggenda per far sorridere Venere e Plutone che si erano accesi in una discussione che non aveva termine, madre Terra fece fiorire questa pianta in mezzo a loro donando ad essa un potere di armonia e di pace. Coltivata nei nostri giardini porta serenità solo a guardarla.

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Giusi Morbini
Insegnante di scuola primaria ormai da molti anni, ma ancora non prossima alla pensione. Nata e vissuta in campagna, crede nell'importanza di riscoprire le nostre radici e di conservare le nostre tradizioni. Sempre nel rispetto di tutte le culture. Scrive per diletto.

2 Commenti

  1. Buongiorno grazie per le interessanti info. Posso avere una bibliografia sulla storia del litigio tra venere e plutone e la bocca di leone? Grazie

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