Alle cascate del Serio, un emozionante trekking

Valbondione, Bergamo. Tra leggenda e storia le cascate del Serio sono uno spettacolo mozzafiato, un maestoso salto d’acqua in caduta libera di 315 metri nel cuore del parco delle Alpi Orobie.

Siamo in Alta Val Seriana, nel territorio di Valbondione, dove sta per tornare lo spettacolo delle Cascate del Serio, tra le più alte d’Italia. Prossima apertura domenica 18 agosto dalle 11 alle 11,30 (altre due aperture il 15 settembre e 13 ottobre).

La leggenda vuole siano le lacrima di una pastorella rinchiusa in un castello sulle alture del Bardellino da una nobildonna gelosa dell’amore per un giovane pastore e della sua innamorata. Lei pianse e si disperò così tanto che le sue lacrime formarono un devastante fiume, che travolse ogni cosa e fece crollare il castello. Le lacrime precipitarono nella valle esplodendo impetuose dalla montagna nel triplice salto delle imponenti cascate.

Le Cascate del Serio sono formate dall’omonimo fiume pochi chilometri dopo la sua nascita, confluiscono nella diga del Bardellino dal 1932. Sono situate a circa 1.750 m di altitudine nel territorio di Valbondione, da anni le cascate sono visibili solo alcune volte l’anno, con l’apertura programmata di poco tempo: dalle 11 alle 11,30. Ma lo spettacolo vale la camminata!

Dalla cima della cascata al fondo ci sono circa 315 metri, divisi in tre salti. Uno spettacolo che raduna sui sentieri di Valbondione migliaia di turisti e appassionati di trekking nelle cinque date di apertura, quando l’invaso del Barbellino nella mezz’ora defluiscono tra gli 8.000 e i 10.000 m3 di acqua. Per ammirare le cascate è necessario raggiungere punti di osservazione da cui godersi la potenza della natura.

Un emozionante trekking alle Cascate del Serio da non perdere. Tre sono le sgambate di un’ora e mezza circa, con il giusto equipaggiamento da montagna, per raggiungere i punti panoramici.  

Sentiero Cai 332: giunti al centro abitato di Valbondione si prosegue fino alla Frazione Grumetti; si intraprende quindi il percorso CAI 332 segnalato con destinazione Borgo di Maslana. Oltrepassando le baite, si attraversa il Ponte della Piccinella, proseguendo a sinistra arrivando all’Osservatorio Floro Faunistico di Maslana, situato nella zona dei Grandi Macigni. Non è necessario proseguire per il Rifugio Curò. Le Cascate sono visibili dalla zona dei Grandi Macigni.

Sentiero Cai 305:
da Valbondione si intraprende la comoda mulattiera segnalata con segnavia CAI 305 con partenza in Via Curò. Il percorso è segnalato con destinazione Rifugio Curò. Non è necessario proseguire fino al Rifugio. Le Cascate sono visibili dalla zona dei Grandi Macigni. Per raggiungerla, dopo circa 1 ora di cammino, sulla sinistra si trova la deviazione per Maslana – Osservatorio Floro-Faunistico di Maslana.

Sentiero Cai 306
dalla Frazione di Lizzola si intraprende il sentiero CAI 306 con destinazione le Baite di Valbona. Da qui si prosegue sulla sinistra seguendo le indicazioni per Maslana, perdendo leggermente quota, fino ad arrivare nella zona dei Grandi Macigni.

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