Milano. I disegni di Maria Lai, la letteratura di Grazia Deledda, le sapienti mani delle tessitrici sarde confluiscono nella realizzazione di quello che è stato riconosciuto come “il primo progetto di filiera del tessile di Sardegna” ospiti al Mudec, Museo delle Culture, dall’11 settembre all’11 ottobre, nell’ambito del palinsesto culturale 2020 “I talenti delle Donne” del Comune di Milano. Titolo della mostra: Andando via. Omaggio a Grazia Deledda, la prima opera corale d’Arte Tessile mai realizzata in Sardegna.

Ideato da Giuditta Sireus e sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna, da ventitré Comuni sardi e da numerosi partner pubblici e privati, il progetto artistico Andando via coinvolge per la prima volta venticinque realtà tessili isolane in un’operazione collettiva senza precedenti.

Essa nasce con l’intento di valorizzare e promuovere l’ultima opera d’arte pubblica di Maria Lai, da lei realizzata nel 2011 non lontano dalla chiesa della Solitudine a Nuoro, dove le spoglie della scrittrice premio Nobel sua conterranea sono custodite. L’opera si compone di undici piloni in cemento armato su cui si stagliano le figure dei personaggi femminili nati dalla sensibilità di Grazia Deledda, e di un portale cubico sormontato da una suggestiva geografia astrale.

Un’opera attualmente inamovibile, ma che attraverso la trasposizione su tessuto ad opera delle tessitrici coinvolte nel progetto, potrà viaggiare in tutto il mondo, salvaguardando e trasmettendo la poetica di Maria Lai attraverso trame e disegni, con l’intento di renderla accessibile a un pubblico il più vasto possibile.

Partendo infatti dai disegni originali realizzati per il monumento, su concessione dei diritti dall’Archivio Maria Lai e sulla base degli studi della designer Paulina Herrera Letelier, le tessitrici di Sardegna hanno riprodotto come opera tessile le facciate degli undici pilastri che compongono il monumento. Ogni arazzo è un pezzo unico tessuto a mano e realizzato con i materiali, gli stili e le tecniche del territorio di provenienza.

Nello Spazio delle Culture del MUDEC sarà possibile ammirare i ventidue arazzi posti su strutture a telaio che interpretano gli undici pilastri dell’opera originale, e assistere alla proiezione del documentario realizzato nell’ambito del progetto dal regista Francesco Casu, che per lungo tempo ha lavorato a stretto contatto con l’artista. Le testimonianze di Maria Lai – contenute nel documentario – sono il fil rouge che collega la sua visione dell’arte e della tessitura alla genesi stessa del progetto.

La versatilità dei moduli e la leggerezza delle strutture rendono Andando via un’opera itinerante, capace di viaggiare e incontrare nuovi scenari e contesti artistici. Gli arazzi diventano, infatti, anche allestimento scenografico dello spettacolo teatrale omonimo, dove l’arte figurativa si unisce ai testi drammatici dedicati alle protagoniste dei romanzi deleddiani, alla colonna sonora originale e alla danza.
Una pièce – scritta dalla critica letteraria Neria De Giovanni e andata in scena per la prima volta il 22 agosto scorso a Galtellì, il paese protagonista del famoso romanzo della Deledda “Canne al vento” – in cui i personaggi femminili nati dalla penna del premio Nobel e omaggiati da Maria Lai prendono vita dagli arazzi e si raccontano agli astanti in una confessione intima e poetica.

Andando via costituisce dunque una rete inedita, capace di documentare e nobilitare la tessitura contemporanea di Sardegna in un’espressione totale d’arte, letteratura e tradizione.
Come sosteneva Maria Lai, “Da un’opera d’arte può nascere un’altra opera” ed è dall’insegnamento dell’artista che prende vita questa articolata azione collettiva capace di esaltare una tradizione millenaria. Un progetto che unisce, intreccia fili e storie, rende protagonisti l’Arte della Tessitura e coloro che ne detengono i segreti.