Tempo di lettura: 2 minuti

Salsomaggiore Terme, Parma. «Attraverso la maestosità, la leggerezza della danza, l’unicità del canto delle balene, ho trovato il modo per esprimere quello che provo e ciò che sono. In questa mostra ho voluto racchiudere le mia esperienza nel loro mondo e le emozioni che provo ogni volta che le osservo e ascolto». Con queste parole l’artista Simona Visconti introduce la mostra personale di acquarelli “Balaenae” esposta al MuMAB, Museo Mare Antico e Biodiversità sino al 9 gennaio prossimo, che delle balene che vivevano in tempi arcaici dove ora si estende la grande pianura ne è testimone.

Il Museo del Mare Antico ospita difatti i reperti che costituiscono la più importante collezione esistente riguardante il Bacino Padano. La collezione permette di raccontarne i processi evolutivi in un arco di tempo compreso tra il Miocene Medio e il Pleistocene, proiettando il visitatore in un mondo lontano, quando il “mare antico” copriva tutto il Nord Italia.

Si inserisce in perfetta armonia la mostra “Balaenae” della bravissima acquarellista, nelle sale del museo e con la sezione dedicata alla “biodiversità perduta”, dove spicca, per completezza ed interesse scientifico, l’unico esemplare al mondo della balenottera “Plesiobalaenoptera quarantellii” recuperata nel 1985 quando l’erosione del torrente Stirone, a pochi passi dal MuMAB,  portò alla luce questo scheletro quasi integro risalente all’inizio del Tortoniano (10-11 milioni di anni fa).

Scrive della mostra Alberto Casiraghi: “Il mare, anche se lontano, è sempre stato un richiamo fortissimo per me, passione che si è ancor più consolidata parecchi anni fa, visitando il museo “Il Mare Antico” a Salsomaggiore Terme. – racconta l’autrice – Le balene soprattutto sono state una forte scossa per il mio immaginario, a cui si è legata un’altra passione, anch’essa collegata all’acqua: l’acquerello. Quando si parla di acquerello molti pensano ad una tecnica di secondo piano, sia per le dimensioni ridotte dei dipinti, sia per la velocità di esecuzione, ma in pochi sanno che è una tecnica che cela tantissime insidie.

L’acqua è imprevedibile, non puoi correggere il suo corso, puoi solo affidarti a lei, assecondarla e meravigliarti ogni volta a quello che lascerà sulla carta. Attraverso la maestosità, la leggerezza della danza, l’unicità del canto delle balene, ho trovato il modo per esprimere quello che provo e ciò che sono. In questa mostra ho voluto racchiudere le mia esperienza nel loro mondo e le emozioni che provo ogni volta che le osservo e ascolto.”

“Le balene conoscono tutto delle emozioni del mare perché sanno cantare.”

L’ingresso è gratuito con greenpass come da normativa vigente. La prenotazione è consigliata.