Tempo di lettura: 2 minuti

Padernello, Brescia. L’arte pittorica di Francesco Balotta ha accompagnato tutta la sua vita: iniziò a dipingere a 12 per smettere a 64 anni. Le sale del castello di Padernello ospitano, dal 21 maggio al 18 giugno, la mostra dedicata a Francesco Balotta è un’antologica che percorre tutti i periodi dell’artista esponendo i suoi migliori quadri.

Si inizia quindi dai primi paesaggi a olio dipinti su tavole trattate con sabbia e colla dei primi anni ’60, ai disegni, ai quadri surreali realizzati in acrilico su tela dei primi anni 2000, che un po’ alla volta acquisiscono una natura sempre più astratta.
Con il passaggio all’acrilico, il colore è diventato fondamentale per l’equilibrio creativo e costituisce uno degli aspetti più caratterizzanti ed espressivi delle sue opere. Sebbene non si possa generalizzare, Balotta prediligeva colori freddi: il corpo più consistente delle sue opere esibisce gradazioni di verdi blu e viola. Tale gamma è particolarmente estesa e brillante nei colori acrilici rispetto ai colori ad olio. Il cambio di materiale gli ha consentito inoltre di sviluppare con grande precisione grafica elementi architettonici, prospettici e decorativi che fanno dei suoi quadri una espressione artistica davvero unica.

Francesco Balotta è nato a San Gervasio Bresciano nella Bassa Bresciana nel 1938 ma ha vissuto a Seniga (BS) per quasi tutta la sua vita. Laureato in Lettere moderne all’Università Cattolica di Brescia ha seguito diversi corsi di figura presso il Centro Artistico “Leonardo” di Cremona.

Partendo dal paesaggio prima ad olio e poi acrilico, è approdato alla figura inserendola in una dimensione surreale. Visi deformati, persone a pezzi, figure sovrapposte e incastonate le une dentro le altre hanno caratterizzato buona parte della sua attività artistica. Una dedizione costante all’attività pittorica e all’arte in tutte le sue manifestazioni (Scultura, decorazione, incisione, grafica) gli hanno permesso di raggiungere importanti traguardi e di diventare un punto di riferimento culturale per la popolazione di Seniga e dei paesi circostanti.

Una delle sue frasi più celebri recita così: “L’arte cammina con la vita, cosa vale forzare i tempi?” Tale affermazione riassume molto bene il suo sentire e il suo modo di vivere l’arte in maniera pervasiva e applicabile a tutti i contesti della sua vita: artistica, professionale, familiare. La sua ultima figlia è laureata in Storia dell’Arte ed ha insegnato “percezione delle forme” all’accademia di Belle Arti Santa Giulia di Brescia. Sicuramente sarebbe orgoglioso di questo traguardo al quale ha contribuito col suo esempio e la sua instancabile dedizione all’apprezzamento, insegnamento e studio dell’Arte in tutte le sue manifestazioni.

La sua prima mostra risale al 1963. Dietro invito ha preso parte a varie rassegne internazionali e mostre, dove più volte è stato premiato. La sua carriera prosegue fino al 2008 quando viene interrotta da una sopraggiunta malattia.