Sardegna, agosto 2013 – A Orgosolo ci devi andare. Non è sulla strada per qualche località, nemmeno una breve deviazione dalle strade principali, è un territorio a parte. Devi affrontare un centinaio di curve nel cuore del Gennargentu, tra recinti di pecore, boschi fittissimi che nascondono grotte e ovili, isolate case di pastori e luoghi irraggiungibili. Qui gli uomini sono “affetti” da pastorizia endemica e maldisposti all’ordine costituito. Dove sei arrivato te lo dice il cartello “turistico” trafitto da una decina di fucilate a pallettone unico!IMG_7768

Pastori, briganti e banditi a Orgosolo, un passato, nemmeno molto passato, non edificante da celebrare nei murales sulle case del paese. Nell’edicola è in vendita un libro sui banditi con tanto di fotografie dei più noti in copertina.

Da qui la lussuosa costa Smeralda è lontana due o tre anni luce, – lo Stato ci ha dimenticato, non ci sono nemmeno le corriere – mi dice una signora quando gli chiedo del traffico intenso nella via principale del paese – e noi giriamo in macchina, su e giù! – aggiunge con sdegno.IMG_7751

Ci sono dei negozi per turisti, con prodotti tipici per riscattare l’alone di “banditi a Orgosolo” e i turisti, per lo più stranieri, qualche volta arrivano per la corsa scavezzacollo dei cavalli a ferragosto e attratti dai murales che tappezzano le strette vie del paese. Ci sono dipinti ovunque, anche sul pulmino dell’oratorio, più o meno naif che in comune hanno il senso di ribellione o della denuncia.IMG_7728

Ce ne sono di bella fattezza e altri che lasciano a desiderare, arricchiti da scritte e da contestazioni, uno su tutti denuncia lo stereotipo che basta avere la testa o il mento un po’ squadrato per essere considerato un bandito. Banditismo e sequestri sono stati di casa per decenni e non bastano i murales per sconfiggerli.IMG_7701

Sta di fatto che la crisi, in un luogo dove c’è crisi di lavoro da sempre, falcia il futuro dei giovani, innesca nuovi focolari nella terra natale dell’anonima sequestri. Branchi di ragazzi si atteggiano a baby gang sulle via del paese perché non hanno dove andare o cosa fare, dove le osterie sono un universo tutto maschile post adolescenza e le donne se ne vanno in chiesa vestite di nero. Forse ha ragione la signora: lo Stato li ha dimenticati!IMG_6405

Tiscali è un luogo mitologico e per di più sconosciuto, sono pochissimi gli escursionisti che affrontano la lunga camminata che porta al villaggio nuragico, perso per millenni tra i monti, specialmente nelle infuocate giornate d’estate.IMG_1305

Non è nemmeno facile trovarlo per la mancanza di indicazioni, segnavia cancellati e sentieri che si intersecano. Ma Tiscali vale uno sforzo perché è un luogo magico. Si tratta di un villaggio nuragico costruito all’interno di una grande dolina dal tetto crollato, sul fondo una grande grotta circolare ospitò il villaggio appartenuto, si presume, all’ultima fase del periodo nuragico.

Invisibile a qualsiasi esercito invasore, scomparso nel nulla per millenni, come Machu Picchu ritorna alla luce per caso e come il più famoso sito archeologico peruviano viene distrutta da tombaroli in cerca di un tesoro mai esistito. Erano solo capanne di pietra e ovili.IMG_7663

Se disperso e introvabile è il villaggio di Tiscali non è di meno il sentiero per raggiungerlo, nemmeno la guardia forestale che incontri è chiara sulle indicazioni, ma c’è un arcano e lo scopri in fretta. I cartelli della parte bassa del sentiero sono stati tolti dal pastore e guarda caso, prima di ritornare sui tuoi passi, finisci nel cortile del suo casolare dove vende formaggio e bibite. I segnavia sulle rocce più in alto sono stati cancellati o dimenticati appositamente da pseudo guide locali che accompagnano a pagamento salato i turisti lungo un sentiero top secret molto più breve. Nulla di scoraggiante, si tratta di munirsi di acqua in più e camminare.IMG_2372

Tiscali lo raggiungi senza sperare di trovare grandi costruzioni nuragiche, rimangono solo alcune pareti lasciate da irresponsabili tombaroli che hanno distrutto non solo le case e gli ovili, ma la possibilità di ricostruire la storia di questa misteriosa stirpe nuragica.

Ma la camminata è ripagata dal luogo e con un po’ di fantasia si può capire come vivevano, nascosti dal mondo, gli abitanti di Tiscali. Consolazione: arriviamo prima delle “guide” locali, e in tempo per ascoltare fantomatici racconti di centri energetici, miracolose guarigioni, persone che in passato hanno avuto visioni e altre frottole da far digerire ai turisti che hanno pagato e sudato per un’ora e mezza.IMG_2403

Dalla finestra che era la porta d’ingresso alla grotta di Tiscali il panorama è davvero magico e l’energia sta nel respirare il selvaggio blu dei monti e del mare della Sardegna.

La Sardegna dello stupore è un’altra Italia, un altro pezzo del mosaico di tasselli unici, ne diceva bene il gesuita Francesco Cetti mandato a Sassari presso l’Università dell’allora governo piemontese: – non v’è in Italia ciò che v’è in Sardegna, né in Sardegna v’è quel d’Italia.- Era il 1774, era professore di matematica ma ha scritto la “Storia naturale della Sardegna”.

Lo stupore aveva stregato anche Fabrizio De Andrè:La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso.-

Non è cambiato molto.

Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.