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Con il tempo, qualcuno avrebbe, poi, coniato il titolo di “sua emittenza”.
Non a caso, in tema di televisioni, Silvio Berlusconi aveva fatto parlare di sè anche a Brescia, sul finire degli anni Settanta, per questioni legate alla realtà televisiva locale.

Per quanto riguardava il ruolo, in tale ambito, del futuro Presidente del Consiglio dei Ministri, nella cronaca di quei giorni, il fatto era posto nei termini divulgati dal quotidiano “Bresciaoggi”, il 9 novembre 1979, secondo il pubblicare, fra l’altro, che “Il costruttore edile, azionista del “Giornale”, mette piede anche a Brescia”.

La curiosità di questi antefatti si situa, complessivamente, nell’evoluzione, nel frattempo, avvenuta, di tutto un insieme di conquiste dell’etere, sancita in “Mediaset”, che avevano visto protagonista anche il territorio bresciano, mediante alcune operazioni di investimento, situate lungo il percorso dello sviluppo televisivo di quel periodo, indirizzato, attraverso altri risvolti poi subentrati, ad imporsi a livello nazionale, avendo pure oltrepassato un contesto prettamente nostrano, attraverso una logica imprenditoriale.

La notizia, partiva da Milano, frutto del resoconto giornalistico, testualmente indicato dal giornale come opera del “nostro inviato” che, in calce all’articolo, era un giovane Camillo Facchini, destinato, anche in seguito, a valorizzare le pagine dedicate all’economia ed al lavoro, lungo il profilarsi di molti anni da allora a venire, transitando, successivamente, come cronista, al “Giornale di Brescia”, rispetto ad una stimata resa professionale di molte inchieste pubblicate e puntualmente esperite.

In quei giorni d’autunno inoltrato, Berlusconi era approdato a Brescia per certi affari, tramite Marcello Di Tondo, allora consigliere delegato di Telemilano e di Rete Italia, “società di distribuzione di programmi”. Come nella migliore tradizione giornalistica, la novità si condesavana nelle prime righe del pezzo pubblicato: “La Confint, Compagnia finanziaria televisiva, arriva a Brescia: è dei giorni scorsi, infatti, l’accordo tra l’emittente bresciana “Telenord” ed il gruppo dell’industriale milanese Silvio Berlusconi, costruttore edile, titolare della “Edilnord”, che, dopo l’entrata nel “Giornale” di Montanelli, intende, ora, allargare il suo controllo sulle reti commerciali della provincia”.

Parole, intuibili ad una possibile sintesi emblematica, che appaiono utili ad esercitare una esplicita focalizzazione di come fosse intesa la prospettiva televisiva, senza pudori, nella sua natura effettiva, espressamente, cioè, associata al commercio, nella risoluzione trainante di una valenza anche produttiva, quando, la dizione di “reti private”, nel solo, invece, sottintendere tale dinamica economica, ne avrebbe celato un poco il volto, alludendo ad una mera diversità intercorrente rispetto alla televisione pubblica, a sua volta, pervasa, per altro, anch’essa, da una vorace pubblicità, già assurta, per assurdo, a riuscita forma di intrattenimento, nella versione del noto “Carosello”, affermatosi nel percepito ritornello di una quotidiana popolarità condivisa.

Intanto, a Brescia, come si appurava in quei frangenti, nel bianco e nero televisivo ancora prevalente, “La società milanese ha acquistato il 20% del pacchetto azionario dell’emittente bresciana: le quote rimanenti appartengono alla finanziaria “Telebrescia” (10%), a Franca Valseriati (60%) e ad un gruppo di azionisti minori, tra i quali è ripartito il rimanente 10%. L’operazione, se da un lato comporterà un miglioramento qualitativo dei programmi di Telenord (Rete Italia, ad esempio, ha recentemente acquistato in esclusiva il catalogo di film della Titanius), dal punto di vista tecnico porterà a un potenziamento degli impianti, in particolare per quanto concerne i ripetitori, per i quali è prevista una nuova rete che consentirà la diffusione dei programmi di Telenord in tutta la provincia, anche là, dove le barriere naturali lo vietano. Per Telenord, rimanendo invariato il sistema di raccolta della pubblicità locale, gestita direttamente, c’è stata la cessazione del rapporto con la società milanese GPE ed il passaggio a Publitalia”.

Con “Telenord”, non era naturalmente intesa l’odierna emittente televisiva di matrice ligure, ma l’emittente “Brescia Telenord” , fondata nella seconda metà degli anni Settanta nel capoluogo bresciano, che aveva, come amministratrice, Franca Valseriati, nella figura di direttore responsabile, nel quadro di una realtà televisiva locale che, anni più in là, era stata assorbita da un altro canale bresciano, nella perdurante fattispecie di “Teletutto”, oggi diretto da Nunzia Vallini.

Quello che, intanto, si era concretizzato nella storia di quei giorni, era, fra l’altro, ancora specificato nella notizia data da “Bresciaoggi”, evidenziando, in una percezione di rimando ad un impatto territoriale, interessato all’aggancio milanese che si era verificato, che “Quello che Rete Italia e indirettamente Berlusconi, sta cercando di fare, è l’ennesimo circuito televisivo nazionale: anche per Telenord la strada scelta è stata quella di affermare la televisione con programmi qualitativamente elevati, con un network che tenderà a porsi in contrapposizione alla “Cta” (Compagnia Televisioni Associate) del Gruppo Rizzoli”.