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Verona. BLAST estetiche della violenza tra immagine, video e documento è una mostra che presenta una selezione di artisti di riconosciuta fama internazionale, insieme a giovani provenienti da differenti background culturali, i quali utilizzano il video e l’immagine in movimento per analizzare e testimoniare diverse “categorie” di violenza in contesti individuali e collettivi, spesso incorporando nuove tecnologie e modalità di circolazione digitale.

Ideata e curata da Jessica Bianchera e Marta Ferretti, insieme a Giulia Costa e realizzata in occasione della XVI edizione di ArtVerona, nell’ambito del programma Video&TheCity, si terrà dal 15 al 19 ottobre negli spazi di Palazzo Poste,  prestigioso edificio progettato da Ettore Fagiuoli negli anni ’20 del Novecento – ex sede delle Poste italiane. Il palazzo riapre alla città il Salone degli Sportelli dopo il passaggio a proprietà privata e gli interventi di restauro, favorendo l’incontro tra antico e contemporaneo e restituendo alla città un luogo di grande rilevanza storica e architettonica.

Sarà inoltre possibile consultare i documenti e le opere di alcuni archivi video digitali autorganizzati, tra cui LOOP Barcelona, bak.ma e Archivio delle memorie migranti.

Il progetto si propone di esplorare in modo allargato e partecipato la relazione tra violenza, documento e verità pubblica attraverso l’uso del mezzo video. In particolare, si focalizza sul video come strumento di documentazione, ricerca e rielaborazione narrativa, affrontando il concetto di violenza come categoria morale, sociale, politica e come dimensione relativa che non si compone solo di gesti e situazioni esplicite, ma anche di azioni sottili, mascherate.

Prendendo in considerazione alcune delle tendenze artistiche attuali che fanno proprie metodologie e pratiche di ricerca e produzione di immagini, dati e informazioni provenienti da ambiti trasversali, quali ad esempio le scienze forensi, l’architettura, il giornalismo e l’attivismo, BLAST vuole sviluppare una riflessione condivisa su diverse modalità di percepire, analizzare e restituire episodi e dinamiche di forza, violenza e potere a livello individuale ma anche collettivo e sulla loro rappresentazione e distribuzione digitale.

La mostra è apice di un progetto di ricerca ideato e curato da Jessica Bianchera e Marta Ferretti, con la consulenza curatoriale di Beatrice Benedetti e Nina Fiocco e l’assistenza curatoriale di Giulia Costa, promosso da Urbs Picta in collaborazione con una rete di partner con enti e istituzioni pubbliche e private che si occupano di video e immagine in movimento o che intercettano nelle proprie attività i temi di indagine.

Oltre alla mostra, infatti, il progetto, iniziato a dicembre 2020, si compone di diverse aree di intervento principalmente finalizzate ad affermare l’importanza dei linguaggi dell’arte  contemporanea come vettori di analisi, coinvolgimento e crescita sociale e culturale:

  • learning, una serie di laboratori didattici e attività formative rivolti a un pubblico di giovani, studenti, professionisti del settore dell’arte e cittadini di Verona che mettono in dialogo l’arte contemporanea con valori e problematiche universali, saperi locali, persone e territori;
  • forum, una programma di appuntamenti che include talks finalizzati a discutere e approfondire i diversi approcci al tema, una tavola rotonda in cui problematizzare i temi del progetto e porre a confronto punti diversi vista, e proiezioni di ulteriori opere, film e documentari;
  • virtual, un apparato virtuale che, oltre a fungere da collettore e amplificatore di tutte le attività, sviluppa un programma dedicato fruibile esclusivamente online con anteprime, screening e dirette per permettere a un pubblico allargato e geograficamente lontano di partecipare e contribuire al progetto;
  • alliances, ideata specificatamente per dare valore alle competenze dei partner e alloro contributo al progetto. Tra gli appuntamenti già realizzati si ricordano il workshop Defence – What do you do with your anger? a cura dell’artista Simona Andrioletti.

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