Carissimo maestro,

ti ricordi? Sono Andrea da Uggiano La Chiesa, in provincia di Lecce. L’anno scorso hai pubblicato un mio testo, quest’anno mi è venuto in mente di creare un libro. Mi sono messo al lavoro e tra i vecchi quaderni di scuola ho raccolto le storie più belle che ho scritto, facendo un compito o per piacer mio. Te ne spedisco una copia. Puoi dare un giudizio al mio libro? Spero che mi darai un buon voto. Tanti saluti. Andrea.

risponde Mario Lodi
Caro Andrea, ora che sei in quinta posso fare con te un discorso serio. Non ti darò voti , però devo dirti che i racconti che hai trovato nei vecchi quaderni, sono soprattutto esercizi di immaginazione che portano il pensiero fuori da ogni realtà.

Nel primo racconto c’è un serpente che cerca l’interruttore della luce, poi copre il sole con un mantello, sale su un albero e imita una scimmia, poi lega la moglie a un sasso e la butta giù in una cascata, e ogni notte si veste di pentole di ferro: Questo inventare situazioni assurde può essere un gioco, ma non può diventare un libro.

Un libro è una cosa seria, è la comunicazione di un pensiero attraverso fatti significativi. Io ti consiglierei di fare ora il gioco contrario: raccontare la realtà con le parole della verità. La realtà è intorno a te: sono gli amici, gli animali, le stagioni, personaggi veri da osservare e descrivere, non quelli dei cartoni animati.

Puoi cominciare descrivendo fatti autobiografici, cioè della tua vita. Io sarò lieto di conoscerti attraverso questi nuovi racconti della realtà. Ci posso sperare? Ciao.