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Con Interpello 396 l’Agenzia delle Entrate è intervenuta per fornire alcuni chiarimenti in merito alla fruizione del credito d’imposta attività e sviluppo.

Come già chiarito con la circolare del 2017 l’omessa indicazione del credito di imposta nel quadro RU dei modelli di dichiarazione costituisce una violazione di natura meramente formale (con sanzione da 250 euro a 2.000 euro), con possibilità di avvalersi del ravvedimento operoso.

Per usufruire del credito l’impresa dovrà presentare una dichiarazione integrativa per ciascun periodo d’imposta ancora integrabile, al fine di indicare nel quadro RU l’importo del credito spettante.

La società dovrà inoltre munirsi della necessaria documentazione contabile certificata da un revisore o di una società di revisione legale dei conti iscritti nel registro dei revisori legali che attesta le spese sostenute per interventi finalizzati ad attività di ricerca e sviluppo.