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Milano. C’era una volta Walt Disney, un pioniere nell’arte dell’animazione. Raccontare storie senza tempo riuscendo a incantare il pubblico è considerata una vera e propria arte, ma dietro l’immediatezza tipica del risultato artistico perfetto si nasconde, come spesso accade nel mondo dell’arte, un lavoro di ricerca creativa che dura anni, generalmente ignoto a chi ascolta queste storie.

Disney. L’arte di raccontare storie senza tempo”, al MUDEC di Milano fino al 13 febbraio prossimo, è la mostra che racconta al pubblico questo processo creativo.

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Walt Disney con il suo innovativo approccio creativo ha creato alcuni dei film più belli e famosi del Ventesimo Secolo, tra cui Biancaneve e i Sette Nani, Pinocchio e Fantasia. La mostra presenta preziose opere originali provenienti dagli Archivi Disney di questi immortali lungometraggi e di altri celebri film dei Walt Disney Animation Studios, tra cui Hercules, e La Sirenetta, fino al più recente film d’animazione Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle, creato da una nuova generazione di artisti e cineasti tuttora profondamente ispirati all’eredità di Walt Disney.

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Il percorso racconta al visitatore i capolavori di Walt Disney riconducendo le storie, che tutti noi siamo abituati a conoscere nella versione disneyana, alle antiche matrici di tradizione epica: sono i miti, le leggende medievali e il folklore, le favole e le fiabe che costituiscono da secoli il patrimonio archetipico narrativo delle diverse culture del mondo, un vero e proprio melting pot tra i diversi continenti. Queste sono anche le sezioni tematiche della mostra, in cui trovano collocazione le storie più famose da cui sono stati tratti i film Disney e vengono presentate in chiave narrativa attraverso l’esposizione dei bozzetti preparatori di ricerca creativa, incentrati sull’esplorazione di personaggi, ambientazioni e trame narrative.

0112_VD_5001, 3/23/15, 10:15 AM, 16C, 8000×10660 (0+0), 100%, Repro 2.2 v2, 1/80 s, R83.4, G54.1, B61.7
© Disney Enterprises Inc Repro_2.2_v2 Xrite_032315_WDARL_BL1 White_032315_WDARL_BL1-blur

Il grande sforzo innovativo degli artisti di Disney fu infatti, e lo è tutt’oggi, quello di portare queste storie al cinema utilizzando diversi strumenti artistici, dal disegno a mano, elemento fondativo del lavoro negli Studios, all’animazione digitale, per captare l’essenza delle favole antiche e rivitalizzarle, attualizzandone il valore universale.

L’animazione infatti è un medium artistico che permette di rappresentare le diverse narrazioni con immediatezza. Sin dall’inizio, Walt Disney e la sua équipe lavorarono su queste tematiche, dando aspetti e sentimenti umani agli animali e agli oggetti delle favole, alle fate e ai nani delle fiabe, con una tale naturalezza e verosimiglianza che rapidamente raggiunsero un successo planetario. Con uno studio molto dettagliato dei comportamenti umani e animali, gli artisti della Disney hanno creato negli anni dei personaggi universalmente noti come Topolino e Paperino.

Miti e leggende di dei ed eroi, favole di animali, racconti di cavalieri, streghe, maghi e principesse assumono le fattezze dei cartoni animati: da Robin Hood a La spada nella roccia ai Tre porcellini, da Hercules a Pinocchio, Biancaneve e i Sette Nani, La Bella Addormentata nel Bosco, Cenerentola, La Sirenetta, fino a Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle.

La mostra, promossa dal Comune di Milano-Cultura e prodotta da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, a cura della Walt Disney Animation Research Library, con la collaborazione di Federico Fiecconi, storico e critico del fumetto e del cinema di animazione, propone un percorso con triplice chiave di lettura.

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