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Pittura e poesia, da potersi leggere, oltre le tele, anche nelle strofe: “Montisola. Entro l’argentea lama lacustre/ Montisola s’erge/ e nell’ora più dolce/ col passo della fatica/ sui selciati e tra mura/ il fumo d’un comignolo/ rimembra/ giorni giovani/ perdute tenerezze/ ed il brusio calmo dell’antica casa”.

Nell’animo sensibile di Ernesto Bonera, si va anche oltre l’esplicitarsi identificativo di una data contestualizzazione effettiva, partecipando l’insieme di una spontanea introspezione, mediante la sensibile gamma dei palpiti struggenti di una profonda riflessione che pare, anch’essa, comunque, legarsi a quell’ambito lacustre che da questo stimato pittore è spesso rappresentato nei dipinti ricorrenti nella sua apprezzata produzione: “Brezza lacustre. Col fremito tenero della brezza/ impalpabili trascorrono/ ricchi d’azzurra frescura/ i toni dell’ombra tardiva,/ perdimento che avviluppa/ la speranza dell’olivo/ il sospiro dell’ultima risacca,/ il gesto muto del remo,/ trasognato segnapasso/ prima dei pensieri acuti/ la cui misura sanguina/ ricordi di chi siamo”.

Tali ispirazioni poetiche sono da leggersi attraverso la loro pubblicazione su alcune strisce di carta che questo affermato autore ultranovantenne ha pensato di applicare su un suo dipinto, in un connubio polimaterico, fra il figurativo di un suo manufatto espressivo, ed il registro scritto di un suo analogo empito creativo.

Aspetti che sono, fra l’altro, desumibili nella ricca serie dei dipinti ad olio che questo artista di Collebeato, indimenticato medico professionista di chiara fama, ha allestito in mostra nell’antica Pieve di Urago Mella, in via Chiesa 135, dove, in collaborazione con il locale sodalizio dei promotori di questo antico luogo di devozione, ormai evolutosi in un profano cambio d’uso e di destinazione, corrisponde a quella referenza artistica che ne sostanzia l’esposizione pittorica, racchiusa nel titolo “Paesaggio….e altro”.

Pittura contemplativa, ricorrentemente vedutistica, nella talentuosa stilistica della blandizia impressionista esercitata sul reale che è osservato in una immedesimazione intimistica, espressa a misura evocativa di una personale compartecipazione compositiva.

Questi squarci di emozioni, raccolti in pacate vedute d’insieme, attengono a bene manifestare quelle sensazioni di serenità che piace di perseguire all’autore, in una autenticità che è propria ad un veridico sentire, secondo la rappresentazione di immagini prive di alcuna provocazione, contestualmente all’interpretare, in presa diretta, una “pittura di tradizione”, in grado di rimodularsi in distinte e rivendicabili prerogative, nell’esercizio artistico, fascinoso e velato di stupore, della propria vocazione.

E’ quella naturalezza che si apparenta alla figura univoca, senza infingimenti, fra una consapevole inclinazione al dipingere ed il risultato di un repertorio omogeneo che appare, fra l’altro, funzionale anche alla codifica espressiva di una eccellente testimonianza d’arte visiva.

Con la dimestichezza manifestata, in molteplici versioni eseguite, nei confronti della delicata essenza figurativa delle ninfee, nei riguardi dello specchiarsi del cielo su vitrei peli d’acqua e del possibile contenimento di un’immagine istantanea, nell’estemporaneità del momento in cui il tempo ne avviluppa l’intero assortimento, l’arte di Ernesto Bonera traccia una circonferenza perfetta fra un punto d’osservazione e lo snodo ultimo compositivo di una coerente interpretazione, in tutto corrispondente al messaggio di una rasserenante seduzione che vi è implicito in ogni dettaglio di ispirata esecuzione.

Approfondendosi tra avvolgenti riverberi di luce, aperti tra prospettive capaci di emozionare, oltre una mera rappresentazione figurativa che include, in sé, anche il vibrarsi delle tonalità impattanti sulla dinamica temporale della rappresentazione stessa che ne esaltano i particolari fondanti, la mano di questo pittore affascina pure per la delicata raffinatezza del tratto espressivo, capace di esercitare una eloquente compiutezza d’atmosfera che esula, sulla tela, dal mero contorno materialmente speculare ad un contestuale profilo ritrattistico aderente al reale.

Nella tripartizione del venerdì, del sabato e della domenica, la mostra “Paesaggio….e altro” interessa lo spazio autunnale che il 2021 coniuga a questa manifestazione espositiva, fino al 21 novembre, definendosi negli orari d’apertura, compresi dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16 alle ore 19, rappresentando un’ulteriore tappa, a confronto con il proprio territorio, da parte dell’artista che, nella Pieve d’Urago Mella, ha già esposto in passato, condividendo sul posto, anche anni fa, il percorso della propria inesausta ricerca creativa.

Al di fuori dell’incombere di azzurri ameni, ricorrentemente presenti nei dipinti di Ernesto Bonera, secondo soffuse ambientazioni che, a tale cromia, risultano sospese, alcune tele paiono percorrere una coraggiosa sperimentazione di colori caldi, a volte inseriti nel piano dell’opera con un loro risalto particolare, mentre un gruppo di manufatti testimonia, invece, una raccolta produzione artistica, avulsa dalla praticata preponderanza del filone connotativo di stampo figurativo, come pure, altre opere, sembrano, a loro volta, andare a tratteggiare la versatilità dell’autore, anche per via dell’esercizio di un confronto plastico, tridimensionale, con la materia che è, anche in questa fattispecie, a misura di una circoscritta produzione, rispetto al totale di questa affascinante esposizione.