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Più chiaro di così. La vertenza era espressa nei termini di “in odio a”, formula adattata alla fattispecie giuridica, per essere questa stessa specificazione tratta da un testo a carattere giudiziario, dando il vero volto all’affrontare questioni, senza tanti falsi pudori, riconoscendo che, nel caso in questione, si andasse sperimentando questo dato tipo di implicita avversione.

Tale genere di allusione, contestualizzata nell’incedere del tempo che attraversava la Franciacorta in pieno Ottocento, capita che emerga dal passato di un paese della zona, come Cazzago San Martino, chiamato tal quale per Regio Decreto dell’08 febbraio 1863, n. 1192, mediante cui, l’abbinamento con l’originaria versione univoca di “Cazzago”, si evolveva nella toponomastica bipartita disposta con l’aggiunta di quel “San Martino” che era stato deciso di apporre in più alla denominazione locale, per decisione proprio dell’allora Consiglio Comunale della località stessa, come è, pure, precisato nel pronunciamento reale, poi, ratificato nella capitale, mediante la firma del re Vittorio Emanuele in persona, nei riguardi di una formale ramificazione d’aggiornamenti, significativa di molteplici località italiane, oggetto, ciascuna, di una ridefinizione particolare, grazie al raggiunto appellativo ufficiale della propria ragione sociale.

La brezza molesta di una tal questione andava a sfiorare i contorni della comunità di Cazzago, secondo quanto indicato nei termini precisati dalla “Gazzetta Privilegiata Provinciale di Brescia” del primo marzo 1850, pubblicando: “N. 341. Editto. D’ordine dell’Imperial Regia Pretura in Iseo, si notifica a chiunque aspirasse all’acquisto dei sottodescritti immobili (che sono) stati pignorati ad istanza di Mattia Gasparotti di Pilzone coll’avvocato Taglierini, in odio di Giuseppe Martina di Cazzago, si terranno presso questa Cancelleria tre esperimenti, prefisso pel primo, il giorno 21 marzo, pel secondo, il giorno 25 aprile, e pel terzo, il giorno 23 maggio, prossimi futuri, sempre dalle ore 9 antimeridiane, alle 2 pomeridiane, e sotto l’osservanza del seguente capitolato, con avvertenza che soltanto nel terzo esperimento avrà luogo la delibera a prezzo anche inferiore della stima, semprechè questo basti a soddisfare i creditori inscritti (…) Iseo, 17 gennaio 1850”.

Nel caso dell’acquisto, effettuato in adesione alla proposta dei vari beni immobili pignorati, era richiesto un esborso in “valuta metallica escluso qualsiasi surrogato”, andando, ad esempio, con questa disponibilità pecuniaria ad appropriarsi di un orto, nella contrada Carebbio di Cazzago, e di una casa di “condizione infima”, pure nei pressi di tale porzione di abitato, anch’essa associata alle proprietà della famiglia Martina allora residente in loco.

Nel corso di quello stesso anno, ad imprimere una propria traccia estemporanea sul posto pare che sia valsa anche quella manifestazione meteorologica eccezionale che è rimasta documentata sulla “Gazzetta di Mantova” del quattro ottobre 1850, con la quale, nell’informazione usata da questo giornale locale, si riferiva testualmente che “Brescia, primo ottobre. Una nuova sventura colpiva quella parte della nostra Provincia che fin d’ora era stata esente dalle calamità sofferte dalle altre parti di essa. La scorsa notte, un’orribile gragnuola che durò un’ora devastò i Comuni di Rovato, Cazzago, Coccaglio e moltissimi altri. La sola ed ultima entrata di quegli abitanti, l’uva, è sparita. Registriamo dolenti queste nuove lagrime di tanti nostri fratelli! (La Sferza)”.

Con “La Sferza” ci si rifaceva alla citazione dal giornale, denominato con il nome di tale arnese, dalle cui pagine era tratta la notizia, essendo che questa pubblicazione d’ispirazione politica liberale, era inserita nel dibattito socio-culturale bresciano dell’epoca, anche, ovviamente, trattando di cronaca su fatti d’interesse generale, a prescindere dal resto di una visione ideologica alla quale mantenere fede su orientamenti ritenuti di impostazione fondamentale.

Ancora calzante con il territorio, è un’altra testimonianza, risalente a qualche anno a venire, rispetto alla cronaca accennata, mediante l’eco di una procedura pubblica, formalmente divulgata per il tramite di una sistematica affissione di un testo notiziato sul posto che già vedeva associata Cazzago con la vicina località di Calino, quasi un elemento presago della futura fusione in una unica realtà comunale, come sancitasi fra i due centri circonvicini nel 1927.

In quel caso, la “Gazzetta Provinciale di Brescia” del 23 dicembre 1856, ospitava l’iter procedurale per la parte della opportuna divulgazione di un editto, per il quale, si era tenuti a poter sapere che “L’Imperial Regia Pretura in Iseo, invita coloro che, in qualità di creditori, hanno qualche pretesa da far valere contro l’eredità del fu Luigi Rizzini, mancato ai vivi in Cazzago il 13 scorso maggio, con testamento noncupativo verificato giudizialmente nel protocollo 10 settembre scorso, n. 8425, a comparire avanti questa Pretura nel giorno 20 gennaio prossimo futuro anno, alle ore 9 antimeridiane, per insinuare e comprovare le loro pretese, oppure, a presentare, entro il detto termine, la loro domanda in iscritto, poiché, in caso contrario, qualora l’eredità venisse esaurita col pagamento dei crediti insinuati, non avrebbero contro che la medesima altro diritto che quello che loro competesse per pegno. Si pubblichi in questo Capoluogo, in Cazzago e Calino, ed affisso per tre volte in tre distinte settimane, nelle Gazzette Ufficiali di Milano e Provinciale di Brescia. Iseo, dall’Imperial Regia Pretura, il 25 novembre 1856, Il Pretore, Borghi”.

Non solo questioni di interesse privato, veleggiavano fra le fitte pagine di questi giornali, licenziati in stampa in quei giorni pre-unitari, quando, nel lontano 20 giugno 1856, Francesco Giuseppe I d’Austria regnante, pure d’autorità imperiale nel bresciano, il giornale “La Gazzetta Provinciale di Brescia” recava un interessante avviso di concorso, riproducente un breve spaccato della procedura di reclutamento per un’utile unità di personale, a vantaggio dell’istituzione scolastica del territorio, mediante un pronunciamento che, ancora una volta, poneva, questo lembo di Franciacorta, nell’orbita giurisdizionale sebina, essendo che il testo, ad uso dei lettori dell’epoca, precisava: “L’Imperiale Regio Ispettorato delle Scuole Elementari del Distretto di Iseo. Pel rimpiazzo del sotto indicato impiego vacante nella Scuola elementare maschile minore del Comune di Cazzago, si dichiara aperto il regolare concorso sino al giorno 27 giugno p.v. Chiunque intendesse di aspirare al posto medesimo dovrà presentare a questo ufficio entro il predetto termine la relativa istanza corredata dei seguenti documenti: 1. Patente di abilitazione all’insegnamento proprio del posto cui aspira; 2. Fede di nascita; 3. Attestato medico comprovante la fisica attitudine del concorrente a sostenere le fatiche della scuola. Posto vacante e soldo annuo assegnato al maestro delle classi Prima e Seconda elementare maschile minore di lire 344,74. Sulzano, il 16 maggio 1856. L’Imperiale Regio Ispettore Distrettuale, Erculiani

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