Pescarolo ed Uniti (Cremona) – Il problema allagamenti a Pescarolo l’ho vissuto al punto che non posso ogni tanto, soprattutto quando mi viene evidenziata qualche anomalia, fare il punto di una situazione che, nonostante si sia fatto molto per migliorare le cose, resta sempre molto delicata e che merita attenzione da parte degli enti che in questi anni si è riusciti a coinvolgere in modo ufficiale.

Il mio obiettivo non è quello di dare colpe a destra o a manca, ma segnalare i problemi e le criticità, lasciando a chi di dovere le scelte e contemporaneamente informare anche attraverso le immagini del territorio. Il giro in questi casi comprende anche l’Aspice, dopo il coinvolgimento del Genio Civile del tempo (Ing. Tartaro e Martone) con la realizzazione della rete fognaria, ma anche nello scarico delle acque bianche del territorio, prendendo in carico il tratto che serviva solo al mulino, (a quei tempi l’Aspice era solo quello che gira dietro Catelnuovo) e, successivamente, nell’avere sburocratizzato la situazione togliendo la denominazione di “fiume” al colatore e avendone portata la gestione sul territorio. Questo logicamente concretizzato, grazie agli addetti ai lavori che hanno recepito i segnali dal territorio. Comprendiamo le difficoltà oggi a gestire la situazione, ma siamo sulla strada giusta.

Parto da uno dei fossati che portano acqua al punto di scarico finale. Inevitabile evidenziare la doppia importanza che in questo punto assume, essendo si scarico delle acque bianche del territorio, ma soprattutto in questo periodo estivo, legato all’importanza, innegabile, di conservare le acque per l’irrigazione. Riprendendo il nostro percorso dalla comunale per la Senigola, l’acqua poi scorre pressochè sempre a lato della SP.33, attraversa Via Mazzini, nei pressi del vecchio cimitero, e Via Zanetti arrivando al primo invaso nei pressi della SP. 33.

A questo punto però dobbiamo convenire che vanno bene le pulizie dei fossi per quanto detto prima, però di primaria importanza dovrebbero essere le pulizie dei tratti particolarmente a servizio dell’abitato. Nel caso specifico facciamo riferimento alla fossa, “ad oggi non pulita”, che parte dal retro della chiesa del Lazzaretto e costeggiando il campo sportivo, attraversa la via Zanetti, circa a metà e costeggiando l’Idrokalor arriva all’invaso suindicato. Superata la SP 33 l’acqua arriva al punto di scarico del Balzemino che scende a valle e confluisce nell’Aspice, prima della curva di Castelnuovo. Accanto a quella paratoia il Comune, in accordo con i privati, ha realizzato un troppo pieno, che consente all’acqua, raggiunto un certo livello di aggirare la paratoia.

Il nostro giro è poi proseguito per fissare alcuni punti del colatore principale, partendo dal tratto che scorre a lato della strada “alta” per Pieve Terzagni. Poi mi sono portato ai miei punti fissi di verifica, da quando ero Sindaco, senza però scendere a valle per il caldo eccessivo. Al ponte, di fronte alla cascina Canova, abbiamo ritrovato quella pianta che, secondo alcuni, potrebbe marcire sul posto, ma se la forza dell’acqua riuscisse a spostarla potrebbe anche creare seri problemi al deflusso dell’acqua stessa.

Poi alcune foto nella zona del depuratore di Pieve Terzagni, dove confluiscono i due rami, inevitabile qualche perplessità sulla mancata pulizia del tratto che arriva da monte. Tornando verso Pieve inevitabile una preghiera all’edicola votiva della Madonna del Buon Consiglio, unitamente ai complimenti alle premurose donne che se ne prendono cura.

Ultima sosta poi allo scolmatore di Pescarolo. Non me ne vogliano i progettisti, ma pur non essendo un tecnico dell’acqua, voglio esprimere il mio pensiero: non pensate che se invece di essere così diritto, fosse stato un po’ girato verso sinistra non avrebbe favorito meglio il deflusso delle acque? Speriamo di non avere mai modo di accertarlo, ma penso che influirà poco su eventuali allagamenti, essendo troppo lontano, dalle zone critiche della piazza e di via Masseroni, comunque è certamente meglio di niente.