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Se nel lontano 1500 vi fosse capitato d’essere a passeggio per le calle di Venezia, percorrendo la riva “De li Carbonari” avreste trovato una grande bottega con le vetrate che inondavano l’interno di una tipografica, ove torchi pigiavano caratteri imprigionando sui libri, saggi e testi sacri, rilegati con cura.DSCN5248

Era la bottega di  “Paganino Paganini de Cegulis, Stampator di Libri” contrassegnata dal simbolo della sirena. Stamperia da poco tempo ubicata a Venezia, ma già conosciuta nella repubblica. Il proprietario era un certo Paganino Paganini trasferito da Cigole, paese della Bassa bresciana, a Venezia per dar vita a quella che sarà in seguito una vera e propria dinastia di stampatori.

Venezia rappresentava il terreno ideale per cimentarsi come editore e lanciarsi in un’attività del tutto nuova per l’epoca storica che soppiantava le miniature dei libri monacali, scritti e dipinti a mano per dar vita ad una produzione in “serie”.  Aleggiava fra le isole un’aria marinara di sostanziale tolleranza verso ciò che era stampato sui libri.Libro de rechami

Sta di fatto che il pioniere cigolese dell’editoria sbarcò a Venezia nel lontano 1480 circa, lasciando a Cigole altri colleghi, i Morandi e i Turlini meno intraprendenti.  In pochi anni l’astuto editore già si muoveva con maestria negli ambienti culturali della repubblica Serenissima e ben presto la sua bottega acquistò un notevole prestigio, specialmente dopo lo strategico matrimonio con Cristina, vedova di un noto libraio veneto e figlia dello stampatore Francesco Fontana. Un tedesco  emigrato in Italia, editore che aveva italianizzato il nome che in origine era Franz Renner.

Nel giro di pochi anni lo “Stampator di libri” Paganini mise la firma a centinaia di edizioni, dalla bottega uscirono importanti volumi classici con opere di Cicerone, Virgilio, Dante, Tetrarca, Boccaccio e altre. Non disdegnò i contratti con la chiesa per la stampa della Bibbia e di numerosi testi sacri.

Paganino si stabilì in una dimora in calle Balotte a San Salvatore e, come ogni editore di rispetto, diversificò i suoi caratteri di stampa, attraverso proprie matrici che venivano fuse nelle officine delle valli bresciane, uno stile di stampa con propria fisionomia e arte tipografica.

Paganino fu il primo a proporre ai salotti intellettuali di Venezia dei volumi dal formato tascabile. Ma iCIMG5476l capolavoro, fiore all’occhiello della casa editrice è il “Libro dei Ricami”, un manuale del ricamo, con descrizioni e tavole prospettiche di come ricamare stoffe, guarnire camicie e trasferire disegni raffiguranti putti, mascheroni, animali, figure geometriche, con tanto di gradi di difficoltà del lavoro di ricamo una novità assoluta dell’epoca. Un esemplare del pregevole volume è conservato in ottimo stato presso la biblioteca Queriniana di Brescia.

Dalla bottega dei Paganini uscì persino un’accurata edizione del Corano, stampata in caratteri arabi, data dispersa per secoli, è stata recentemente ritrovata nella biblioteca dei Frati Minori di San Michele in Isola a Venezia. Si racconta che l’ardita stampa del Corano, complice la difficoltà tecnica dei caratteri, fu un’avventura per Paganini che non ebbe esito economico, ma smuoveva la diffidenza del mondo cristiano verso l’altrui cultura, diffidenza che non sembra essere migliorata nonostante i secoli trascorsi.

Il figlio, Alessandro, seguì le orme paterne lavorando attivamente nella bottega di famiglia e come il padre suggellò un matrimonio di convenienza con la figlia dell’allora già famoso stampatore milanese Rusconi e tramandò a figli e nipoti l’editoria. I Paganini di Cigole fecero cigolare i torchi imprimendo la firma dei “Paganini de Cegulis” sulle pagine dei libri, all’alba della vita dell’editoria.

 

 

 

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Valerio Gardoni
Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.

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