Quando, l’allora giovanissimo cronista Maurizio Belpietro scriveva, fra l’altro, di “Ufo”, era il 2 aprile del 1977.

L’attuale noto giornalista, autorevole direttore sia del quotidiano “La Verità” che del settimanale Panorama, incominciava la propria affermata carriera da professionista dell’informazione, contribuendo a gettare luce anche su un curioso fenomeno di presunta manifestazione di vita extraterrestre, verificatosi nei pressi del Lago d’Iseo, durante il significativo periodo della sua apprezzata collaborazione con il giornale locale, Bresciaoggi.

A firma di Maurizio Belpietro, non a caso bresciano, qui nel ruolo aderente al territorio, secondo questa sua vocazione giovanile, coerente a tale esplicarsi, nel contestuale preludio di una sua da tempo raggiunta professione, quel numero del quotidiano, allora da poco tempo editato a Brescia, intitolava, fra le pagine di cronaca locale, “Lago d’Iseo: due l’hanno visto – In acqua con boato l’Ufo “celeste scuro”.

La diga di Sarnico
La diga di Sarnico

“Articolo di spalla”, come si dice in gergo, con tre colonne tipografiche e con tanto di fotografia di repertorio, a proposito di quella fattispecie, sempre attuale, riconducibile al fascino, mai esaurito, di una presenza di vita aliena nell’universo, rispetto a quella terrestre, pure attinente un crescendo di testimonianze e di documenti nel merito, già abbondanti al tempo dell’uscita in stampa di questo puntuale articolo, ispirato ad un fatto circoscritto al territorio, andandosi, poi, questo, ad associare alle tracce raccolte in una mole ulteriormente consistente, da allora a seguire fino ad oggi, in molteplici zone del pianeta dove, a volte, pare quasi sfiorarsi anche il fatidico e catartico momento raggiunto, nella inconfutabile ed incontrovertibile pubblica rivelazione complessiva di uno svelamento contingente.

Questione di tempo, probabilmente, se è questo l’esito dell’insieme di notizie di riferimento, a vari livelli, attestanti sensazionalità interessanti, proporzionando l’argomento nell’orbita fattibile di un progressivo e, presumibilmente provvidenziale, assortimento interplanetario che ridimensionerebbe il “pensiero dominante”, sia in cielo che in terra, in un rimodulato spazio di confronto e di irraggiamento esistenziale nell’universo.

Intanto, non ancora ventenne, questo solerte giornalista di quella seconda metà degli anni Settanta del secolo scorso, teneva interessante traccia di quanto era accaduto “nei pressi della diga di Sarnico”, con tanto di citazioni e di intervista ai personaggi testimoni degli effetti di un concomitante avvistamento, nello scrivere, fra l’altro, che “(…) I due che dicono di averlo visto, a seguito di un fragoroso boato, che ha scosso la cittadina, sono l’impiegato ventisettenne Filippo Sonzogni e l’anziana pensionata Lorenza Cassis.

Ambedue abitano nei pressi della diga di Sarnico, in località Fosio, sulla sponda bresciana. I due non hanno troppa voglia di parlare del fatto, di quell’oggetto che, come dice la signora Cassis, sembrava “il diavolo sull’acqua”.

“Quando il fatto è accaduto – racconta la signora – stavo attendendo di mangiare, anche se era quasi l’una, e così decisi di accendere la stufa per riscaldare un poco l’ambiente. Ed è stato proprio mentre stavo facendo questo che ho sentito un gran boato, lo stesso che, qui, a Sarnico, han sentito in molti, e così un poco spaventata ho cercato di vedere dalla finestra che cosa era. E sulla riva del fiume ho visto uno strano oggetto: sembrava un mastello, di non eccessive dimensioni.

Quanto tempo si sia fermato sulla ripa dell’Oglio che fuoriesce dalla diga, la signora Cassis non lo ha saputo precisare, dicendo prima un minuto, poi qualche istante. “Era un mastello, sembrava di ferro ed era color celeste scuro”.

Cosa è successo dopo che si è fermato questo oggetto? “Dall’interno di quel mastello non è uscito nessuno. E dopo un poco è caduto, o scivolato nel fiume. Caduto nell’acqua non ha provocato il solito “splasch”, bensì un altro tonfo e un’alta colonna d’acqua (…)”.

Da lì, il riferire pure che l’oggetto aveva poi attraversato velocemente il fiume, in quel mentre in cui era stato parimenti osservato, nei termini di una figura scura in movimento, dall’altro testimone accennato, in un pronunciamento correlato, al sottolineare, nell’articolo, il fatto che i successivi accertamenti sul posto, da parte di un gruppo di sommozzatori della zona, non avevano sortito alcun rinvenimento legato all’evento.

Grazie a quanto, compiutamente raccolto ed altrettanto diffusamente riferito, dall’allora giornalista in erba, Maurizio Belpietro, una “pagina” bresciana della storia propria dei contatti ufologici è a disposizione anche per quella stima locale che, del tema, tuttora d’interesse, combina una oggettiva ricognizione nella effettiva presa d’atto di una documentata dinamica, sviluppata nella composita varietà della sua portata e relativa esemplificazione, capillarmente mappata, in quegli stessi anni dell’evento di Sarnico, anche in altre località attraversate da queste analoghe impronte di ispirazione nel rivolgere lo sguardo ad un possibile altrove dove congetturare, motivatamente, la probabilità di vita in un’altra realtà ed in una diversa dimensione.

Fra gli altri, è questo il caso, di un’altra notizia, anch’essa riportata da Bresciaoggi, che consentiva la divulgazione di analoghi accenti, utili per appurare la sostanza di una eventualità extraterrestre, profilatasi nel contesto veritiero dove non dubitarne l’ambito di percezione, a ricontro di un primo filtro di attendibile rivelazione, pubblicata il 23 novembre 1975: “Ancora Ufo in Val di Susa. Condove (Torino) – Un oggetto volante non identificato è stato avvistato la notte scorsa nella Bassa Val di Susa. Verso l’una, un corpo volante è stato visto mentre, proveniente dalla direzione della Valle di Lanzo, stava solcando il cielo verso sud; alcuni testimoni hanno dichiarato che l’oggetto aveva la vaga forma di un sigaro, con le estremità verde e rossa, ed emetteva una intensa luce bianca a lampi.

L’oggetto viaggiava ad una quota relativamente bassa e non faceva alcun rumore. E’ questo il secondo avvistamento del genere fatto negli ultimi 15 giorni nella Bassa Val di Susa”.

Qualche mese prima, rispetto a tale avvistamento, ed ancora dallo stesso giornale, un’altra eco in materia giungeva dalla “cugina” terra transalpina, con i particolari della notizia pubblicata il 19 giugno, recante il dato di fatto che fosse stato “Avvistato un “Ufo” in Francia. Parigi.

Con l’arrivo dell’estate ricominciano le apparizioni di oggetti volanti non identificati (Ufo) nel cielo della Francia: due giovani di Senlis Oise (ad una settantina chilometri da Parigi) affermano di avere visto, la notte scorsa, un oggetto volante volteggiare elegantemente sulla loro città.

L’oggetto si sarebbe poi posato ad una cinquantina di metri da loro. “Aveva la forma di una losanga e misurava circa otto metri di lunghezza e tre di larghezza”, sostengono Jean Pierre Marlot, di 22 anni, e Sylviane Uyttersprot di 21 anni. Dopo qualche minuto, lo strano velivolo, di colore cangiante, si sarebbe risollevato dal suolo e si sarebbe diretto in alto, fino a scomparire”.

Passando per domenica 27 luglio, a quella data successiva, quando era data, invece, informazione, ancora ripresa da “Bresciaoggi”, del venticinquenne gendarme francese Michel Flouret di Revigny, presso Bar-De-Luc, dell’aver egli fotografato due paia di semisfere luminose, nella presumibile fattispecie di mezzi ritenuti extraterrestri, il medesimo giornale bresciano dava, poi, motivo di lettura anche di altre tracce a riguardo, provenienti da tutt’altro emisfero, partecipando, lunedì 4 agosto 1975, il riferire che “Anche in Cile vedono gli Ufo.

Antofagasta (Cile) – Un oggetto volante non identificato è stato visto nella notte da venerdì a sabato scorsi da molte persone residenti nella città di Antofagasta, a 1400 chilometri a nord di Santiago del Cile.

Un giornale locale riferisce le testimonianze di molte persone le quali affermano di avere visto un oggetto volante a forma di sigaro che proiettava luci multicolori con predominanza dell’arancione. Secondo queste dichiarazioni, l’oggetto si sarebbe posato per alcuni istanti sulla cima di una collina.

Un rivenditore di giornali ha detto di aver avvertito una sensazione di “bruciore chimico” agli occhi e alle narici al momento del passaggio dell’oggetto”.