Sabato 25 e domenica 26 aprile si parte, restando a casa, per un viaggio verticale nella storia del cinema di montagna, un regalo che il Club alpino italiano fa a tutti gli appassionati e cinefili che potranno scoprire alcuni film che hanno scritto la storia della cinematografia delle terre alte. È parte della rassegna “La montagna a casa” organizzata dal Cai in collaborazione con il Museo nazionale della Montagna di Torino, con Sondrio Festival – Mostra Internazionale dei Documentari sui Parchi – e Parco dello Stelvio.

Grande appuntamento quello di sabato 25 aprile alle 21 sul canale Youtube del Cai con Il ghepardo asiatico dell’Iran, che ha vinto la 33a edizione del Sondrio Festival nel 2019, documentario che analizza la situazione attuale di questo magnifico animale in via di estinzione, simbolo dell’Iran, ormai ridotto a meno di cinquanta esemplari. Nel film anche le difficoltà che gli attivisti stanno incontrando per mantenerlo in vita.

Completano la programmazione l’appuntamento di domani sera alle 21.00 con La storia della lana a Livigno, località valtellinese dove erano presenti due ingegnosi e complessi macchinari per cardare la lana, risalenti alla metà del 1800, e quello di mercoledì 22 aprile con Con le spalle nel vuoto. Mary Varale, dove viene rappresentatala vita di una donna che ha lasciato un profondo solco nella storia dell’alpinismo.

Infine venerdì 24 sarà il turno di Itaca nel sole. Cercando Gian Piero Motti, che presenta l’omonima via di arrampicata aperta sulle pareti di granito della Valle dell’Orco, legata all’alpinista, scrittore e filosofo della montagna Gian Piero Motti, e quello di domenica 26 aprile con Storie di pietre, dedicato al post terremoto in Umbria, vicino a Norcia.

Domenica 26 aprile si inizierà alle 15.00 con una retrospettiva di sei film storici, un omaggio al cammino percorso dalle pellicole del mondo verticale e dalla storia dell’alpinismo. Sul canale Youtube del Cai sarà “proiettato” il primo film di alpinismo della storia, Cervino 1901, la cui attribuzione (ma anche la datazione) ha costituito a lungo argomento di contesa e solo di recente ha trovato una spiegazione convincente.

Seguirà Maratona Bianca, girato nel 1935 e dedicato a una delle prime edizioni del Trofeo Mezzalama e ad alcuni dei suoi protagonisti più famosi, Giusto Gervasutti, Paula Wiesinger e le guide della Valtournenche. Del 1957 è invece il cortometraggio Punte d’acciaio nella fucina dei Grivel, di Mario Fantin girato a Courmayeur nella fucina dei fratelli Grivel, già a quel tempo, come riporta l’articolo sul numero di Montagne360 (scaricabile on line da oggi) all’avanguardia nella progettazione e nella fabbricazione dell’attrezzatura metallica per l’alpinismo (piccozze, chiodi e ramponi).

Un salto nel 1985 ci conduce alle prime gare di arrampicata a Bardonecchia con Fino all’ultimo spit – In arrampicata sportiva, e a una fiction di poco successiva, ambientata nella stagione dell’arrampicata, Black out. Da ultimo, la narrazione contenuta in Finis Terra – La libertà di esplorare, rappresenta un ritorno alle grandi esplorazioni montane del passato, nel ricordo di padre Alberto Maria De Agostini, con la partecipazione di Walter Bonatti, che della Patagonia e della Terra del Fuoco fece una delle regioni d’elezione della sua attività.

Tutti i titoli in programma saranno disponibili sul canale Youtube del Cai in prima visione, a partire dalle ore 21.00 del giorno indicato e fino a trenta minuti dopo la fine del film, e il giorno successivo in replica a partire dalle ore 17:30, fino a trenta minuti dopo la conclusione.

Ogni giorno alle ore 12.30 sui canali social del Cai e su loscarpone.cai.it ricorderemo il film in programmazione alle ore 21.00 e quello in replica.