Brescia. Dall’Associazione Montessori Brescia, in prima linea per l’educazione dei bambini alla parità di genere e per la promozione di una cultura del rispetto reciproco, arrivano delle riflessioni da parte della presidente Rosa Guidetti, al seguito della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

  • Rispetto per l’altro e parità di genere sono temi ricorrenti nella produzione scientifica di Maria Montessori. Possiamo dire che oltre ad una pedagogista illuminata la Montessori è stata anche una paladina dell’emancipazione della donna? Maria Montessori è stata una scienziata poliedrica, ha difeso per tutta la vita i diritti delle donne e dei bambini e negli anni giovanili della sua formazione, si è distinta per il suo impegno appassionato a favore del processo di emancipazione femminile. Scienza e giustizia sociale sono stati gli elementi centrali di tutto il suo operato. Nel suo famoso proclama del 1906, “Donne tutte sorgete!”, pubblicato sulla rivista “La Vita”, esorta le donne a rivendicare il diritto al voto politico, anticipando così il percorso di autodeterminazione che solo nel 1946 porterà in Italia al voto femminile. Il suo impegno per i diritti civili e sociali delle donne è alla base del suo “femminismo scientifico”: l’accesso delle donne allo studio e alla scienza avrebbe permesso loro di conquistare un ruolo da protagoniste nel mondo del lavoro, della politica e dell’impegno sociale, contribuendo significativamente alla crescita civile del proprio Paese. La vittoria sociale della donna avrebbe, secondo la Montessori, reso più forte l’intera specie umana. Lo ha raccontato molto bene il pedagogista Enzo Catarsi nel libro “La giovane Montessori. Dal femminismo scientifico alla scoperta del bambino”, recentemente ripubblicato dal Leone Verde.
  • Cosa ha significato in termini di progresso culturale, l’impegno della Montessori per l’emancipazione della condizione femminile? Tutto l’impegno della Montessori, con la partecipazione in veste di relatrice a numerose conferenze in tutta Europa e anche con l’adesione al Comitato italiano Pro-suffragio, che promuoveva la partecipazione delle donne nelle liste elettorali, contribuì in modo determinante alla presa di coscienza delle donne e alla rivoluzione culturale che porterà dopo molto anni, all’affermazione del principio della parità di genere. Ma non solo: in un periodo storico in cui non era permesso parlare di educazione sessuale ai bambini, Maria Montessori anticipa i tempi e, con un pensiero scientifico molto lucido, sottolinea il rapporto molto stretto tra educazione sessuale e responsabilità verso le generazioni future; esorta le mamme ad avere con i figli un atteggiamento schietto e insiste sulla necessità di una corretto educazione sessuale ai bambini e alle bambine.
  • Che cosa fa Associazione Montessori Brescia per sostenere la difesa dei diritti delle donne e per il contrasto alla violenza di genere? Quali sono le prossime attività in programma? Associazione Montessori Brescia da sempre è in prima linea nella organizzazione di corsi di formazione e di laboratori per l’educazione dei bambini e delle bambine al rispetto dell’altro e del pianeta e di numerose iniziative (convegni, seminari, spettacoli teatrali e l’adozione di una panchina rossa), per sensibilizzare alla parità di genere. E’ in programma, a partire dal 2021, un corso per insegnanti di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, sugli stereotipi di genere, in collaborazione con l’Associazione “Tutto un altro genere” di Roma, con cui sono già stati proposti, nelle scorse settimane, incontri di formazione on line di pedagogia dell’emergenza, con il metodo “del gatto Zeus”. In ambito istituzionale inoltre, prosegue la proficua collaborazione dell’Associazione con l’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Brescia, presieduto dall’Assessora Roberta Morelli, con la quale da anni promuoviamo attività di prevenzione e di sensibilizzazione sul territorio e con le scuole.
  • Cosa possono fare oggi le donne per contribuire all’accelerazione del riconoscimento effettivo della parità di genere? Le donne, insieme agli uomini, devono diventare protagoniste di questo percorso di consapevolezza e battersi costantemente contro la cultura ancora molto maschilista, di cui spesso però sono esse stesse, più o meno consapevolmente, complici. E’ importante non girare la testa dall’altra parte, non cedere alla tentazione di far passare sotto silenzio e subire i casi di discriminazione o violenza di genere. Noi donne per prime dobbiamo rifiutarci di scendere a compromessi ed educare le ragazze a non accettare facilitazioni nella scalata al potere e al successo, ma ad impegnarsi per raggiungere in autonomia i traguardi desiderati. E questo va ribadito con forza, da tutte le donne che hanno ruoli di responsabilità in ambito famigliare, scolastico, professionale ed istituzionale. Serve l’impegno di tutti, in particolare degli uomini, che vanno coinvolti sempre di più nel processo di responsabilizzazione, affinché diventino a loro volta, nei vari ambiti di azione in cui operano, protagonisti virtuosi di questo cambiamento culturale.
  • La scuola e la famiglia cosa possono fare in merito? La scuola e la famiglia sono il luogo primario in cui si forma la propria identità di genere, per questo non possono esimersi dall’incoraggiare nuovi linguaggi nei bambini e nelle bambine. Educare le nuove generazioni al rispetto e alla valorizzazione delle differenze e della parità di genere in termini di espressioni ed atteggiamenti, significa fare prevenzione per contrastare un fenomeno, quello della violenza sulle donne, che ha radici culturali profonde e pervasive e che, in quanto tale, necessita di interventi strutturali, continui e integrati tra comunità educante, famiglie e Istituzioni. I bambini e gli adolescenti ci guardano e un buon esempio vale molto di più di mille discorsi.
  • Come giudica il ruolo del web e dei mezzi di informazioni in tale direzione? Il ruolo che web e mezzi di informazione giocano nel costruire la percezione pubblica del fenomeno è E’ notizia di questi giorni che alcuni quotidiani e canali social hanno denigrato le vittime di discriminazioni di genere, riabilitando la figura dei colpevoli dei reati, banalizzando così l’accaduto. Questi atteggiamenti sono da biasimare pubblicamente. Purtroppo, invece, spesso accade che gli autori di queste prese di posizione inqualificabili, vengano invitati nei salotti televisivi e diventino protagonisti del web, dando così enfasi ad azioni ed opinioni sbagliate e fuorvianti che alimentano la confusione nel distinguere cosa è giusto e cosa è sbagliato o la distorsione completa dei fatti. Si rende necessaria quindi anche un’azione di forte responsabilizzazione degli utenti, che spesso sappiamo essere giovanissimi, soprattutto per i social, che devono imparare ad indignarsi e a riconoscere contenuti non appropriati.