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Mantova. Il mito Venere a Palazzo Te dà il via all’atteso programma espositivo Armonia sulla terra. La prima tappa, prevista per lo scorso marzo, è aperta al pubblico  sino al 12 dicembre, con una nuova presentazione delle oltre ventotto Veneri raffigurate a Palazzo Te, tra stucchi e affreschi valorizzate da un nuovo sistema di illuminazione.

L’immagine della dea, elemento centrale di miti e favole antiche esaltato nel percorso museale, è frutto di un’accurata ricerca a cura di Claudia Cieri Via, confluita nella libro Venere a Palazzo Te, edito da Tre Lune Edizioni, e in un’applicazione multimediale scaricabile gratuitamente.

Il percorso è arricchito dall’esposizione di due opere legate alla produzione di Giulio Romano in prestito da Palazzo Ducale di Mantova: la scultura Afrodite velata, appartenuta all’artista e fonte di ispirazione per la Venere in stucco del soffitto della Camera del Sole e della Luna, e l’arazzo con una ninfa spiata da un satiro in un giardino dove numerosi putti giocano eseguito da tessitori fiamminghi su disegno di Giulio.Sala per sala, l’effigie della dea spicca tra le altre figurazioni ideate da Giulio Romano e allievi, grazie al potenziamento e a un orientamento dell’impianto di illuminazione, un nuovo percorso conduce attraverso le camere di Palazzo Te alla ricerca di Venere.

Venere è una divinità dell’Olimpo greco dalle numerose sfaccettature. Consacrata la più bella tra le dee dal giudizio di Paride, esprime i valori più profondi della natura: dalla fecondità propria della Venere genitrice, alla Venere Anadiomene che nasce dal mare, fino alla sublimazione della Venere celeste.

La presenza di Venere come protagonista delle decorazioni di Palazzo Te, in passato definito il “sacrario di Venere”, esprime il carattere ancestrale di questa divinità. Venere è espressione di concetti astratti quali la bellezza, l’amore, l’eros, la Natura, la Primavera, la fecondità, ma può anche dare forma a personaggi delle favole antiche, come Arianna, Olimpiade, Psiche, Antiope o le ninfe dei boschi e le nereidi.

Per queste ragioni Venere trova la sua più naturale collocazione a Palazzo Te, una dimora immersa nella Natura sull’isola del Tejeto ai margini di Mantova, un luogo di otia, come ricorda l’iscrizione sul cornicione della camera di Amore e Psiche, uno degli ambienti della dimora più ampiamente decorato da Giulio Romano e i suoi allievi.

Giornalista, fotoreporter, inviato, nato a Orzinuovi, Brescia, oggi vive in un cascinale in riva al fiume Oglio. Guida fluviale, istruttore e formatore di canoa, alpinista, viaggia a piedi, in bicicletta, in canoa o kayak. Ha partecipato a molte spedizioni internazionali discendendo fiumi nei cinque continenti. La fotografia è il “suo” mezzo per cogliere la misteriosa essenza della vita. Collabora con Operazione Mato Grosso, Mountain Wilderness, Emergency, AAZ Zanskar.